Il Santo della settimana

San Giovanni Paolo II

2 aprile

14SantoEsattamente quindici anni fa, il 2 aprile 2005, moriva nel Palazzo Apostolico in Vaticano, Papa Giovanni Paolo II: erano appena passati i primi Vespri della Domenica della Divina Misericordia. Nato a Wadowice in Polonia il 18 maggio 1920, eletto Papa il 16 ottobre 1978, è il primo proveniente da un popolo slavo, nonché il primo non italiano dai tempi di Adriano VI.
Nel suo discorso di apertura del pontificato ha ribadito di voler portare avanti l’eredità del Concilio Vaticano II. In Piazza San Pietro, il 13 maggio 1981 anniversario della prima apparizione della Madonna a Fatima, fu ferito gravemente con un colpo di pistola dal turco Alì Agca.
Al centro del suo annuncio il Vangelo, senza sconti. Molto importanti sono le sue encicliche, tra le quali sono da ricordare “Redemptor hominis”, “Dives in misericordia”, “Laborem exercens”, “Veritatis splendor”, “Evangelium vitae”, “Fides et ratio”. Dialogo ecumenico ed interreligioso, difesa della pace, della vita e della dignità dell’uomo sono impegni quotidiani del suo ministero apostolico e pastorale.
Dai suoi numerosi viaggi nei cinque continenti emerge la passione per il Vangelo e per la libertà dei popoli. Ovunque messaggi, liturgie solenni, gesti indimenticabili: dall’incontro di Assisi con i leader religiosi di tutto il mondo, alla preghiere al Muro del pianto di Gerusalemme.
Così Karol Wojtyla traghetta l’umanità nel terzo millennio. Benedetto XVI lo ha beatificato il 1° maggio 2011 e Papa Francesco, alla presenza del suo predecessore, lo ha canonizzato il 27 aprile 2014 insieme a Papa Giovanni XXIII. La memoria liturgica di San Giovanni Paolo II è stata fissata al 22 ottobre, anniversario del solenne inizio dell’esercizio del ministero petrino.
Il motto che in tale occasione aveva scelto per il suo pontificato, “Totus tuus”, lo consacrava interamente a Maria. Nella Lettera apostolica “Rosarium Virginis Mariae” il Pontefice polacco ribadì tale legame ed indicava nel Santo Rosario una preghiera potente per sostenere la vita della famiglia anche nel mondo contemporaneo: “La famiglia che prega unita, resta unita. Il Santo Rosario, per antica tradizione, si presta particolarmente ad essere preghiera in cui la famiglia si ritrova. I singoli membri di essa, proprio gettando lo sguardo su Gesù, recuperano anche la capacità di guardarsi sempre nuovamente negli occhi, per comunicare, per solidarizzare, per perdonarsi scambievolmente, per ripartire con un patto di amore rinnovato dallo Spirito di Dio. Molti problemi delle famiglie contemporanee, specie nelle società economicamente evolute, dipendono dal fatto che diventa sempre più difficile comunicare. Non si riesce a stare insieme, e magari i rari momenti dello stare insieme sono assorbiti dalle immagini di un televisore. Riprendere a recitare il Rosario in famiglia significa immettere nella vita quotidiana ben altre immagini, quelle del mistero che salva”. Recentemente per “San Paolo” è uscito il libro intervista di Papa Francesco con don Luigi Maria Epicoco “San Giovanni Paolo Magno”.

(a cura di don Fabio Arduino)