Il Santo della settimana

Beata Anna Maria Adorni

7 febbraio

 

Fivizzano diede i natali alla Beata Anna Maria Adorni, il 19 giugno 1805. Desiderosa di annunciare il nome di Cristo, a sette anni appena lasciò con una compagna la casa paterna con l’intento di raggiungere le Indie, ma dovette tornare sui suoi passi. Quindicenne rimase orfana di padre e si trasferì con la mamma Antonia a Parma, dove nel 1826 convolò a nozze con Antonio Domenico Botti, addetto alla Casa Ducale di Parma.
Il matrimonio fruttò ben sei figli, dei quali ben cinque morirono in tenera età tranne uno, Leopoldo, che in seguito divenne monaco benedettino. Dopo la morte del marito avvenuta nel 1844, la “vedova Carolina Botti”, come veniva comunemente soprannominata, cominciò a visitare le carcerate e ad accogliere ed educare ragazze di strada.
Prese parte alla sua opera un gruppo di giovani e di donne che condividevano il suo medesimo ideale, dando origine alla “Pia unione delle dame visitatrici delle carceri sotto la protezione dei Santissimi Cuori di Gesù e di Maria”, approvata dalla duchessa di Parma Maria Luigia. Affittarono un appartamento dove nacque l’Istituto del Buon Pastore, onde accogliere le donne appena uscite dalle carceri ed aiutarle a reintegrarsi nella società e assistere le giovani e le bambine abbandonate.
Il 1° maggio 1857 l’Adorni fondò, con altre otto compagne, la congregazione delle Ancelle dell’Immacolata, approvata definitivamente nel 1893, anno della sua morte avvenuta a Parma il 7 febbraio, dopo un breve periodo di paralisi. Il 25 marzo 1876 il Vescovo di Parma aveva eretto canonicamente anche l’Istituto del Buon Pastore in Congregazione religiosa, sotto il titolo di “Pia Casa delle Povere di Maria Immacolata”.
Il 27 marzo 2010 papa Benedetto XVI ha riconosciuto un miracolo avvenuto grazie all’intercessione di Madre Adorni: la guarigione dall’encefalite letargica del settantaduenne Giuseppe Buttignol, padre di una suora della congregazione. Anna Maria Adorni ha così potuto essere dichiarata Beato 3 ottobre 2010 nel Duomo di Parma..

(a cura di don Fabio Arduino)