Grande successo per la manifestazione non competitiva

Il silenzio secolare delle valli zerasche interrotto soltanto dallo scorrere dei torrenti e dal fruscio delle ruote tassellate sullo sterrato. Si è conclusa con un bilancio trionfale l’ultima edizione dello Zeri Bike & Trail Contest, la manifestazione non competitiva che ha saputo richiamare centinaia di appassionati di mountain bike, trail running e trekking nel cuore dell’Appennino più selvaggio. Quello che era nato come un raduno per pochi intimi si è trasformato in un appuntamento fisso nel calendario delle “ruote grasse” e dell’outdoor italiano. Un successo clamoroso che non si misura con il cronometro – dato lo spirito rigorosamente non agonistico dell’evento – ma con i sorrisi dei partecipanti e l’energia sprigionata all’ombra del Monte Gottero.
Il segreto del format risiede nella sua accessibilità totale. Gli organizzatori dello Zeri Bike hanno disegnato percorsi capaci di accontentare sia l’atleta esigente in cerca di dislivelli importanti, sia le famiglie desiderose di una passeggiata rilassante nella natura. Accanto ai tracciati MTB (divisi in percorso Corto e Lungo), l’evento ha visto una massiccia partecipazione nei comparti del Trail Run e del trekking a piedi.
Nota di merito per il Rodeo Bike Kids, la gimkana a ostacoli allestita all’interno del Parco Fiera: un’area completamente gratuita dedicata ai piccoli biker sotto i 12 anni, pensata per trasmettere alle nuove generazioni l’amore per la bicicletta e il rispetto per l’ambiente alpino. Se l’evento di giugno rappresenta la vetrina ideale, il comprensorio di Zeri si conferma una destinazione d’eccellenza per il cicloturismo durante i dodici mesi. Gli itinerari mappati dalle community locali e rilanciati dalle guide di settore offrono varietà e panorami unici.
“Vedere la nostra vallata così viva è la ricompensa più grande”, commentano i volontari a fine giornata, mentre i partecipanti affollano i punti di ristoro dedicati ai prodotti tipici locali. Lo Zeri Bike non è solo una festa dello sport, ma un esempio virtuoso di resistenza al fenomeno dello spopolamento montano. Attraverso lo sviluppo del turismo lento su due ruote, la Lunigiana dimostra che la tutela di un ambiente incontaminato può camminare di pari passo con l’economia locale, trasformando i vecchi sentieri dei pastori nelle autostrade verdi del futuro.



