Trasporto pubblico: “a rischio il servizio per la Lunigiana”

L’allarme lanciato dal consigliere regionale di Forza Italia, Marco Stella e dal sindaco di Tresana Matteo Mastrini. Il tutto mentre sono stati presentati sette nuovi autobus in Provincia

La presentazione dei nuovi mezzi di fronte a palazzo Ducale
La presentazione dei nuovi mezzi di fronte a palazzo Ducale

Sono stati presentati davanti al Palazzo Ducale, sede della Provincia di Massa-Carrara, sette nuovi autobus di Autolinee Toscane che entrano in servizio lungo le linee urbane del territorio e a cui si uniranno, con l’inizio del prossimo anno, altri 20 mezzi nuovi , tra percorso urbano ed extra urbano, su un parco mezzi composto attualmente da 141 bus (età media attuale 15 anni, con 100 già oltre i 10). A presentarli alle autorità locali e alla stampa sono stati il presidente di Autolinee Toscane, Gianni Bechelli, e l’amministratore delegato, Jean-Luc Laugaa: presente per la Provincia la consigliera con delega al trasporto pubblico locale, Katia Tomè. “Oggi è una bella giornata per il Trasporto pubblico locale – ha dichiarato Katia Tomè – con questo primo segnale di rinnovo del parco con automezzi belli, funzionali e con un impatto più basso sull’ambiente. Sono particolarmente soddisfatta per quanto sta facendo la Regione ed anche perché l’azienda sta dimostrando di rispettare gli impegni che si è assunta rispetto all’appalto. Autolinee Toscane si sta dimostrando un interlocutore disponibile, sempre presente ed affidabile”.

Marco Stella, consigliere regionale toscana di Forza Italia
Marco Stella, consigliere regionale toscana di Forza Italia

Ma a questo momento di festa si contrappone la riflessione del capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella. “L’inaugurazione dei sette nuovi bus di Autolinee Toscane stride terribilmente con la realtà che il servizio e soprattutto gli utenti si troveranno, di qui a poco, ad affrontare. Da giugno infatti AT ha in programma la riduzione di 4 milioni di chilometri di percorrenza dei suoi mezzi, che riguarderanno le province di Massa Carrara e Grosseto. Ciò dipende dal fatto che Regione Toscana ha previsto di coprire i nostri 2,5 milioni di chilometri solo per la metà: dei restanti 1,250 milioni saranno appaltati, come lotto debole, circa 840 mila chilometri e gli altri 370 mila saranno tagliati, quasi tutti in Lunigiana”. Secondo Stella quindi “I francesi di AT, che saranno assistenti tecnici della Provincia nella gara del lotto debole, non danno garanzie sulla loro partecipazione e si riservano di valutare se di interesse della società. Le zone periferiche e marginali della Lunigiana saranno oggetto di un taglio lineare, a danno, come sempre, di anziani e persone fragili, ma non solo. La miopia di queste misure rischia non solo di privare di ulteriori diritti chi già ne ha pochi, ma anche di vanificare gli sforzi di chi ha investito in Lunigiana. La Regione intervenga con misure di sostegno economico: il tpl è un servizio pubblico e, come tale dovrebbe avere carattere di universalità, è un diritto a cui hanno, appunto, diritto tutti i cittadini, indipendentemente da dove abitano”. A queste riflessioni si aggiunge un altro allarme lanciato dal sindaco di Tresana Matteo Mastrini “emerge anche la questione dei lavoratori: con il taglio di numerose linee, definite dalla Regione e da Autolinee Toscane deboli, gli autisti del trasporto pubblico che fine faranno? Saranno costretti ad allontanarsi dall’abituale luogo di lavoro per essere trasferiti in zone lontane? Si tratta di circa 30 persone, che non conoscono ancora il loro futuro”.