L’annuncio sabato mattina nel centro storico: dalle tombe preistoriche alle statue stele

Un percorso per la valorizzazione delle testimonianze archeologiche venute alla luce nel territorio comunale di Mulazzo e che sono arrivate dalla preistoria: l’annuncio è arrivato sabato mattina nel centro storico, all’ombra della Torre di Dante, nell’ambito della “Giornata degli Etruschi” della quale parleremo in uno dei prossimi numeri. Il progetto, nelle sue linee essenziali, è stato infatti introdotto dal sindaco, Claudio Novoa, ed illustrato dalla dott.ssa Marta Colombo, archeologa della Soprintendenza responsabile della Lunigiana.
L’iniziativa intende valorizzare i luoghi degli importanti ritrovamenti avvenuti nel territorio comunale: dalle tombe a cassetta che oltre ai resti dei defunti cremati conservavano alcuni oggetti del corredo funerario, alla così detta Grotta di Diana, un anfratto di difficile accessibilità che conserva graffiti e incisioni di un’imprecisata epoca preistorica. E poi le statue stele, una decina quelle trovate nel Mulazzese: due nella zona di Canossa (anche se una delle due è nota come la statua stele di Campoli), una tra i ruderi dell’antica chiesa di Talavorno, mentre altre sette sono quelle più note perché venute alla luce sotto la strada provinciale in loc. Stallone a Groppoli.
Luoghi diversi, collegabili con percorsi escursionistici alla scoperta della straordinaria cultura di un passato tanto lontano; emergenze archeologiche delle quali a Mulazzo non resta nulla, se non appunto i luoghi. I reperti, infatti, sono conservati in Musei, ad iniziare da quello di Pontremoli, nel castello del Piagnaro, dove si possono osservare le otto statue stele e alcuni oggetti anche di bronzo. Una scelta, quella di concentrare il tutto in luoghi diversi da quelli del ritrovamento, ma visitati da molte migliaia di persone, che il sindaco Novoa condivide: “non è un campanile che definisce l’importanza di un bene culturale – ha spiegato – bensì la sua collocazione e valorizzazione”.
La strategia (osservare i reperti nei musei, scoprire i luoghi della scoperta in un territorio che si attrezza per farli conoscere) è stata condivisa e approfondita dalla dott.ssa Colombo che si è soffermata sui ritrovamenti fornendo alcune informazioni significative. Se la Grotta di Diana è, forse, la più antica testimonianza della frequentazione umana nel territorio comunale di Mulazzo e potrebbe essere il punto di partenza dell’itinerario (ma sono necessari importanti lavori per rendere accessibile un sito che oggi non lo è), la valorizzazione dei siti delle statue stele potrà essere un altro elemento qualificante, ad iniziare da Canossa per arrivare allo Stallone di Groppoli e a Talavorno. E poi c’è tutto quello che è arrivato alcuni millenni dopo, cioè il Medioevo; l’archeologa ha annunciato ricerche e indagini nell’area del castello di Mulazzo, attorno alla torre di Dante, secondo un progetto già approvato e che attende soltanto di essere finanziato.
(p. biss.)



