Festa in onore della Madonna della Salute: il card. Simoni ad Albiano Magra

Come ogni anno, la seconda domenica di luglio ad Albiano Magra è dedicata ai festeggiamenti in
onore della Madonna della Salute.
Quest’anno la festa vedrà la prestigiosa presenza di S. E. Rev.ma il cardinale Ernest Simoni, a lungo prigioniero del regime comunista albanese, la cui testimonianza commosse profondamente Papa Francesco in visita a Tirana nel 2014, che poi lo creò Cardinale due anni dopo. All’età di 97 anni, il Cardinale sarà ad Albiano domenica 12 luglio per presiedere la S. Messa Pontificale delle ore 11.

L’altare della Madonna della Salute nella chiesa parrocchiale di Albiano

Questa celebrazione sarà anche un modo per inaugurare i lavori di restauro della Chiesa parrocchiale e del campanile di Albiano. Nella stessa giornata la festa si concluderà alle ore 17.30 con il Santo Rosario ed a seguire i Vespri solenni presieduti dal Can. Emanuele Borserini, direttore dell’Ufficio diocesano Beni Culturali.
La sera precedente il sacerdote novello don Raffaele Moscatelli, celebrerà alle 18, la Santa Messa solenne, accompagnata dal canto della Cappella Musicale della Cattedrale di Massa ed ancora alle 21 i Vespri e la tradizionale processione per le vie del paese.
La novena avrà inizio a partire da venerdì 3 luglio e si terrà ogni sera dalle ore 20.30 con la recita del Santo Rosario e la celebrazione dei Vespri. Si alterneranno nella predicazione mons. Marino Navalesi, mons. Fausto Spella, don Claudio Hitaj e don Pietro Milazzo.

La chiesa parrocchiale di San Martino in Albiano Magra
La chiesa parrocchiale di San Martino in Albiano Magra

Sono storicamente incerte le origini di questa festa. Non sappiamo, perché nessun documento fino a questo momento ce lo tramanda, se il popolo albianese ebbe nel 1854 la percezione di un miracolo: ovvero quanto il colera pur colpendo i paesi
vicini mietendo numerose vittime aveva risparmiato Albiano per intercessione della Vergine
Maria, che l’8 dicembre dello stesso anno il pontefice Beato Pio IX avrebbe proclamato
Immacolata.
Soltanto una rilettura per fede “prova delle cose che non si vedono” porterà questa
devozione ad assumere la forma solenne che oggi celebriamo e soprattutto dal 1954 quando fu
incoronata e collocata sul marmoreo altare appena costruito.
La Vergine, volgendo a compassione il cuore dei tedeschi durante la frenetica trattativa intrapresa dall’allora parroco don Pietro
Corsini, nei primi giorni dell’ottobre 1944, per il rilascio di 23 ostaggi di Albiano condannati a morte, ancora una volta fu ritenuta potente mediatrice.