Fratres Pontremoli: un anno difficile, salvato dalla generosità dei donatori “storici”

Il bilancio del 2020 da parte del presidente del gruppo, Armando Mastroviti

Francesco Benelli, vicepresidente del Gruppo Fratres di Pontremoli che, nel corso del 2020, ha raggiunto le 100 donazioni
Francesco Benelli, vicepresidente del Gruppo Fratres di Pontremoli che, nel corso del 2020, ha raggiunto le 100 donazioni

Il 2020 è stato un anno difficile. Niente di nuovo sotto il sole, questo è un pensiero che accumuna grosso modo tutto il mondo, ma in questo caso a fare questa riflessione è Armando Mastroviti, presidente del Gruppo Fratres di Pontremoli. Un anno, per i donatori nostrani, davvero complesso ma che, nonostante tutto, allo scadere del 31 dicembre non segna comunque dati disastrosi. C’è un calo, sì, ma meno drastico di quanto si potesse temere: sono state 988 le donazioni complessive con una diminuzione di 174 unità e magari con qualche attenzione in più nel periodo “caldo” dell’ospedale, quando al nosocomio cittadino è stato istituito il reparto Covid, la situazione sarebbe potuta andare meglio. Ma ci torneremo più avanti. Intanto partiamo dall’analisi dell’annata che, come ci racconta Mastroviti, “era partita anche bene, con gennaio e febbraio che avevano segnato dei buoni riscontri da parte dei nostri donatori”. Poi a partire da marzo, come un fulmine a ciel sereno, l’epidemia da Covid-19 ha sfidato i donatori pontremolesi e il loro senso di responsabilità civica, etica e associativa. Si è temuto che la paura del contagio – nonostante le garanzie di sicurezza – potesse mettere in fuga parecchi donatori e far crollare, come in altre aree del Paese, il numero di “sacche” raccolte, generando una crisi incalcolabile nel sistema sanitario. Così non è stato e soprattutto lo “zoccolo duro” dei donatori ha tenuto in piedi i Fratres pontremolesi “sì – ci conferma il presidente – dobbiamo dire grazie soprattutto a loro che si sono spesi con impegno per mantenere alti i numeri delle donazioni”. E lo testimonia il fatto che “circa 50-60 donatori hanno fatto da soli 250 donazioni” con il dato record di Michele Furia che nel 2020 ha compiuto ben 11 donazioni. Ma, purtroppo, se i “fedelissimi” hanno dimostrato per l’ennesima volta il loro legame con questo gesto di generosità, stessa cosa non si può dire per il resto degli associati che non hanno risposto con la stessa celerità ed entusiasmo “si c’è stato un calo. Circa un centinaio in meno si sono recati a donare rispetto all’anno passato. E poi in troppi (303 nel corso del 2020) donano solo una volta. Sarebbe importante fare almeno due donazioni”. Mastroviti comprende i timori che in molti possono avere avuto “ma posso garantire che la donazione è sicura e non si corre nessun rischio di contrarre il Covid. Bisogna prenotarsi (allo 0187.462227, procedura in questa fase assolutamente indispensabile) vengono effettuati i tamponi di controllo e poi si può donare in assoluta tranquillità”.

Armando Mastroviti presidente del Gruppo Fratres Pontremoli
Armando Mastroviti presidente del Gruppo Fratres Pontremoli

A certificare che il dato 2020 sia trascinato dallo zoccolo duro dei Fratres lo testimonia il dato del plasma che è aumentato di 17 donazioni rispetto al 2019. Un dato che si giustifica perché è una tipologia di donazione per cui non è necessaria una lunga attesa tra una donazione e l’altra (basta un mese) “e i nostri donatori più fedeli, dopo poco tempo, si ripresentavano per donare nuovamente”. Ritornando all’analisi dell’annata Mastroviti sottolinea che dopo i primi mesi difficili “da maggio e per tutto il periodo estivo c’è stato un po’ di rilancio. Poi a darci la mazzata finale, ad ottobre, è venuta fuori la vicenda del reparto Covid all’ospedale. E inevitabilmente un po’ di legittimo timore è emerso in tutti i donatori. Devo sottolineare con amarezza (l’aspetto cui accennavamo in precedenza) come dall’Asl, nonostante le nostre ripetute richieste, non c’è stata la minima risposta alla nostra istanza, in quella fase così complessa, di creare un percorso riservato per i donatori. Ipotesi che ci avrebbe permesso di tranquillizzare i timori dei nostri associati e avere magari qualche donazione in più. Purtroppo dai vertici della sanità locale non abbiamo avuto riscontri”. Ma ora il 2020 è finalmente alle spalle e si spera di poter tornare alla normalità “ci auguriamo, ma questo solo nei prossimi mesi sapremo se sarà possibile, di poter tornare a svolgere la tradizionale Festa sociale (che quest’anno vedrà la premiazione anche dei donatori che si sarebbero dovuti premiare nel 2020) e magari anche la gita. Vorremmo anche ricordare in maniera appropriata la figura di Nino Nadotti, scomparso lo scorso marzo in piena pandemia. Una persona che si è spesa tantissimo per far crescere i Fratres e che merita di essere ricordata adeguatamente. E poi speriamo di poter tornare presto anche nelle scuole, ora stiamo studiando con gli istituti scolastici locali se è comunque possibile portare il nostro messaggio ai ragazzi a distanza. Ma la speranza è quella di tornare a testimoniare direttamente nelle aule l’importanza della donazione”. Un richiamo alle giovani generazioni quanto mai importante perchè il bisogno di sangue bussa nuovamente alle porte “dopo un 2020 in cui, per la chiusura delle sale operatorie e lo spostamento delle operazioni per l’emergenza Covid, ora il fabbisogno di sangue sta tornando più che mai urgente. E quindi ancora una volta torniamo a chiamare all’appello i donatori (e infatti si stanno studiando anche nuovi progetti di Plasma Day e le domeniche per donare) per dare un po’ del loro sangue che servirà a dare nuova vita a tutta la comunità”. (r.s.)

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