Il Santo della settimana

San Nicholas Owen

22 marzo

 

12santoTra i quaranta martiri inglesi canonizzati da Paolo VI figura un’abile falegname, Nicholas Owen, non l’unico del mestiere ad avere scalato l’onore degli altari in duemila anni. Il lavoro nobilita l’uomo e vissuto in unione con Dio lo eleva alle vette della santità. La sua vicenda si colloca sotto il regno di Giacomo I e la sua arte gli consentì, da religioso gesuita, di realizzare per molti anni rifugi per nascondervi i sacerdoti perseguitati, come ricorda il Martirologio Romano.
Nicholas, nato ad Oxfordshire verso il 1550, era uno dei quattro figli di Walter Owen, un carpentiere di Oxford, che gli trasmesse una straordinaria abilità manuale. Uno dei fratelli divenne editore di libri cattolici, mentre gli altri due divennero sacerdoti. Nicholas lavorò a stretto contatto con i gesuiti per parecchi anni prima di entrare egli stesso nel 1597, ormai adulto, nella Compagnia quale fratello converso. Era un ometto piccolino e rimase zoppo da quando un cavallo da soma gli cadde addosso rompendogli una gamba.
Il nome di Nicholas Owen compare la prima volta in relazione al più celebre confratello gesuita Sant’Edmondo Campion, del quale pare fu servitore e ne prese le difese quando questi venne accusato di tradimento. Erano infatti gli anni delle persecuzioni anticattoliche suscitate in Inghilterra dall’avvento dello scisma anglicano e fomentate dagli stessi sovrani inglesi interessati a salvaguardare l’unità religiosa della nazione. John Gerard ebbe a scrivere di Owen: “Davvero penso che nessuno abbia fatto più bene di lui tra tutti quelli che lavorarono nella vigna inglese”.
Fu crudelmente torturato per giorni sempre allo scopo di estorcergli informazioni circa le case che ospitavano sacerdoti ed in cui si celebrava la Santa Messa cattolica. Infine venne appeso ai polsi con dei pesi alle caviglie e dopo sei giorni il suo corpo si squarciò per la trazione. Non rivelò mai nulla di compromettente, limitandosi a ripetere i nomi di Gesù e Maria. Morì dopo una terribile agonia il 22 marzo 1606.

(a cura di don Fabio Arduino)