All’eremo di Adelano le reliquie del Beato Charles de Foucauld

Il Papa ne ha annunciato la canonizzazione

Charles de Foucauld (1858 – 1916)

Sono arrivate a Zeri, nell’Eremo di Santa Maddalena ad Adelano, le reliquie del Beato Charles de Foucauld (Charles de Jesus) del quale Papa Francesco nel maggio scorso ha annunciato l’imminente canonizzazione assieme ad altri sei beati (quattro uomini e due donne). Santo, dunque, il militare francese che aveva trovato la fede in terra d’Africa durante un’esplorazione in Marocco.
Tornato in Francia (era nato a Strasburgo il 15 settembre 1858) e tolta la divisa a 28 anni iniziò un percorso che lo portò all’ordinazione sacerdotale nel 1901 seguita dal ritorno in Africa, nel deserto algerino. Fu ucciso da una banda di predoni il 1° dicembre 1916.

Le reliquie giunte ad Adelano

Oggi la “famiglia spirituale di Charles de Foucauld” comprende numerose associazioni di fedeli e comunità religiose in tutto il mondo. “La notizia della canonizzazione del Beato Charles de Jesus, ha rallegrato questi giorni – spiega fra’ Cristiano, custode dell’eremo di Adelano – questa è una buona nuova! Mi sto organizzando per dare una degna collocazione alle reliquie del futuro Santo, ‘eremita, mistico, fratello universale, precursore del dialogo, dell’accoglienza e della fratellanza, martire d’amore’ oltre che riferimento spirituale, unitamente a San Francesco”.

Adelano, la pietra sacra nell’altare della cappella nell’eremo

Le reliquie sono arrivate all’eremo dalla Francia grazie all’intervento del vice postulatore della causa di canonizzazione: si tratta di un pezzetto del sudario che avvolse il suo corpo dopo la morte e in cui fu sepolto vicino al suo eremo a Tamanrasset in Algeria, e un pezzetto della casula con cui, devotamente, celebrava l’Eucaristia, unica presenza cristiana nel deserto del Sahara. “Le collocheremo nell’altare della cappella dell’eremo dedicata ai ‘Testimoni del Vangelo’ – continua fra’ Cristiano – all’interno di una nuova ‘pietra sacra’ che sostituirà quella antica del 1848, ritrovata fortunosamente dietro all’eremo e che faceva da copertura ad un tombino. La nuova pietra potrà così essere consacrata o benedetta dal vescovo e conterrà, come è prescritto, le reliquie di un testimone della fede”.

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