Troppi disagi sulla tratta ferroviaria La Spezia-Parma
Il sindaco di Villafranca, Filippo Bellesi, sottolinea come i bus sostitutivi per i lavori in corso, spesso non sono in orario con grossi per problemi per i pendolari

Il sindaco di Villafranca, Filippo Bellesi, si fa portavoce dei disagi sulla linea ferroviaria La Spezia-Parma e delle proteste di alcuni pendolari che ogni giorno percorrono la linea ferroviaria verso Parma e ritorno. tutto parte dal fatto che dal 22 aprile e fino al 31 maggio la linea ferroviaria è interrotta per manutenzioni straordinarie, e quindi per raggiungere Parma vengono messi a disposizione pullman sostitutivi che da Pontremoli raggiungono la stazione di Ghiare di Berceto. Da li si prende il treno regionale per raggiungere il capoluogo emiliano dopo circa dieci minuti di attesa.

Il sindaco di Villafranca, Filippo Bellesi
Il sindaco di Villafranca, Filippo Bellesi

“Succede però – sottolinea il primo cittadino – che il pullman non sempre è puntuale e dopo una corsa in autostrada fino a Berceto i passeggeri rimangono a terra perché il regionale 19506 non aspetta l’autobus ed è sufficiente un ritardo di pochi minuti per perdere la coincidenza. Questo comporta seri disagi per tutti i passeggeri che nella migliore delle ipotesi perdono metà giornata lavorativa oltre ad essere costretti a sostare in una stazione dove non c’è nemmeno una sala d’attesa”. Il sindaco sottolinea come ci sia “poco rispetto per chi paga biglietti e abbonamenti, RFI dovrebbe gestire queste interruzioni assicurando una tempistica certa per raggiungere Parma, almeno che il capotreno comunichi con il responsabile del pullman! In Giappone la media annua di ritardo dei treni è di 25 secondi e quando succede il capo treno scende dal convoglio e chiede scusa a tutti i passeggeri. Ora non si pretende la solerzia del sol levante ma il rispetto per chi viaggia dovrebbe essere la priorità ovunque”.

Per questo Bellesi chiede a “RFI e alle Regioni interessate di intervenire celermente affinché non si ripetano situazioni kafkiane dove a farne le spese sono le persone comuni che per raggiungere una meta quotidiana confidano nel servizio di trasporto pubblico e si ritrovano in una piccola stazione ad aspettare per ore il prossimo treno”. (r.s.)