“Anomala” o “da record” è una nevicata da ricordare!

Pioggia nel fondovalle, neve in quota: oltre dieci giorni di precipitazioni

La chiesetta al passo del Cirone coperta di neve, (Foto "Lunigiana World")
La chiesetta al passo del Cirone coperta di neve, (Foto “Lunigiana World”)

Se sarà “da record” o solo “anomala” lo diranno le cronache dopo l’esame dei dati e il confronto con quelli dei decenni passati, ma certo la nevicata dei giorni scorsi ha lasciato il segno! Dopo il prologo andato in scena nei primi giorni di dicembre e che già aveva imbiancato la parte più elevata delle colline, da Natale in avanti è stato un susseguirsi continuo di precipitazioni nevose che hanno interessato gran parte della Lunigiana. Mentre nel fondovalle la pioggia è caduta insistente, dalla media collina al crinale appenninico si è vista solo neve, tanta neve: nelle valli di Zeri, ad esempio, i 30 cm nei paesi sono stati la regola dal fine settimana natalizio fino ai giorni presenti e molti degli abitanti della zona non hanno mai smontato le catene da neve accoppiate o meno agli pneumatici termici. E già che stiamo parlando di Zeri non si può non citare lo “Zum”: dopo anni di vana attesa della neve, quest’anno che gli impianti sono forzatamente chiusi per le misure di contenimento della pandemia, il manto bianco ha coperto tutta l’area come non si vedeva da lunghi anni, forse da un ventennio.

Zume Zeri: il Soccorso Alpino effettua esercitazioni sulla seggiovia per verificarne funzionamento e tenuta dopo l'abbondante nevicata
Zume Zeri: il Soccorso Alpino effettua esercitazioni sulla seggiovia per verificarne funzionamento e tenuta dopo l’abbondante nevicata

Si devono registrare i quasi 2 i metri accumulatisi nel piazzale del Passo dei Due Santi, e addirittura i 3 metri stimati nella zona alta delle piste (per il Fabei si parla di “impianto quasi sepolto”!), sulle quali risulta esserci 1,8 metri di neve battuta: un po’ tutti sperano che possa resistere a lungo in vista della riapertura degli impianti da sci per trasformare quella che oggi si presenta come una vera e propria beffa in una opportunità per il territorio. Giorni che hanno visto un via vai continuo per cercare di tenere pulite le strade principali e quelle tra i paesi: mezzi dei Comuni, della Provincia, dell’Anas e delle ditte private convenzionate hanno in buona parte garantito la transitabilità, ma i disagi non sono mancati. I grandi accumuli hanno fatto sì che i mezzi potessero pulire spesso solo una parte della carreggiata, troppo stretta per consentire il transito di due mezzi affiancati, situazioni nelle quali si deve solo sperare di non incrociare nessuno! Molte le foto scattate e condivise sui social media che riprendevano i muri alti anche tre metri provocati dal passaggio degli spartineve in grande difficoltà nello smaltire quantità così grandi. Disagi anche per alcune frane che, come nella Valle del Verde – zona di Guinadi e Cervara – hanno interrotto importanti strade di collegamento e per gli alberi che hanno causato la caduta di linee elettriche con conseguenti interruzioni di fornitura di energia che hanno costretto gli abitanti dei paesi coinvolti a subire altri gravi disagi e le squadre di Enel Distribuzione agli straordinari. Meta di decine e decine di curiosi è stata poi la Cisa, in ogni stagione dell’anno luogo prediletto per l’escursione domenicale e che anche quest’anno – nonostante il lockdown impedisse di avventurarvisi in quasi in tutti i giorni del periodo – ha avuto grande successo di pubblico! In tanti sono saliti ai 1041 metri del Passo per ammirare un accumulo stabilmente sopra il metro della neve caduta secondo modalità più alpine che appenniniche, con precipitazioni costanti per giorni e giorni, sempre in assenza di vento e con temperature più che sopportabili. Costantemente aperta la strada statale, ogni giorno citata nei bollettini radio nazionali, con gli spartineve impegnati a tenere pulito per quanto possibile la carreggiata da nevicate così copiose da richiedere anche l’intervento dei mezzi dotati di turbina, gli unici in grado di vincere la sfida con le grandi quantità. Paolo Bissoli

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