Lorenzo Musetti: arriva da Carrara la grande promessa del tennis italiano

Dopo una grande stagione da Juniores (numero 1 al mondo e vincitore degli Australian Open) il primo anno completo tra i professionisti ha visto il giovane, classe 2002, ottenere importanti risultati

Il tennista carrarese Lorenzo Muretti durante una fase di gioco al recente Us Open junior
Il tennista carrarese Lorenzo Muretti durante una fase di gioco della finale degli Us Open junior

“Un talento cristallino del tennis”, “un predestinato”, insomma le dichiarazioni e le aspettative su Lorenzo Musetti, classe 2002 di Carrara, sono davvero tantissime ed altissime. Un cammino che è iniziato prestissimo grazie a papà Francesco, operaio in un’impresa di marmo a Carrara. A quattro anni, per gioco, il piccolissimo Lorenzo incomincia a palleggiare con lui, nello scantinato della nonna. Nel giro di poco tempo, il tutto prende una piega più seria, fino a quando, a otto anni, Musetti entra nel Circolo Tennis Spezia, per partecipare ai campionati a squadre. Lì conosce Simone Tartarini, che da maestro è diventato vero e proprio allenatore del giovane talento carrarese “devo a lui – ha dichiarato in più di un’intervista – l’essere diventato un giocatore professionista”. A livello giovanile Musetti ha già lasciato un segno importante nel tennis. È stato infatti il più giovane italiano a vincere uno Slam a livello juniores, conquistando gli Australian Open 2019 (è stato sconfitto in finale invece nell’edizione degli US Open Juniores del 2018) ed è stato il nº 1 della classifica mondiale ITF Juniores il 10 giugno 2019. Le prime vittorie tra i professionisti sono arrivate a 16 anni, con il primo titolo arrivato il 20 ottobre del 2019 nel Futures di Adalia e con la vittoria nel primo match di un tabellone ATP nelle qualificazioni degli Australian Open lo scorso gennaio.Il tennista carrarese Lorenzo Muretti durante una fase di gioco al recente Us Open junior

Il tennista carrarese, Lorenzo Musetti, durante la sua prestigiosa partecipazione al Master di Roma
Il tennista carrarese, Lorenzo Musetti, durante la sua prestigiosa partecipazione al Master di Roma 2020

E quello è stato solo il primo passo per un 2020 che sta vedendo concretizzarsi le tante aspettative riposte su di lui. Infatti dopo la lunga pausa per la sospensione dell’attività agonistica a causa del Covid, Musetti è ripartito alla grande stupendo tutti soprattutto in un tornio importante come il Master di Roma dove è arrivato sino agli ottavi di finale. E lo ha fatto prima battendo Stan Wawrinka (con tanto di 6-0 nel set d’apertura), poi Kei Nishikori. Al netto della condizione fisica, nomi che potrebbero intimorire qualsiasi esordiente. Sopratutto se ha 18 anni e disputa per la prima volta un torneo Masters 1000. Per giunta a Roma e dopo le fatiche dei turni di qualificazione. Ha messo in fila, rispettivamente, un tre volte vincitore e un finalista Slam in mezzo a un Centrale che l’emergenza coronavirus ha reso vuoto e silenzioso. Il tutto confermato poche settimane dopo dal successo agli Internazionali Città di Forlì, challenger ATP. Il tutto gli ha permesso di salire alla 123° posizione del ranking mondiale con l’obiettivo, nel 2021, di entrare nei primi 100 e forse anche qualcosa in più. Insomma in questo momento Musetti sembra finalmente sul punto di far sbocciare a pieno un talento che lo ha portato a livelli elevatissimi nel tennis junior, ma che lasciava forse qualche dubbio sulla sua concretizzazione nel circuito degli adulti. Sta riuscendo, infatti, ad ordinare il suo talento multiforme in una prospettiva di grande concretezza. Riesce a usare la migliore arma possibile per la situazione specifica, senza andare in confusione. Un giocatore dal grande talento che quando è in giornata e in fiducia è capace di prestazioni perfette, anche se spesso e volentieri paga qualcosa in termini di esperienza. Un aspetto fisiologico e destinato ovviamente ad essere messo da parte con il tempo. Lorenzo Musetti ha recentemente raccontato di come, nonostante i viaggi e il resti ancora speciale il legame con Carrara e soprattutto con le amicizie che ha coltivato sin da piccolo in città “Quando torno a Carrara cerchiamo sempre di vederci e mi fanno una gran festa. Talvolta vengono pure alle partite a fare il tifo. L’anno scorso me li sono ritrovati a Roma, quest’anno purtroppo no perché per via del Covid non c’era il pubblico. Ed è stato abbastanza surreale”. (r.s.)

Con Sinner, la coppia dei ragazzi d’oro per il rilancio del tennis italiano

Il giovane tennista altoatesino, Jannik Sinner
Il giovane tennista altoatesino, Jannik Sinner

Il tennis italiano sogna con Jannik Sinner e Lorenzo Musetti. I due ragazzi sono due certezze e promettono moltissimo, per una serie di validissimi motivi. Jannik Sinner ha sognato a occhi aperti per tutto il 2019, e continua a sognare quest’anno in un futuro da top 10 e anche meglio. Lorenzo Musetti sogna, sempre ad occhi aperti, di fare come se non ancora meglio dell’amico. Sognano con cognizione di causa perché sono forti, di fisico e di tecnica, di spirito e d’età, di dedizione e di progressi, e anche di risultati: l’altoatesino, che Massimo Sartori ha portato alla scuola di Riccardo Piatti, è nato il 16 agosto 2001, e l’anno scorso ha scalato la piramide partendo da numero dal numero 553 della classifica e dai tornei Satellite fino ad aggiudicarsi le NextGen Finals di Milano e chiudere l’anno al 78 del mondo, battendo record di precocità a raffica nel tennis di casa nostra e si sta facendo le ossa a livello più alto, lui che nel febbraio 2018 non aveva ancora una classifica ATP; il toscano, che coach Simone Tartarini sta crescendo spalleggiato dal settore tecnico FIT, è nato il 3 marzo 2002, ha iniziato la stagione da 357 ATP e, dopo la doppia impresa degli Internazionali BNL di Roma contro Wawrinka e Nishikori, ha appena vinto il primo Challenger, a Forlì, garantendosi un notevole passo avanti in classifica, entrando nei primi 150. C’è chi rivede in questi due ragazzi tanti campioni dal passato con Sinner più solido e roccioso, e Lorenzo Musetti più creativo e tecnico: restando nei confini italiani c’è chi li avvicina a Barazzuti (Sinner) e Panatta (Musetti) o andando al di là dell’oceano il raffronto è tra Agassi, “gemello” di Sinner, e Sampras ispiratore di Musetti. Una cosa è certa, con questi due atleti l’Italia del tennis può tornare a sperare.

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