“Quattro vicari per un Consiglio Episcopale che mi aiuti a decidere”

Il Vescovo Mario ha nominato don Marino Navalesi, vicario generale; don Maurizio Iandolo vicario per la pastorale e delegato per il sinodo; don Marco Baleani alla formazione permanente del clero; don Piero Albanesi al coordinamento delle entità pastorali

Il Vescovo Mario nel giorno della sua ordinazione episcopale, a Massa, il 22 maggio scorso

“Ho espresso al gruppo dei consultori il desiderio di avere un ‘consiglio episcopale’ che mi possa aiutare ad affrontare i problemi della Diocesi”. Con queste parole il vescovo Fra’ Mario Vaccari, ha presentato la nuova “equipe” di collaboratori che lo affiancherà nel governo pastorale della Diocesi di Massa Carrara – Pontremoli. È composta da quattro figure, due già conosciute, vicario generale, vicario per la pastorale, e due di nuova istituzione: “vicario per la formazione permanente” e “vicario per il coordinamento delle entità pastorali”. “Tutto ciò – ha aggiunto – per poter prendere insieme decisioni che coinvolgeranno gli uffici e gli organismi diocesani: il mio desiderio è svolgere quindi un governo fraterno”.

Don Marino Navalesi, vicario generale

I sacerdoti nominati per questi incarichi sono: don Marino Navalesi, vicario generale, don Maurizio Iandolo, riconfermato vicario per la pastorale e delegato per il sinodo, don Marco Baleani che andrà alla formazione permanente del clero e don Piero Albanesi al coordinamento delle entità pastorali. L’ufficializzazione degli incarichi è avvenuta lunedì 18 luglio, al termine della riunione dei “consultori”, che si è tenuta nel Convento dei Cappuccini di Pontremoli. In quell’occasione il Vescovo ha chiarito che il gruppo “mi aiuterà ad affrontare quelle che sono le urgenze della Diocesi, urgenze da me constatate e confermate dai consultori stessi”.
In particolare, i settori sui quali intervenire, sono: la formazione permanente del clero, il coordinamento delle zone pastorali e il cammino sinodale.

Don Marco Baleani vicario per la formazione permanente del clero

A don Marco Baleani è stato affidato il primo settore “anche perché si occupa dei seminaristi e della formazione iniziale”. “È un impegno che accetto volentieri – ha detto don Marco – La formazione permanente è fondamentale per i sacerdoti ed è importante che avvenga nell’ambito del presbiterio, intensificando la fraternità. La formazione deve essere integrale nel senso che deve mettere insieme le dimensioni spirituali, intellettuali e umane. Credo che sia utile una collaborazione con la scuola di formazione teologica. Sarebbe bello se, oltre alla formazione generale, nascessero alcuni ‘cenacoli sacerdotali’, come avveniva qualche anno fa, quando i parroci di alcune zone si ritrovavano ogni lunedì, in una parrocchia diversa, attorno a mons. Eraldo Tognocchi, per riflettere insieme sul Vangelo della domenica e vivere un momento di fraternità”.

Don Piero Albanesi, vicario per il coordinamento delle entità pastorali

Don Piero Albanesi, parroco di San Luca a Bonascola e assistente diocesano di AC, si occuperà di “coordinare le entità pastorali” che sono zone omogenee nelle quali insistono più parrocchie e in cui sono presenti diversi sacerdoti. “Si tratta di riprendere un discorso aperto nel sinodo diocesano – ha spiegato il Vescovo – e coordinare le attività dei preti e dei laici. Non dobbiamo dimenticare che il clero è anziano, alcuni vogliono lasciare per limiti di età, e le forze giovani scarseggiano e quindi bisogna anche ripensare una nuova pastorale”. “Il mio ruolo – ha dichiarato don Piero – ha a che fare con un modo diverso sentirci Chiesa, di sentirci in una fraternità che il Vescovo, anche per la sua esperienza personale, sta cercando di sostenere in questi primi mesi di servizio in Diocesi. Noi preti, insieme alle associazioni, ai fedeli tutti, stiamo cercando di animare il territorio, ciascuno con il proprio carisma e la propria storia”.
Don Piero ha poi aggiunto che molti sacerdoti avvertono come “una esperienza ormai necessaria” dover ripensare ad una diversa articolazione delle attività pastorali tra parrocchie e territori omogenei. L’obiettivo primario è “di stare meglio di come stiamo adesso, di dare ad ognuno l’opportunità di continuare ad esprimersi, di tirare fuori quello che magari in diversi anni ha represso. In fondo, come dice il Vangelo, ci riconosceranno da come saremmo capaci di volerci bene e di stare insieme”.

Don Maurizio Iandolo vicario per la pastorale e delegato per il sinodo

Infine, don Maurizio Iandolo, parroco del Cinquale, già vicario per la pastorale e delegato per il cammino sinodale, è stato riconfermato nel suo ruolo. “La pastorale – ha dichiarato il Vescovo – è fondamentale nella vita della Diocesi e anche per il coordinamento dei vari uffici diocesani. La CEI ripropone in questo secondo anno di Sinodo, l’ascolto, che deve portare alla fine ad un percorso verso un rinnovamento delle strutture pastorali della Chiesa”.
“Ringrazio il vescovo – ha dichiarato don Maurizio – per la fiducia. Il mio ruolo comprende il discorso sinodale che continua nel solco di quanto già avviato lo scorso anno e la relazione con direttori degli uffici diocesani per coordinare il loro impegno verso il servizio alle comunità parrocchiali”. Il nuovo consiglio episcopale, nella volontà del Vescovo, si riunirà con una certa frequenza, per iniziare a rispondere alle varie urgenze che attendono la Diocesi. A tutti l’augurio di un lavoro proficuo a servizio della chiesa locale.

(Ren. Bru.)

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