Gara di solidarietà per aiutare la Germania

Dopo l’alluvione si sono mobilitate la Caritas, le parrocchie e le diocesi

Mentre ancora diverse zone della Germania (Nord-Reno Westfalia e del Renania Palatinato) erano ancora allagate dagli affluenti del Reno e mentre la conta dei morti e dei dispersi ancora non si ferma, le diocesi si sono organizzate per aiutare le persone che hanno perso tutto. Nell’arcidiocesi di Colonia è stato subito costituito uno staff di coordinamento per raccogliere informazioni, cercare sistemazioni per alloggiare le persone.
Il card. Ranier Woelki ha messo a disposizione 15 stanze nel Collegio Albertino di Bonn, mentre si verificano le possibilità di alloggi nelle strutture dell’arcidiocesi. Anche la diocesi di Treviri ha istituito una task force sotto la direzione del vescovo ausiliare, mons. Jörg Michael Peters, per coordinare gli aiuti della zona più colpita dall’alluvione. Alle parrocchie che non sono state colpite dall’alluvione è stato chiesto di mettere a disposizione alloggi d’emergenza.
Tante raccolte fondi sono state attivate in queste ore nelle Caritas diocesane. “Esprimo la mia vicinanza alle popolazioni di Germania, Belgio e Olanda colpite da catastrofiche alluvioni. Il Signore accolga i defunti e conforti i familiari. Sostenga l’impegno di tutti per soccorrere chi ha subito gravi danni”. Così il Papa, al termine dell’Angelus di domenica, in piazza San Pietro.
Da tutta la Baviera si sono diretti nella Renania 40 cappellani preparati per intervenire nelle situazioni emergenziali. Lo ha reso noto la Croce Rossa che spiega come avranno il compito di stare accanto alle persone colpite dalla tragedia, ma anche a coloro che sono impegnati nei soccorsi.
“Ci aspettiamo che i nostri soccorsi dureranno settimane, se non mesi”, ha affermato Lübbo Roewer, portavoce della Croce rossa di Bremen, che ha invitato a non fare più donazioni in natura. La generosità dei privati cittadini è “sconvolgente”, ma questo pone problemi anche nella gestione e distribuzione degli aiuti in un momento in cui regna ancora il caos nelle zone colpite. Intanto sui social si fa a gara per offrire disponibilità ad aiutare, a dare ospitalità a chi ancora non può tornare a casa, a offrire ogni genere di oggetti, abiti, mobili. È ad esempio il caso della “comunità di soccorso nella regione alluvionale Ahr”, una piattaforma dove scrive chi vuole aiutare, ma anche chi ha bisogno di qualcosa in particolare.
Così è nato in poche ore, dopo la catastrofe, anche un gruppo su Facebook, con quasi 30mila membri, “Hochwasser in Aw – freiwillige Helfer”, “Alluvione in Ahrweiler – aiutanti volontari”. Si danno notizie su aiuti disponibili, si cercano persone ancora non ritrovate, si ringrazia. (Agenzia Sir)

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