Nel 1934 una copia de “Il Castello e l’Abbazia di Aulla” era stata autografata e spedita dal suo autore, Silvestro Bassi, all’abate della celebre abbazia di Einseiedeln

Imperscrutabile è il destino dei libri. È come quello degli umani: nascono da un atto d’amore, non sai che cammino incerto faranno, se incontreranno mani amiche, neppure saprai se qualcuno, nel tempo, avrà davvero letto le tue parole. Chissà cosa pensava, quel giorno del 5 luglio del 1934 Silvestro Bassi mentre scriveva l’indirizzo dell’abate della celebre abbazia svizzera di Einseiedeln, nel cantone Svitto. Quell’abbazia benedettina è ancora oggi una celebre meta internazionale di pellegrinaggi mariani perchè in una cappella custodisce l’immagine miracolosa di una Madonna Nera. Silvestro Bassi si apprestava ad inoltrare all’abate la sua pubblicazione edita nel 1927, la prima storia di Aulla: “Il castello e l’Abbazia di Aulla nella storia della Lunigiana”.
Non era mai stata scritta la storia di quell’incrocio di strade dove erano sorti il borgo altomedievale più antico e documentato della Val di Magra e, nei primi decenni del 1500, dopo il passaggio di Carlo V, l’unica fortezza costruita espressamente dopo l’introduzione delle artiglierie. L’opera di Silvestro Bassi resterà, fino alla ristampa del 1972, voluta da Giulivo Ricci del Centro Aullese, una rarità bibliografica.
Quel giorno del 5 luglio 1934 Bassi era il podestà di Aulla, ma anche l’attento custode delle sue memorie storiche e questa attenzione l’avrà fino alla fine dei suoi giorni, con accorate lettere scritte alla Soprintendenza, quando l’abbazia e la sua casa situata all’interno dell’ex abbazia, dove stava scrivendo, subirono ingenti distruzioni belliche.
Il libro arrivò a destinazione in Svizzera e, forse, l’abate lo vide, ma non ebbe la curiosità di sfogliarlo: rimase intonso, con le pagine ancora da tagliare e probabilmente finì in qualche angolo della biblioteca benedettina e lì fu dimenticato per decenni. Si sa qual e è il destino dei libri accumulati nelle biblioteche troppo ricche di volumi: ogni tanto si smistano i libri che sembrano superflui o non attinenti al catalogo generale e così accade anche al libro di Silvestro Bassi.
Scartato, per le misteriose vie del mercato antiquario, è tornato in Italia, approdando in una libreria di Verona. Il caso o chissà cosa, fecero sì che io un bel giorno cominciassi a credere a Loris Jacopo Bononi, che era solito raccontare che certi libri ci cercano. Stavo seguendo da tempo il recupero dell’abbazia di San Caprasio e avevo acquistato nei mercatini un paio di ristampe del volume di Bassi edite dal Centro Aullese, perché mi dispiaceva vederle disperse.

Una sera, cercando online sul catalogo Maremagnum trovai il libro di Bassi nell’edizione del 1927, con autografato e subito lo prenotai, emozionato di trovarvi la firma dell’autore. Aspettai con ansia il suo arrivo e quando giunse era in ottime condizioni, con la dedica nella bella calligrafia di Silvestro Bassi: All’Illustrissimo Michele Bachsruhr, Badia di Einseiedeln, per omaggio. Aulla, 5 Luglio 1934. XII
Non ho avuto il coraggio di tagliare le pagine intonse del libro, lo conservo così come Silvestro Bassi lo ha spedito quel giorno di luglio dalla sua casa di Aulla.
Penso anche che sia stato doveroso dedicare a Silvestro Bassi una sala del Museo di San Caprasio, non una qualunque, ma quella che era stata la sua cucina, dove ci sono le immagini della guerra, le povere cose di uso quotidiano trovate sotto il crollo, e una copia del suo libro. Mi chiedo se in fondo non sia contento che, rifiutato dall’abate, quel libro, nell’andirivieni tra Svizzera e Italia, sia finito nelle mie mani che la sua abbazia, come lui, io in qualche modo ho amato.
Riccardo Boggi



