Che fatica pagare online i ticket sanitari!

L’alternativa alle file dei CUP è un percorso tortuoso e disseminato di trabocchetti

telemedicinaL’affollamento dei CUP per prenotare e le prestazioni sanitarie e il relativo versamento dei ticket mi ha spinto a sperimentare la via del pagamento sul sito internet dell’Azienda USL Toscana Nord Ovest. Pagare in un secondo momento non è una bella idea, ma può essere opportuno quanto la prenotazione è in là nel tempo oppure quando non si è certi che l’opzione proposta sia quella giusta. Per evitare una seconda coda allo sportello vale la pena di pagare online, magari con una di quelle carte di credito prepagate che sono il mezzo più utilizzato per gli acquisti su internet. Dico subito che, alla fine, l’operazione è riuscita stando comodamente a casa: ma quanti ostacoli e trabocchetti lungo la strada! Il primo è nella pagina principale del portale (www.uslnordovest.toscana.it): se pensate che ci sia in bell’evidenza un “bottone” con la scritta “Pagare il ticket” vi sbagliate. Dopo aver osservato con un certo smarrimento tutta la pagina, in alto a destra troverete la scritta “Servizi online”: cliccateci sopra per aprire la pagina ma anche qui quello che cercate non è in evidenza, bensì al terzo posto di una anonima lista: “Pagare una Prestazione Sanitaria” vi manda al portale “Iris” che la Regione Toscana ha istituito da alcuni anni per i pagamenti a lei diretti.

A questo punto servono due dati: uno è il vostro codice fiscale, l’altro si chiama IUV (Identificativo Univoco del Versamento) che corrisponde alla prestazione per la quale si deve pagare il ticket; leggendo le istruzioni si capisce che è un codice composto da 15 caratteri. Ci siamo: prendete il foglio della prenotazione del CUP e… a sorpresa dello IUV non c’è traccia! Dopo qualche minuto di ulteriore smarrimento e proprio mentre state per rinunciare troverete che nella prenotazione, tra i tanti numeri, c’è un codice che però non si chiama IUV (sarebbe troppo semplice!), bensì “Posizione IRIS”. Qui bisogna riflettere: siccome sul vostro computer è aperta una pagina del servizio IRIS è probabile che il codice che cercate sia proprio quello, ma sarà vero o inserendolo rischio di pagare la prestazione di qualcun altro? Visto che sono “solo” 22 euro ho deciso di rischiare: inseriti i due numeri (quello della ricetta e il mio codice fiscale) e dopo aver cliccato su “continua” ho potuto verificare che andava tutto bene: la prestazione che stavo per pagare era proprio la mia. Eureka! A questo punto però bisogna pagare. Io ho scelto di farlo con la carta di credito: chi propende per questa opzione sappia che la Regione aggiunge all’importo del ticket le commissioni bancarie a partire da 50 centesimi. Una volta concluso il pagamento dei 22,50 euro richiesti, comunicando un indirizzo di posta elettronica vi informano che vi è stata spedita la ricevuta. In realtà riceverete un avviso dell’avvenuto pagamento e solo dopo un altro messaggio vi comunica che la ricevuta è disponibile. Ma non la trovate allegata (sarebbe troppo bello!): dovete rientrare nel sistema, dare le vostre credenziali e, finalmente, potete scaricarla, salvarla nel vostro computer e stamparne una copia da allegare all’impegnativa che presenterete al medico per dimostrare di aver pagato il ticket. Giudizio? Tutto troppo macchinoso, inutilmente complicato, con un sistema che appare inadeguato: le pagine dei siti sono un guazzabuglio di opzioni e poi chiamare un riferimento indispensabile come lo IUV con nomi diversi sembra fatto apposta per scoraggiare la maggior parte di quei volenterosi che, nonostante tutto, vogliono abbattere il muro che ci separa dall’innovazione che invece appare ancora alto e impenetrabile!

Paolo Bissoli

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