I Giardini della Spezia suggestivo percorso dal fascino esotico

Un’audioguida illustra la storia della loro formazione: il progetto risale alla fine dell’Ottocento, ma già nel 1825 esisteva un giardino da passeggio nella zona

GRD-BASEChi visita oggi i Giardini pubblici della Spezia può ascoltare la storia della loro formazione e conoscerne meglio il ricco impianto botanico, attraverso un’audioguida che si attiva scannerizzando con un cellulare il QR code, inserito nei nuovi pannelli illustrativi installati lungo i celebri viali dall’Amministrazione Comunale in collaborazione con il Garden Club la Spezia. Chi scrive ha redatto i testi che narrano la complessa storia della progressiva costruzione del fronte a mare della città il cui destino, come è noto, fu profondamente mutato dall’impianto del Regio Arsenale Militare, appaltato il 7 febbraio 1862, che ne determinò la nuova forma urbana. Gli attuali giardini furono preceduti, intorno al 1825, da un giardino da passeggio situato per una buona metà in corrispondenza del successivo tracciato di via Chiodo.
01Giardini_LaSpezia2Il suo ingresso era a levante della strada Regia per il Piemonte, aperta nel 1823 dal re Carlo Felice, che invece di attraversare il quartiere del Torretto, ora costeggiava il litorale situato in quel tempo all’altezza di via Don Minzoni e si collegava, con un ampio rondò per le carrozze, alla strada costruita da Napoleone in direzione di Portovenere nel 1813.
Entrando in città seguiva il tracciato che univa la porta della Marina al molo di sbarco di cui si vedono ancora i resti al fondo di viale Diaz, fiancheggiato dalla parte occidentale da un’ampia superficie lasciata libera dal mare, chiamata Prato di destra, dove si volgeva dal 1826 l’importante fiera di San Cipriano. In questo spazio, nel 1870, furono tracciati i giardini oggi dominati dal monumento a Garibaldi che all’epoca non c’era, secondo il disposto dei piani di ampliamento della città che prevedevano la realizzazione di giardini pubblici tra via Chiodo, asse portante degli sviluppi meridionali della Spezia, ed il nuovo fronte mare, che si stava realizzando sistemando la terra proveniente dagli scavi dell’Arsenale. La progettazione “all’inglese” dei nuovi spazi verdi fu affidata all’ingegner Monti di Genova, che aveva seguito i lavori del parco dell’Acquasola.
01Giardini_LaSpezia3Doveva essere realizzato ad occidente un giardino “per la sera” e, ad oriente, un giardino “per il giorno”; mentre il primo era organizzato con aiuole disposte ad anelli concentrici, il secondo aveva la forma più naturale di un boschetto di specie miste, che le immagini d’epoca mostrano privo di aiuole ed arredato con molte panchine, utilizzate per sostare e per ascoltare i concerti delle bande musicali che si esibivano nel Chiosco della musica.
Nel 1897 divenne esecutivo il progetto per la realizzazione dei Giardini a mare situati tra viale Mazzini, la passeggiata che delimita il bordo meridionale dell’espansione urbana, e viale Umberto, poi viale Italia, tracciato lungo il nuovo orlo costiero a fianco della linea ferroviaria che trasportava gli operai dell’Arsenale allo stabilimento di San Bartolomeo, situato sulla parte orientale del Golfo. I nuovi giardini furono progettati dal pittore Felice del Santo (1864-1934), tornato definitivamente alla Spezia nel 1890 dopo aver completato gli studi all’accademia di Belle Arti di Siena. Avevano sullo sfondo il colle dei Cappuccini sul quale, al posto dell’ameno complesso con i suoi giardini, dopo il 1877 troneggiava un’ingombrante batteria che si completava con quella del Mulino a vento, situata tra il mare e viale Umberto, a porta Rocca che chiudeva il nuovo circuito murario della piazzaforte militare.
01Giardini_LaSpezia4Nel 1915 l’ingegner Attilio Bianchi, assessore ai lavori pubblici del comune della Spezia, decise di compiere un’opera di ristrutturazione che avrebbe dato ai giardini della città l’impronta odierna, imponendo l’erezione del monumento a Garibaldi, pregevole opera dello scultore Antonio Garella (1863-1919), sull’intersezione del prolungamento di corso Cavour e viale Mazzini. L’operazione che comportò una sensibile ristrutturazione dei giardini esistenti legò in un unico sistema le due principali direttrici della Spezia: quella antica diretta verso Genova, attraverso la Foce, e quella moderna proiettata verso la piana di Migliarina. Era già infatti programmato il piano di ampliamento verso levante che avrebbe completato, tra l’altro, il disegno dei giardini fino all’attuale piazza Europa, realizzata dopo lo spianamento della collina dei Cappuccini tra il 1920 ed il 1938.
Qui nel 1960 trovò la sua sistemazione definitiva il monumento ai caduti di tutte le guerre dove troneggia la Vittoria alata dello scultore Angiolo del Santo (1882-1938) già collocata sullo spigolo del vecchio palazzo comunale, allora in piazza Beverini, per commemorare i caduti del primo conflitto mondiale. Tra i due monumenti di Garibaldi e dei Caduti, sostenuto dal verde intenso dei cedri e delle magnolie, si sviluppa quindi un suggestivo percorso dal fascino esotico. Lo richiamano le numerose specie di palme che includono giardini della Spezia a pieno titolo nel declamato paesaggio della grande Riviera dell’alto Tirreno, quella che superando gli angusti confini regionali si distende dal Varo all’Arno, includendo la ridente Versilia coronata dalle superbe Apuane sfondo magnifico del Golfo e dei nostri giardini.

Roberto Ghelfi

Share This Post