“In principio erano gli Shouters”. Una storia che meritava di essere raccontata

Presentato il libro di Fabrizio Rosi

33libro_RosiCi voleva una passione infinita e soprattutto la competenza di uno del mestiere per andare a ricostruire i tanti momenti di una storia, come quella delle band nate, cresciute e svanite a partire dagli anni sessanta del secolo scorso fino a questi nostri giorni, che certo riuscirà a trovare occasioni nuove per essere continuata. All’origine del fenomeno un nome, quello degli Shouters che hanno meritato il titolo del volume, nel cuore di molti qualcosa di ancora tangibile, almeno nei ricordi, per i più giovani un mistero che necessitava di essere chiarito insieme alla vicenda di tanti altri complessi, puntualmente ricostruiti e ricordati che, a modo loro, hanno lasciato un segno importante nella storia di una terra che alla musica ha sempre dato molto, specie in termini umani.
Ci limitassimo a proporvi semplicemente il monumentale lavoro di ricerca di Fabrizio Rosi, impreziosito dai virtuosismi grafici di Avio Musetti, probabilmente faremmo un torto a qualcuno perché sarebbe impossibile elencare quanti hanno scritto una fetta di questa storia; vorremmo, invece, suscitarvi la giusta curiosità per scoprire quanto di originale sta sotto tanto impegno e che la presentazione a Palazzo Dosi ha esaltato a dovere specie quando si è soffermata su alcuni momenti della vicenda musicale della nostra terra riproponendo registrazioni storiche, quasi da magone, ma a loro modo eccitanti, proprio per la loro ineludibile spontaneità.
Fabrizio ha provato a raccontare il possibile, sapendo che non c’erano parole sufficienti per chiarire fino in fondo il mistero e, anche se si è fatto aiutare magistralmente da Anna Maria Babbini e Roberto Martinelli, nel cuore dei più è rimasto un senso di nostalgia e di rimpianto che potrà trovare le giuste risposte solo nell’intimità personale, quando, provando a ricordare, torneranno alla mente volti e voci che la memoria non riesce a dimenticare, anche se il presente e i suoi eccessi sembrano sommergerli.
Forse, ci siamo lasciati trasportare da sensazioni soprattutto nostre, ma siamo certi che non sono stati pochi quelli che hanno provato quello che abbiamo provato noi che, per ora, ci rifiutiamo di cercare quel passato remoto solo leggendo, ma che presto sentiremo la voglia di ritrovarlo tra le righe, non negandoci, ne siamo certi, neppure qualche lacrima nascosta.

(lb)

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