Presentato il libro di Paolo Lapi su Jera e le sue chiese

La facciata della chiesa di Iera
La facciata della chiesa di Iera

Sabato pomeriggio, 10 agosto, a Jera nel piazzale antistante la chiesa, è stato presentato il libro “Le chiese di Jera dal medioevo al XX secolo” di Paolo Lapi. Con l’autore erano presenti come relatori il sindaco di Bagnone, Carletto Marconi, l’assessore alla cultura Matteo Marginesi, la prof. Rosanna Pinotti ed il dott. Giancarlo Girolami, presidente del Tribunale di Asti e Jerese DOC.
È intervenuto anche don Angelo Boattin, che cura le parrocchie delle frazioni a monte di Bagnone, in tutto 7 diverse località, dividendosi e correndo, da mattino a sera, per essere vicino a tutti i suoi “parrocchiani” sparsi nel raggio di molti chilometri. L’interesse per l’argomento ha attirato sul piazzale della chiesa, dopo la consueta messa del sabato pomeriggio, quasi tutti gli Jeresi presenti in paese (infatti oltre ai pochi residenti abituali, erano giunti molti emigrati che vengono a Jera per il ferragosto).
Tutti i relatori hanno sottolineato l’importanza di ricercare le radici di una comunità e di rivivere i ricordi della sua vita, ricordi che, nei secoli, a Jera hanno visto sempre la chiesa -intesa anche come edificio – centro e punto di riferimento. Molti ignoravano che in passato la piccola frazione di Jera abbia avuto ben 3 chiese e che, nei primi secoli dopo l’anno mille, la chiesa parrocchiale non era quella che ora si trova al centro del paese ma quella, distante un paio di km, che si trova al cimitero, mentre la canonica era situata a sua volta fuori dal paese, in alto, andando verso Compione.
Il prof. Lapi ha spiegato tutto questo e gli sviluppi che hanno portato alla situazione attuale, in modo chiaro, concreto, simpatico e affabile, il tutto condito -anche nel libro- da aneddoti divertenti, quali la lotta da parte degli Jeresi per l’acquisto delle statue di Santi da collocare in chiesa o le offerte inviate da parte degli emigrati negli Stati Uniti per l’acquisto delle statue di S. Biagio e di S. Matteo.
La presenza di tante persone che abitualmente risiedono al nord per lavoro, alcune venute appositamente per l’occasione, ha dimostrato quanto sia grande l’attaccamento-pur se la presenza fisica è saltuaria – al paese di origine e quindi alle radici della comunità che ciascuno mantiene vive nel cuore.
Il pomeriggio si è concluso con un rinfresco e un ricco buffet offerto a tutti i presenti dagli organizzatori, Guerrino Girolami, Claudio Brunelli, Loreno Aguzzi, Silvana Martini e dagli altri che abitualmente collaborano con loro nel vivacizzare la vita della comunità.

(G.G.)

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