L’uscita di scena di Angela Merkel

Ha dato stabilità interna alla Germania e forza all’Unità Europea

Angela Merkel a Roma, il 7 ottobre scorso, incontro per la Pace promosso dalla Comunità di Sant’ Egidio
Religioni e Culture in dialogo “Popoli fratelli, terra futura”

Il dopo Merkel è iniziato: sono in corso, infatti, le trattative che porteranno nuovi accordi di partito per governare la Germania federale unificata dal 1990. Le recentissime elezioni politiche hanno rotto la lunga alleanza tra i due partiti maggiori dei Cristiano-democratici (CDU) e Socialdemocratici (SPD), ora messa in crisi nelle elezioni. Per 16 anni in quattro legislature Angela Dorothea (in greco “dono di Dio”) Kasner sposata Merkel della CDU è stata eletta cancelliera, capo del governo tedesco.
In visita a Roma pochi giorni fa è stata onorata dal capo dello Stato e del Consiglio e dal Papa, è stata una forma di congedo e di riconoscimento della sua azione politica. Angela Merkel conosce bene e ama l’Italia, luogo stabile delle sue giornate di riposo nell’isola di Ischia e ha detto che ora potrà soggiornarvi più a lungo.
Sono stati scritti tanti libri su Angela Merkel, nata ad Amburgo da pastore protestante e madre polacca insegnante di inglese e latino, è laureata in fisica con dottorato in chimica quantistica. Il più recente saggio, uscito da Longanesi a settembre, è Merkel. La cancelliera e i suoi tempi dello storico e ambasciatore Sergio Romano insieme al figlio Beda. I due storici si concentrano sulle strategie politiche della cancelliera connesse alla sopravvivenza dell’Europa Unita; essi conoscono molto direttamente, specialmente il padre Sergio, come hanno funzionato le relazioni internazionali e come Merkel ha governato il più importante paese dell’Ue. Nella storia della Germania unificata in Impero nel 1871 le vicende della politica sono sempre state governate da forti personalità: si può parlare dell’era di Bismark fino a quella di Adenauer, Brandt, Kohl, ma non di era di Merkel.
Nell’analisi dei due Romano la Merkel “non è un demiurgo che forza il destino, lo ha tutt’al più favorito”. Non si può dire “opportunistica” la sua azione politica, è calzante che sia stata “pragmatica“, ma certamente non è stata “machiavellica” secondo la metafora di praticare la politica della volpe e del leone. Ha fatto molto per l’Europa nel momento più critico della recente storia europea, donna di buon senso (dote tipicamente femminile, della casalinga, sottovalutata ma funzionale) ha messo in soffitta i parametri di Maastricht e il connesso “patto di stabilità” tra spesa e debito pubblico, un patto che aveva strangolato la Grecia e lei lo aveva voluto con forza insieme ai paesi autodefinitisi”virtuosi” contro le”cicale” dei paesi mediterranei. Valore anche morale di una persona è la capacità di imparare dagli errori, di farsi attraversare dal dubbio: Merkel nella crisi pandemica ha voluto l’assegnazione di eurobond, i “Recovery Plan” per aiutare secondo le necessità i paesi aggrediti dal virus trascinando nella deliberazione anche i paesi più severi.
Nel loro saggio i Romano dicono che la Merkel è in sostanziale intesa col  “gollismo temperato” di Macron specialmente per rendere l’Europa più autonoma dagli USA, dopo tanti anni di anacronistica subalternità. Si domandano anche se, dopo la sua scelta di uscire di scena, durerà questo orientamento franco-tedesco, visto anche un incerto futuro del presidente francese.
Una riflessione viene fatta anche sulla stabilità della politica interna tedesca, la continuità del lungo cancellierato merkeliano è stata garantita dal saggio sistema elettorale con due grossi partiti, ora però sono diventati cinque quelli entrati nel Parlamento e la CDU forse passerà all’opposizione. In conclusione il due storici dicono che Merkel ha ben governato il presente per i tedeschi e per gli europei, ma che ha dato la sensazione di non avere un proprio disegno, ha agito da donna saggia e dalla personalità complessa oltre le apparenze e ha capito che, quando la storia cambiava verso, la rigidità avrebbe fatto morire l’Unione Europea, per altro in questi giorni di nuovo insidiata da paesi ancora legati ad un concetto di sovranità nazionalistico, inconcepibile in un mondo inevitabilmente globale.

Maria Luisa Simoncelli

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