Il cardinale Lercaro  a Pontremoli per il Congresso Eucaristico

Nel luglio del 1957 si svolse il terzo Congresso Eucaristico diocesano: “L’Eucaristia e il mondo migliore” con la presenza dell’arcivescovo di Bologna

L’arrivo del card. Lercaro a Pontremoli accolto alla stazione ferroviaria dalle autorità guidate dal Sindaco Serni

Nel luglio del 1957 Pontremoli celebrò il terzo Congresso Eucaristico diocesano, dedicato al tema “L’Eucaristia e il mondo migliore”, culminato con la visita del card. Giacomo Lercaro, arcivescovo di Bologna, che al termine della solenne processione rivolse alla comunità una preghiera ancora capace di parlare al presente: “Resta con noi, Signore”.
La cronaca dell’epoca e le testimonianze di chi visse quelle giornate restituiscono l’immagine di una partecipazione straordinaria. La settimana ebbe inizio a Fivizzano, da dove il SS. Sacramento, collocato su un’auto-altare scoperta e appositamente predisposta, partì scortato da numerosi motociclisti alla volta di Pontremoli, attraversando diversi centri della Lunigiana. L’arrivo in piazza della Repubblica fu seguito dai vespri e dalla benedizione presieduti da mons. Ugo Camozzo, arcivescovo di Pisa, che il giorno successivo celebrò la festa della Madonna del Popolo.
Le giornate seguenti furono dedicate all’Azione Cattolica, ai sacerdoti, ai malati e ai lavoratori. Diversi vescovi celebrarono nelle aziende della zona, portando il Congresso nei luoghi della fatica quotidiana.
La sera del 6 luglio il card. Lercaro arrivò con un treno speciale. Ad accompagnarlo un gruppo di giovani legati all’esperienza di accoglienza da lui promossa, attraverso la quale veniva offerto loro la possibilità di proseguire gli studi nell’ateneo bolognese. Alla stazione, salito su un’auto scoperta, raggiunse il centro cittadino, tra il suono della banda e il saluto della popolazione.

Il card. Giacomo Lercaro (1891 – 1976) – Foto da Wikipedia

In cattedrale il vescovo Fenocchio rivolse al porporato il saluto della Chiesa pontremolese. Il giorno seguente Lercaro celebrò il pontificale. Nell’omelia si soffermò sull’incontro dei discepoli di Emmaus con il Risorto. I due camminavano delusi, incapaci di riconoscere in quel viandante la presenza di Gesù finché, nello spezzare il pane, i loro occhi si aprirono.
Da quell’episodio nasceva la supplica “Resta con noi, Signore”: una richiesta di presenza, rivolta a Cristo perché non abbandonasse gli uomini nelle loro incertezze, nelle fatiche e nelle attese. Alla preghiera perché il Signore restasse accanto agli uomini, il card. Lercaro affiancò l’esigenza che fossero gli uomini stessi a rimanere con Lui “nella grazia” attraverso una vita alimentata dai sacramenti.
La sua riflessione abbracciava i lavoratori, le loro fatiche e le loro ansie, la diocesi e le speranze di una popolazione in cerca di un futuro migliore. Il tema del Congresso diventava così un impegno concreto: costruire un mondo più umano lasciando che la presenza di Cristo trasformasse la vita personale e comunitaria.
Nel pomeriggio, dopo i vespri, una grande processione eucaristica attraversò la città, passando da Porta Parma e poi per la Nazionale fino a Porta Fiorentina, per poi risalire da San Pietro, oltre il ponte Zambeccari e fino a piazza Italia. Dopo la benedizione eucaristica e il rientro in Duomo, Lercaro ripartì per Bologna. In seguito ringraziò il vescovo e il sindaco per la “commossa devota grandiosa manifestazione eucaristica” e per l’ospitalità ricevuta.
A cinquant’anni dalla sua morte, la visita del cardinale conserva un messaggio che riguarda anche il nostro tempo. In una terra che conosce ancora le fatiche dello spopolamento e l’incertezza sul futuro, chiedere al Signore di “restare” significa affidargli le comunità, il lavoro, le famiglie e le speranze dei giovani.
Ma significa anche assumersi la responsabilità di restare gli uni accanto agli altri, custodendo ciò che rende viva una comunità. Il Congresso del 1957 appartiene alla storia, quelle parole invece continuano a indicare una strada.

Fabio Venturini