Il Santo della settimana

Santa Caterina Labouré

28 novembre

45santoCaterina Labouré nacque a Fain-les-Moutiers, un villaggio della Borgogna, il 2 maggio 1806. Rimasta orfana di madre a nove anni con sette fratelli e due sorelle, Caterina non poté frequentare le classi elementari, ma dovette rendersi utile in famiglia e, più tardi, prenderne le redini. Entrò ventiquattrenne tra le Figlie della Carità, il 21 aprile 1830, mentre Parigi onorava solennemente San Vincenzo de’ Paoli in occasione della traslazione delle sue reliquie. Per tre giorni consecutivi ebbe l’apparizione del cuore di San Vincenzo sopra un piccolo reliquiario nella cappella delle suore in Rue du Bac.
Durante il suo noviziato ebbe altre visioni, come quelle di Gesù Eucaristico e di Cristo Re nel giugno 1830; ma le più importanti furono le apparizioni dell’Immacolata della “Medaglia-miracolosa”. Fu questo un ciclo di almeno cinque apparizioni, simili fra loro, ma delle quali due ebbero caratteristiche ben individuate: nella notte tra il 18 e il 19 luglio 1830, mentre la Francia era sconvolta dal presentimento di una nuova rivoluzione (infatti, il 27 luglio cadde Carlo X), Caterina, condotta da un angelo nella grande cappella della Casa Madre, ebbe un colloquio durato più di due ore con la Madonna, che le preannunziò nuovi incontri. Questi, infatti, avvennero a brevi intervalli l’uno dall’altro, nel settembre, il 27 novembre e nel dicembre di quello stesso anno.
La più nota e la più singolare delle apparizioni fu quella avvenuta il 27 novembre, nella quale si possono distinguere due fasi. Nella prima fase la Madonna appare a Caterina, ritta su un globo avvolto dalle spire del serpente, nell’atto di offrire a Dio un altro piccolo globo dorato, simbolo del mondo e di ogni anima, che Ella tiene all’altezza del cuore: dalle mani della Madonna piovono sul globo inferiore due fasci di luce.
Nella seconda fase, mentre il piccolo globo d’oro scompare, le mani della Vergine si abbassano, ancora irraggianti fasci luminosi, simbolo delle grazie ottenute da Dio per la sua intercessione e, come a formare un’aureola intorno alla testa della Madonna, appaiono a caratteri d’oro le parole della giaculatoria: “O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi”. Poi il quadro sembra visto nel suo retro: la figura della Madonna scompare e al centro si staglia, luminosissima, la lettera M, al di sopra della quale appare la croce e al di sotto i Sacri Cuori di Gesù e Maria.
Contemporaneamente una voce interiore ingiunse a Caterina di far coniare una medaglia che riproducesse la visione: ma soltanto il 30 giugno 1832 furono coniati i primi millecinquecento esemplari. La medaglia fu presto detta “miracolosa” e fra i miracoli più belli da essa operati, vi fu la conversione dell’ebreo Alfonso Ratisbonne. Caterina visse nella più grande umiltà e nel più assoluto silenzio e servì per quarantasei anni i poveri dell’ospizio di Enghien a Parigi.
Morì il 31 dicembre 1876 e fu canonizzata da Pio XII nel 1947. La famiglia vincenziana la festeggia al 28 novembre.

(a cura di don Fabio Arduino)