In Kosovo vincono i nazionalisti e gli indipendenti

Elezioni per la prima volta senza i fantasmi del passato

Panorama di Pristina, capitale del Kosovo

Domenica 14 febbraio gli abitanti del Kosovo si sono recati alle urne per le elezioni anticipate: la quinta volta dopo la proclamazione dell’indipendenza dalla ex Jugoslavia avvenuta 13 anni fa.
Il recente terremoto politico è stato causato dalla decisione della Corte speciale sui crimini dell’Uck (sigla in lingua kosovara dell’Esercito di liberazione del Kosovo, un’organizzazione paramilitare, inserita nel 1998 nella lista ONU delle organizzazioni terroristiche), che ha accusato il presidente kosovaro Hashim Thaci di crimini di guerra. Alle sue dimissioni è seguita la decisione della Corte costituzionale del Kosovo che ha dichiarato illegale l’elezione del governo di Avdullah Hoti e così si è arrivati alle urne.
Anche in quel Paese la situazione è grave a causa delle restrizioni per il Covid-19, ricorda al Sir don Lush Gjergij, sacerdote cattolico di Pristina, “60mila persone hanno perso il lavoro e la disoccupazione giovanile era alta già prima; il problema è dunque soprattutto la crisi economica con serie ripercussioni tra i giovani”.
Nel 2020 le perdite registrate per le imprese ammontano fino a 1 miliardo di euro. Un altro problema è dato dall’isolamento del Paese balcanico, legato alla normalizzazione dei rapporti con la Serbia, “una questione ancora irrisolta”, e all’influenza dell’Unione europea e degli Stati Uniti nella regione.
Per la prima volta, non era candidato nessuno dei vecchi leader dell’Uck. Un’occasione unica, quindi, per il giovane Paese balcanico per liberarsi da politici legati alla corruzione e accusati di crimini di guerra. I sondaggi vedevano i consensi così distribuiti: in testa Vetevendosje (Movimento per l’Autodeterminazione), guidato dall’ex primo ministro Albin Kurti, con il 41% dei consensi; poi il Partito democratico del Kosovo (Pdk) con il 22%; al terzo posto la Lega democratica del Kosovo (LdK), partito di centro-destra al governo uscente, con il 19%.
L’Alleanza per il futuro del Kosovo dell’ex premier Haradinaj era data all’8%. Con lo scrutino delle schede molto vicino alla conclusione (98%), i risultati reali delle elezioni di domenica scorsa hanno confermato di fatto le previsioni.
Esce vincitore il partito Vetëvendosje che, in coalizione con la candidata indipendente Vjosa Osmani, presidente ad interim del Paese, raggiungerebbe la quota del 48 per cento dei voti. Il Vetëvendosje, partito nazionalista di centro-sinistra anti-establishment, aveva già vinto le elezioni dell’ottobre 2019 e Kurti era stato eletto primo ministro in coalizione con la LdK.
Nel marzo del 2020, però, questa lo aveva sfiduciato, passando all’opposizione. Vjosa Osmani, giovane e molto popolare, nel 2019 si era candidata con la LDK ed era stata eletta presidente del Parlamento; poi presidente ad interim dopo le dimissioni di Hashim Thaçi.

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