Il Santo della settimana

Beato Luigi Novarese

20 luglio

 

29Luigi_NovareseLuigi Novarese nasce a Casale Monferrato il 29 luglio 1914: è l’ultimo dei nove figli nati dal matrimonio tra Giusto Carlo e Teresa Sassone. Pochi mesi dopo il papà muore e tutto il peso di una famiglia così numerosa ricade sulle sole spalle della mamma.
Quando ha nove anni Luigi, a causa di una banale caduta, è colpito da una grave malattia che lo costringe a lungo a letto con grandi sofferenze. La fede e i sacrifici della madre, l’affetto familiare, la preghiera sono gli appigli ai quali aggrapparsi: la guarigione arriva per intercessione della Madonna Ausiliatrice e di Don Bosco. Ma la malattia è un’esperienza che lo segna profondamente e lo porta prima a riflettere e a interrogarsi, poi a determinare il corso della sua vita: prima si iscrive a Medicina, poi ascolterà la chiamata e sarà apostolo dei sofferenti.
Studia a Roma e il 17 dicembre 1938, viene ordinato sacerdote in San Giovanni in Laterano; l’anno dopo ottiene la licenza in Sacra Teologia nella Pontificia Università Gregoriana. Il suo ministero è sempre caratterizzato dall’attenzione verso i deboli.
29Luigi_Novarese1Intanto l’Europa è in preda alla seconda guerra mondiale: Luigi è a Roma, nella Segreteria di Stato vaticana e mantiene i contatti con i vescovi, in Italia e al di fuori di essa. Viene a conoscenza e si confronta con le sofferenze delle famiglie, della gente, di popoli interi: il dolore è ovunque e si moltiplica all’inverosimile.
È il maggio 1943 quando fonda la Lega Sacerdotale Mariana per riunire, nel vincolo della Vergine Immacolata, sacerdoti secolari e regolari, dimostrando particolare amore e sollecitudine verso i confratelli infermi o bisognosi. Quattro anni dopo fonda il Centro Volontari della Sofferenza e, nel 1948, i Silenziosi Operai della Croce che nel 1960 il Papa eleva a Pia Unione Primaria; nel 1962 Giovanni XXIII gli affida l’incarico di curare l’assistenza religiosa negli ospedali in Italia.
Mons. Novarese ha la capacità di promuovere in chi soffre una mentalità evangelica in grado di non sprecare o banalizzare il dolore con la rassegnazione o forme di pietismo. L’ammalato può divenire prezioso strumento di evangelizzazione, di sostegno del fratello sofferente e strumento di luce. “Gli ammalati devono sentirsi gli autori del proprio apostolato” ripeteva spesso mons. Novarese.
Malattia, isolamento, emarginazione, quando trovano senso nell’incontro con Cristo, possono portare la luce del Vangelo a chi, in situazioni simili, ancora si sente inutile e smarrito.
Mons. Luigi Novarese muore a Rocca Priora, sui Colli Albani, il 20 luglio del 1984; è stato proclamato beato l’11 maggio 2013.

(a cura di don Fabio Arduino)