Il Santo della settimana

Santa Riccarda

18 settembre

Nata in Alsazia verso l’840, era figlia del conte palatino di Svevia Ercangero, della stirpe degli Ahalolfingi, e di Imma, di cui non si conoscono gli ascendenti.
Nell’862, il 1º agosto secondo gli Annales Bertiniani, Riccarda di Svevia andò in sposa a Carlo il Grosso, figlio maschio terzogenito del re dei Franchi orientali e re di Lotaringia, Ludovico II detto il Germanico e della moglie, Emma di Baviera.
Quale da principessa divenne grande benefattrice di vari monasteri in Germania, Svizzera e Italia. Verso l’880 fondò nelle sue proprietà l’abbazia di Andlau nel Basso Reno.
Nell’881 si recò insieme al marito a Roma dal papa Giovanni VIII per ricevere la corona imperiale il 12 febbraio e per porre la nuova abbazia sotto la protezione pontificia.
Da questo matrimonio non nacque alcun figlio.
Il nuovo imperatore del Sacro Romano Impero prese il nome di Carlo III il Grosso, succedendo a suo padre e a due fratelli e si trovò a governare un territorio quasi uguale a quello di Carlo Magno, purtroppo non con le stesse capacità di governo: non riuscì ad arginare efficacemente le incursioni dei Normanni e venne combattuto dai feudatari, pertanto nella Dieta di Tribur dell’887 fu deposto.Trasferitosi in Svevia a Neidingen sul Danubio, vi morì dopo pochi mesi.
L’imperatrice Riccarda, già angosciata per la disgrazia e la morte del marito, secondo gli Annales Argentinenses fu accusata ingiustamente di adulterio con Liutvardo (Liutwardo Vercellensi episcopo), vescovo e cancelliere dell’imperatore, accusa che si trova anche nel Bernoldi Chronicon.
Questo documento precisa che una commissione voluta da papa Stefano V la regina vergine. Nonostante la falsità delle accuse, Riccarda amareggiata decise di ritirarsi nel monastero di Andlau da lei fondato e retto dalla badessa Rotruda sua nipote. Visse i suoi ultimi anni in preghiera e opere pie e morì il 18 settembre dell’894 circa.
Secondo una leggenda per dimostrare la sua innocenza avrebbe superata l’ordalia del fuoco per cui viene invocata come protettrice contro il fuoco. Il suo corpo fu sepolto nella stessa abbazia, fino al 1049 quando il papa Leone IX lo fece trasferire nella chiesa abbaziale da lui stesso consacrata.
Nel 1350 le fu eretto un monumento sepolcrale che è ancora oggi meta di pellegrinaggi. Non è un unicum ad una corte imperiale questo caso di matrimonio vissuto nella castità: ricordiamo oltre a Santa Riccarda e Carlo il Grosso, anche Santa Pulcheria e Marciano in Oriente, e Santa Cunegonda e Sant’Enrico II nel Sacro Romano Impero.
Ben si addice a tutti costoro quanto San Giovanni Paolo II ebbe ad affermare il 3 ottobre 2004 beatificando l’Imperatore Carlo d’Austria, che “concepì la sua carica come servizio santo ai suoi popoli. La sua principale preoccupazione era di seguire la vocazione del cristiano alla santità anche nella sua azione politica. Per questo, il suo pensiero andava all’assistenza sociale. Sia un esempio per noi tutti, soprattutto per quelli che oggi  hanno  in  Europa la responsabilità politica!”

(a cura di don Fabio Arduino)