Il Santo della settimana

San Giovanni XXIII

11 ottobre

 

L’11 ottobre, memoria facoltativa di San Giovanni XXIII (Sotto il Monte, Bergamo, 25 novembre 1881 – Città del Vaticano, 3 giugno 1963), rimanda il ricordo a quell’11 ottobre 1962 in cui si aprì il Concilio Vaticano II. Indimenticabile il breve discorso che quella sera pronunciò affacciandosi dalla finestra del Palazzo Apostolico: “La mia è una voce sola, ma riassume la voce del mondo intero; qui tutto il mondo è rappresentato. Si direbbe che persino la luna si è affrettata, stasera – osservatela in alto! – a guardare a questo spettacolo. Noi chiudiamo una grande giornata di pace; di pace: ‘Gloria a Dio, e pace agli uomini di buona volontà’. Ripetiamo spesso questo augurio e quando possiamo dire che veramente il raggio, la dolcezza della pace del Signore ci unisce e ci prende, noi diciamo: ‘Ecco qui un saggio di quello che dovrebbe essere la vita, sempre, di tutti i secoli, e della vita che ci attende per l’eternità’. […] La mia persona conta niente, è un fratello che parla a voi, diventato Padre per la volontà di Nostro Signore, ma tutt’insieme:  paternità e fraternità e grazia di Dio, tutto, tutto!”
“Continuiamo, dunque, a volerci bene, a volerci bene così, a volerci bene così, guardandoci così nell’incontro, cogliere quello che ci unisce, lasciar da parte quello – se c’è – qualche cosa che ci può tenere un po’ in difficoltà. Niente: Fratres sumus! La luce che splende sopra di noi, che è nei nostri cuori, che è nelle nostre coscienze, è luce di Cristo, il quale veramente vuol dominare, con la Grazia sua, tutte le anime. […]”
“Tornando a casa, troverete i bambini; date una carezza ai vostri bambini e dite: ‘Questa è la carezza del Papa’. Troverete qualche lacrima da asciugare. Fate qualcosa, dite una parola buona. Il Papa è con noi specialmente nelle ore della tristezza e dell’amarezza. E poi, tutti insieme ci animiamo cantando, sospirando, piangendo, ma sempre sempre pieni di fiducia nel Cristo che ci aiuta e che ci ascolta, continuare e riprendere il nostro cammino”.

(a cura di don Fabio Arduino)