Il restauro della struttura ad Albiano Magra

Da tempo la chiesa di San Martino Vescovo di Albiano Magra attendeva un intervento di manutenzione complessiva dell’interno, se ne parlava già con don Samuele Agnesini. Lungo gli anni sono stati fatti interventi anche importanti, ma altri lavori sono stati eseguiti in base alle necessità che si presentavano di volta in volta senza un programma organico di interventi. In conseguenza di ciò l’assetto complessivo dell’aula cominciava ad avere un aspetto poco dignitoso.
Per risolvere la questione il parroco don Fabio Arduino ha presentato richiesta canonica per ottenere dalla C.E.I. il contributo dell’8 per 1000 per un progetto complessivo di interventi per “Manutenzione straordinaria ed impianti” per complessivi 129.000 euro. Il progetto accolto benevolmente da don Luca Franceschini, allora direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi e poi dal suo successore do Emanuele Borserini, fu inviato ed approvato dall’allora Soprintendenza, Archeologia Belle Arti e Paesaggio, per le provincie di Lucca e di Massa Carrara. Tra le opere previste dal progetto quella di maggior impatto è stata il rifacimento del pavimento del presbiterio in mosaico Vaccari del 1967 circa, obsoleto e mancante di tessere non più recuperabili a causa della cessata attività della fabbrica nel 2006.
Era quindi necessario eseguire la rimozione del rivestimento sul perimetro dell’aula e del battistero a causa dell’umidità di risalita prevedendone la sostituzione con una zoccolatura di altezza minore in Bardiglio grigio. Inoltre, è stato migliorato l’assetto strutturale delle arcate laterali a sesto ribassato dell’aula, con la messa in opera di catene Bossong, di nuova concezione, che non necessitano di capochiave perché agiscono internamente alla struttura. Infine, ma non ultimi, sono stati previsti il rifacimento e la messa in sicurezza degli impianti: elettrico, amplificazione, allarme e soprattutto la nuova illuminazione che non ricadendo tra le opere finanziabili è stata realizzata a carico della parrocchia.
Un intervento da 129mila euro, che restituisce dignità e sicurezza all’aula liturgica e al presbiterio.
La tipologia dei corpi illuminanti e la loro disposizione, frutto di un progetto illuminotecnico, sono stati approvati, nel loro insieme dalla citata Soprintendenza. I lavori sono stati appaltati alla Ditta La Volta di Roberto Geom. Benettini, di Pallerone, progettati e diretti dallo Studio Ghelfi di Albiano. Per la parte strutturale è stato coinvolto l’Ing. Pacini Matteo dello Studio BGP di Sarzana mentre la parte elettrica è stata eseguita dalla ditta Altatensione di Villafranca.
La realizzazione di queste opere, collegata alla ripresa delle parti ammalorate e ad una più razionale disposizione delle immagini sacre e della Via Crucis, ha restituito all’ambiente liturgico una sostanziale unità visiva. L’impianto di illuminazione che ha comportato, come previsto dal progetto, la rimozione dei due lampadari posti di fronte all’altare, ha restituito maggior visibilità al presbiterio decorato negli anni Trenta dalla ditta Triani con il supporto del pittore Luigi Battistini. Visibilità in parte compromessa dall’inserimento della mole dell’altare maggiore della chiesa pontremolese di San Pietro distrutta dai bombardamenti.
L’opera egregia e stilisticamente raffinata ha, di fatto, alterato le proporzioni spaziali della chiesa di Albiano concepita per un altare più basso, che lasciava scorgere per intero la circolarità del coro con le sue decorazioni, e la statua del santo patrono al centro. Il monumentale trono della Madonna della Salute appare ora nella sua solenne maestà, anche durante il giorno, quando le luci spente dell’aula contrastano con la luminosità della volta, creando l’atmosfera del raccoglimento e della preghiera.
Roberto Ghelfi



