L’antica chiesa di S. Margherita alla Verrucola di Fivizzano

Una interessante conferenza sull’edificio religioso crollato a seguito del terremoto del 1481

Il muro medievale dell’antica chiesa, caratterizzato da grosse bozze di arenaria
Il muro medievale dell’antica chiesa, caratterizzato da grosse bozze di arenaria

Un edificio religioso scomparso e… ritrovato: con questo titolo Ragna Engelbergs, instancabile organizzatrice di eventi culturali, ha introdotto la conferenza tenuta a Fivizzano, in San Giovanni, dall’architetto Stefano Calabretta e dall’archeologo Stefano di Meo, che hanno illustrato le loro indagini e le loro ipotesi in merito alla chiesa di Santa Margherita della Verrucola, non quella attuale della fine del 1400 inizio 1500, ma quella antica, “un oratorio castrense inserito nelle severe strutture del castello, che, dal diploma di Rotario II, risulta dipendente, nel 1137, dal Monastero di San Prospero di Reggio” (G. Franchi, M. Lallai, Da Luni a Massa Carrara- Pontremoli, Vol.II, pag. 165).
Un cenno all’antica chiesa (a cui dedicano veloci riferimenti anche altri storici) si riscontra in “Storia di Fivizzano” di Michele Mascardi, che scrive: “Il Bernardi (Giorn. Stor. Lunigiana, 1955) ritiene il gran muro, lungo 16 metri, alto 6, di grandi blocchi (fino a 10 m. per 0,25) di arenaria squadrati di tecnica romana, sostegno prima di un tempietto romano, poi della chiesa”.

Il castello della Verrucola dove nacque Spinetta Malaspina il Grande nel 1282
Il castello della Verrucola dove nacque Spinetta Malaspina il Grande nel 1282

E’ stato proprio questo “grande muro”, ora rimesso in sicurezza, che ha riportato al centro dell’attenzione degli storici, ma non solo, il sito, al quale aveva dedicato importanti ricerche Rino Barbieri, appassionato studioso di storia locale, le cui ricostruzioni non sempre sono condivise dal mondo accademico, ma che in questo caso hanno ricevuto l’elogio dei relatori, perché suffragate da concreti e indiscutibili riscontri.
Era pienamente convinto delle sue scoperte, Barbieri, che nel 2013 pubblicava un articolo nel quale si legge: “La verità a volte sfugge. C’è a Verrucola una costruzione, anzi un muro che prosegue le mura della facciata Est della chiesa, giudicato romanico da tante persone e che qualcuno ha dichiarato essere la base di un tempio pagano […] Il mondo della cultura locale in questo caso ha toppato. […] Nessuna pubblicazione o studio su Fivizzano o su Verrucola ha mai parlato di una chiesa protoromanica. Io sono qua ad affermare, assumendomene la responsabilità, che quel grande muro non è altro che il lato orientale dell’antica e protoromanica chiesa di Santa Margherita. Sono le mura di una delle prime chiese in Lunigiana”.
Il fatto che altre antiche chiese lunigianesi presentino lo stesso parametro murario rafforza la convinzione di Barbieri, che tra le righe sembra lasciare intendere che potrebbe essere svelato anche il mistero del sepolcro di Spinetta Malaspina, che, nel testamento dettato il 3 marzo del 1352, espresse la volontà che se moriva in Lunigiana desiderava essere sepolto “in una honorabile archa marmorea nella chiesa di Santa Margherita”. Siccome ad oggi non si sa dove sia il sepolcro, gli scavi archeologici a Verrucola potrebbero riservare qualche sorpresa, anche se quelli condotti recentemente, certo limitati ( 2 m. per 3,50), a detta dello stesso Stefano di Meo, non hanno portato alla luce ritrovamenti di un qualche interesse.
Pare certo, però, che a distruggere la chiesa, orientata con abside a Est e facciata a Ovest, siano stati i terremoti, in particolare quello del 1481, e che, poi, sia stata fatta oggetto di spoliazioni di pietre. Per ora si può solo dire, come ha affermato lo stesso Calabretta, che sono in corso ulteriori ricerche, dopo l’intervento ricostruttivo del muro, alla realizzazione del quale hanno lavorato, oltre a lui, l’archeologo Di Meo, un geologo e muratori altamente specializzati in opere di questo tipo, su incarico della proprietaria, dal 1975, del castello, Cordelia Von Den Steinen, moglie dello scultore Pietro Cascella, deceduto nel 2008.
Calabrett , nella sua relazione, oltre a mostrare carte e foto del muro e del luogo dove sorgeva la chiesa, ha ripercorso al volo i momenti più significativi della storia del castello, nel quale nacque Spinetta e dove venivano svolte le attività amministrative del ferro, da quando Verrucola era più importante, per la sua posizione e la sua funzione, di Fivizzano, fino alla sua decadenza dovuta anche alla dominazione di Firenze e all’avvento delle armi da fuoco. Sarà interessante seguire cosa di nuovo produrranno gli scavi archeologici e gli studi che verranno ulteriormente approfonditi sul sito, definito molto importante da Di Meo.

Andreino Fabiani

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