Una speranza per la Provinciale del Brattello

Prefettura di Massa Carrara, Provincia e Autocisa al lavoro per un piano straordinario di interventi

Ci potrebbero essere novità importanti per la strada provinciale del Brattello, quella che collega Pontremoli con Borgotaro. A quanto pare, infatti, si potrebbe concretizzare l’accordo fra la Provincia di Massa Carrara, proprietaria dell’infrastruttura, e l’Autocisa per gli interventi di manutenzione straordinaria che da anni attendono di essere realizzati. Sul tavolo provinciale del Comitato Operativo per la Viabilità, coordinato dalla Prefettura, c’è infatti da tempo anche il dossier relativo alle criticità dovute alle chiusure della A15 con la conseguente deviazione del traffico sulla viabilità ordinaria; nel dossier anche l’ipotesi che la Salt, concessionaria della Parma-La Spezia, possa investire finanziamenti ingenti sulla strada del Passo del Brattello. Un iter burocratico non semplice da realizzare ma che, pur a fatica, si sta muovendo con la richiesta inviata nei mesi scorsi da Salt al Ministero di essere autorizzata a destinare risorse ingenti (si parla di almeno 4 milioni di euro) alle opere necessarie alla eliminazione di frane e smottamenti esistenti in numerosi tratti e alla riasfaltatura del tracciato.

L’ingresso della frazione di Grondola sulla strada per il Brattello

D’accordo ovviamente la Provincia, proprietaria della strada, che ha un piano di interventi fermo per mancanza di finanziamenti. Un’ipotesi che era emersa nell’estate dello scorso anno all’annuncio dei grandi lavori sul viadotto autostradale di Gravagna che periodicamente richiedono la chiusura notturna del tratto della A15 fra Pontremoli e Berceto. I lavori sono iniziati ormai da un anno, le chiusure sono state messe in atto e quasi sempre è filato tutto liscio; ma è quel “quasi” che non fa dormire sonni tranquilli. Il problema, infatti, è che la viabilità alternativa è troppo fragile. Lo dimostra la frana sulla carreggiata nei pressi del Passo del Righedo poco sopra l’abitato di Montelungo che tra novembre e dicembre dello scorso anno ha interrotto a lungo la Statale della Cisa obbligando anche a sospendere le chiusure programmate dell’autostrada. Senza dimenticare le emergenze in caso di incidente: il settembre scorso è stato davvero “nero” da questo punto di vista, soprattutto nell’ultima settimana quando in un’occasione la A15 è rimasta chiusa a lungo sia di giorno che di notte, coinvolgendo migliaia di autovetture e centinaia di mezzi pesanti obbligati a percorrere le due strade alternative. Così sia sulla Statale della Cisa che sulla Provinciale del Brattello si è riversato un traffico intenso che ha portato quasi al blocco di una circolazione resa ancora più difficoltosa dalle precarie condizioni dell’arteria che collega la valle del Magra con quella del Taro.

La strada del Brattello
La strada del Brattello

Lungo i quasi venti chilometri del tracciato, infatti, sono attive frane e presenti avvallamenti e restringimenti di carreggiata: situazioni che in molti casi attendono da più di un decennio di essere risolte, ma i cantieri non possono essere aperti perché la Provincia non ha a disposizione le somme necessarie per intervenire a causa dei tagli seguiti alla riforma degli anni scorsi. Se a questo si aggiunge una vegetazione fuori controllo, che incombe sulla carreggiata e a rischio di caduta ad ogni burrasca, il quadro è completo. La petizione presentata in Provincia nel giugno 2023 dagli abitanti di Grondola e degli altri paesi lungo il percorso aveva spinto l’Ente a mobilitarsi con alcuni interventi tampone ed è nata in quel periodo l’ipotesi di coinvolgere la direzione di Autocisa. Visto che le chiusure dell’autostrada gravano su una viabilità esterna che, almeno per l’itinerario del Brattello, necessita di interventi tutti i soggetti interessati sono disponibili a trasformare in realtà il progetto. I tempi non saranno brevi, ma l’ipotesi potrebbe davvero concretizzarsi nei prossimi mesi: in questo caso si potrebbe affrontare definitivamente una situazione che attende da troppi anni di essere risolta.

Paolo Bissoli