GMG 2023 di Lisbona. “Dio chiama per nome ognuno: ascoltate la sua voce!”

Un milione e mezzo di giovani. Segnato dalla gioia l’incontro con Papa Francesco

L’arrivo di Papa Francesco a Fatima in occasione della GMG in Portogallo.

Quattro sono stati i momenti che rimarranno impressi nei giovani che hanno risposto alla chiamata della GMG 2023 di Lisbona. Tutti hanno avuto due protagonisti, sproporzionati nel numero ma ugualmente importanti.
Da una parte una marea di ragazze e ragazzi richiamati dal fascino di una convocazione che ormai mancava da qualche anno, dall’altra l’anziano vescovo di Roma che li aveva così chiamati a questo raduno oceanico.
Ma due parti non opposte, anzi, in grande sintonia tra di loro, con Francesco desideroso di indicare la strada che porta a Cristo e i giovani assetati di parole capaci di aprirli a questa prospettiva.
Un evento di questo tipo non cambierà il mondo, almeno nel breve termine; con tutta probabilità non cambierà in modo repentino il milione e mezzo di giovani che vi hanno partecipato, ma se un seme piccolo piccolo può dar vita ad un albero mastodontico, allora si può sperare che tanti piccoli semi possano dare origine ad una foresta capace di cambiare la faccia del mondo.

Papa Francesco presiede la messa a conclusione della Gmg nel Campo da Graça, Parco Tejo, a Lisbona. (Foto Vatican Media/SIR)

Il primo di questi momenti è stato l’accoglienza al Papa nel Parque Eduardo VII sul fiume Tago. Francesco non somiglia per niente al convalescente bisogno di aiuto ad ogni movimento che avevamo visto qualche settimana fa: l’entusiasmo dei giovani lo ha trasformato, dandogli un’energia inattesa.
Arriva al parco in piedi, sulla papamobile, reggendosi con una mano e benedicendo i giovani con l’altra, felice di “ascoltare il simpatico chiasso” che fanno e pronto a farsi “contagiare” dalla loro gioia.
Sono presenti 500mila giovani da 200 nazioni di tutto il mondo e ad essi il Papa dice subito che “Dio chiama per nome ognuno” e “se Dio ti chiama per nome significa che per Lui non sei un numero, ma un volto”.
Da qui l’esortazione a “restare connessi con il Signore, a fargli le domande che vengono dal cuore e ad ascoltare la sua voce. Avendo ben chiaro che nella Chiesa c’è spazio per tutti”; un concetto che il Papa fa ripetere più volte all’assemblea.
“Siano questi giorni echi vibranti della chiamata d’amore di Dio – conclude il Pontefice -. Siano giorni in cui fissare nel cuore che siamo amati così come siamo”. Speranze e dolori del mondo sono stati richiamati nelle stazioni della Via Crucis celebrata sempre al Parque Eduardo VII venerdì 4 agosto.
Sono già saliti a 800mila i giovani presenti e ad essi il Papa lancia un appello: “Occorre correre il rischio di amare, Gesù ci accompagna sempre”. I
n questa occasione abbandona il discorso preparato e apre una specie di dialogo con i presenti: “La croce, che accompagna ogni Gmg, è il santo segno dell’amore con cui Cristo vuole abbracciare la nostra vita… Vi faccio una domanda: piangete a volte? Là c’è Gesù che con la sua tenerezza vuole colmare le nostre paure”.
Il clou della GMG, come ogni volta, è stata la Veglia di sabato 5 al Campo da Graça, dove ragazze e ragazzi hanno anche pernottato in attesa della messa conclusiva di domenica mattina.
Un milione e mezzo i giovani riuniti per pregare con il Papa; i primi si sono messi in marcia fin dal primo mattino e all’arrivo di Francesco una distesa multicolore è pronta ad accogliere le sue parole.
Anche qui il Pontefice parla a braccio spronandoli a coltivare l’allegria, “che è missionaria” e a rialzarsi dopo eventuali cadute. “Nella vita niente è gratis, tranne l’amore di Cristo. E allora camminiamo nel suo amore con speranza e senza paura”.

La Messa di chiusura della GMG presieduta da Papa Francesco al parco Tejo. (Foto Siciliani-Gennari/SIR)

La preghiera è scandita da tre momenti: incontro, alzarsi e partire, sull’esempio di Maria per aiutare chi è nel bisogno. Dopo la catechesi mariana di papa Francesco, l’adorazione eucaristica, che costituisce il punto di approdo della veglia.
La notte viene trascorsa all’aperto, tra canti, preghiere e poco riposo; presto i partecipanti alla GMG 2023 sono pronti ad accogliere di nuovo il Papa per la messa conclusiva. Dopo queste giornate di grazia, chiede Francesco, “cosa portiamo con noi ritornando nella valle della vita quotidiana?” e i giovani rispondono: “Brillare, ascoltare, non temere”.
“Abbiamo bisogno della luce di Gesù, continua di nuovo a braccio, perché lui è la luce che non si spegne anche di notte”.
“Quello che c’è da fare nella vita sta in questa parola: ascoltare Gesù perché possiamo intraprendere cammini che sembrano d’amore, ma sono egoismi mascherati da amore”.
Poi un invito personale ad ognuno dei presenti: “Non avere paura, non temere”. Contro tutte le delusioni e le difficoltà che si possono incontrare “proprio a voi, giovani, Gesù dice: ‘Non temete!’”
All’Angelus, il Papa ha invitato tutti a Roma per il Giubileo dei Giovani del 2025. Poi l’atteso annuncio – “La prossima Giornata mondiale della Gioventù, nel 2027, avrà luogo nella Corea del Sud, a Seoul” – che ha suscitato l’entusiasmo della rappresentanza di quel Paese.

a.r.