Le pellicole che hanno raccontato 60 anni di rivolte per la causa irlandese

Guerra civile, stragi e scioperi della fame nella narrazione cinematografica

02Collins_locandinaLa causa irlandese e le biografie dei suoi protagonisti dalla fine dell’Ottocento in poi sono state oggetto di numerose opere cinematografiche. Quattro in particolare hanno ben rappresentato, in anni recenti, i nodi storici delle vicende irlandesi del Novecento. La Partition del 1921 e la successiva guerra civile sono stati sceneggiati in due film. Neil Jordan, con Michael Collins (1996), Leone d’oro a Venezia nello stesso anno, racconta le gesta del patriota Collins, uno degli uomini storicamente più importanti dell’IRA, e del suo controverso rapporto con Éamon de Valera, il leader del Sinn Féin e futuro primo ministro irlandese. Il capo militare e quello politico dell’Insurrezione di Pasqua si divideranno sull’accordo del 1921 con Londra, dando il via ad una guerra civile che porterà alla morte di Collins. La scena finale della folla oceanica ai suoi funerali chiarirà definitivamente la posizione del regista irlandese rispetto alla lacerante storia.
02Vento_locandinaKen Loach, con Il vento che accarezza l’erba (2006), Palma d’oro a Cannes nello stesso anno, analogamente a quando girò Terra e libertà sulla guerra civile spagnola, punta lo sguardo sulle divisioni tra utopisti e realisti, riformisti e rivoluzionari, uomini colti e di azione; divisioni che qui si condensano nel rapporto tra i fratelli Damien e Teddy O’Donovan, che si ritroveranno drammaticamente l’uno contro l’altro nella guerra civile che spaccherà il fronte degli oppressi, quello da sempre preferito da Loach, anche quando gli oppressori sono i suoi connazionali. I troubles che investirono l’Irlanda del Nord tra gli anni ’60 e ’80 dello scorso secolo sono i protagonisti del film del britannico Paul Greengrass che, nel 2002, rappresentò l’episodio più tragico di quel ventennio: la strage compiuta dalle forze speciali inglesi a Derry, Irlanda del Nord, al termine di una marcia per i diritti civili organizzata dalla minoranza cattolica.
Bloody Sunday, la domenica di sangue, è il titolo del film e il nome con il quale in Irlanda si ricordano i 13 morti di quel 30 gennaio 1972, ricordati anche nella celebre canzone dei giovani U2. Orso d’oro a Berlino il film, interamente girato in presa diretta, 4 anni dopo gli accordi del Venerdì Santo è un atto d’accusa verso uno Stato democratico che abbandonò qualsiasi etica pur di mantenere l’ordine nell’Irlanda del Nord favorendo, come reazione, l’ingresso nella lotta armata dell’IRA di molti giovani cattolici.
02Hunger_locandinaL’altra pagina nera di quegli anni, cioè il durissimo regime carcerario riservato dalla Gran Bretagna ai giovani dell’IRA, è stata oggetto del film Hunger (2008), diretto da Steven Rodney McQueen: nel 1981 Margaret Thatcher declassa i paramilitari dell’IRA da prigionieri politici a criminali comuni.
I detenuti appartenenti all’IRA danno perciò il via, nella prigione di Maze, allo sciopero della divisa e a quello dell’igiene, raccontati con duro realismo al pari della violenza delle guardie carcerarie alle quali segue, come reazione, uno sciopero della fame che lascia indifferente il governo di Londra, rappresentato dall’impassibile voce fuori campo della Thatcher. Moriranno in dieci; Bobby Sand, il loro leader, in un lungo dialogo con un prete fiancheggiatore dell’IRA che cerca di dissuaderlo, sostiene la tesi moralità dello sciopero della fame come strumento di lotta e viene seguito dalla cinepresa nel suo lento e doloroso deperimento fisico e psichico, fino alla morte che lo porterà ad essere l’icona della causa indipendentista. (d.t.)

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