Emergenza sangue: l’appello per tornare a donare

La direttrice Baldi e il presidente dei Fratres Pontremoli Mastroviti evidenziano il momento difficile

Donatori Fratres e alcuni medici dell'Ospedale al centro trasfusionale Pontremoli
Donatori Fratres e alcuni medici dell’Ospedale al centro trasfusionale Pontremoli

è allarme sangue, lo dice senza mezzi termini Anna Baldi, direttrice del Servizio trasfusionale dell’Azienda Usl Toscana nord ovest per l’ambito di Massa e Carrara, “Permane in Toscana, così come a livello nazionale, una grave carenza di sangue. Chiediamo ai cittadini e ai donatori in buona salute di recarsi ai centri trasfusionali degli ospedali di Massa, Pontremoli e Fivizzano per donare sangue e plasma. Tutti i gruppi sanguigni sono necessari ma, in particolare, vi è carenza di zero negativo, zero positivo, A positivo, A negativo” specifica la Baldi. Un appello che trova pieno riscontro anche nelle parole di Armando Mastroviti, presidente dei donatori Fratres di Pontremoli, che si fa portavoce anche dei suoi colleghi lunigianesi nel raccontare una fase difficile e che necessita dell’aiuto dei donatori. “Il gruppo pontremolese sta tutto sommato tenendo, sia pure tra molte difficoltà, con un calo attorno al 9-10% rispetto all’anno passato, ma la situazione è in generale più grave con un calo anche del 20% negli altri gruppi della Lunigiana”. Una diminuzione magari anche legata ad un 2019 molto buono (come il caso del gruppo di Filattiera) che rende più marcato il calo dei primi otto mesi dell’anno in corso. Ed è un calo che, purtroppo, si allarga anche ai “colleghi” dell’Avis “ho avuto modo di parlare con i presidenti delle associazioni lunigianesi ed anche loro lamentano la stessa situazione e le stesse difficoltà”. Non c’è dubbio, lo evidenzia Mastroviti “che l’allarme Covid-19 e i lunghi mesi di lock down abbiano pesato e fortemente sul livello di donazione fino a questa fase. Ora è il momento di modificare questa tendenza e ritornare a donare”.

Il presidente dei Fratres di Pontremoli, Armando Mastroviti, durante un incontro dell'associazione
Il presidente dei Fratres di Pontremoli, Armando Mastroviti, durante un incontro dell’associazione

In quest’ottica si annunciano davvero importanti gli appuntamenti di giovedì 24 settembre al Centro trasfusionale dell’ospedale di Fivizzano (per prenotazioni 0585.940232) e di venerdì 25 settembre al Centro trasfusionale dell’ospedale di Pontremoli (per prenotazioni 0187.462227 o 462206) con il Plasma Day. A questo va aggiunto anche la ripresa dell’attività associativa che può fungere da forte traino verso la donazione “a fine mese ci saranno le assemblee dei gruppi di Filattiera e Mulazzo. È un modo significativo per dire che ci siamo, siamo operativi e pronti a portare avanti tutti i nostri progetti”. In effetti in questi mesi hanno pesato anche la mancanza delle abituali attività dei gruppi Fratres “abbiamo ancora in magazzino – evidenzia con un po’ di amarezza il presidente – targhe, medaglie ed attestazioni che consegnamo in occasione della tradizionale festa annuale che purtroppo in questo 2020 non è stato possibile effettuare” Ritornando alla donazione Mastroviti ci tiene ad evidenziare come non ci sia alcun rischio di trasmissione del coronavirus perchè “si opera in assoluta sicurezza”. Ci si reca al centro trasfusionale dell’ospedale di Pontremoli (meglio se prenotando), all’ingresso viene misurata la febbre e poi si può accedere al centro trasfusionale dove vengono applicate tutte le procedure di sicurezza (in questa fase si è proceduto a togliere una delle tre poltrone solitamente utilizzabili per garantire la distanza) e poi viene sanificato l’ambiente una volta terminata la procedura. Donazione che può essere effettuata anche da chi ha contratto in precedenza il Covid-19 “il protocollo prevede che dopo due tamponi negativi si può riprendere a donare. Anzi chi ha contratto il virus potrebbe aver sviluppato il plasma immune che può rappresentare una valida terapia contro il Covid-19”. Ma non c’è dubbio che l’architrave su cui si deve si poggiare la ripresa delle donazioni è tra i giovani “dobbiamo far capire ai giovani che la donazione è un atto che costa poco, impegna poco tempo ed è facilmente programmabile. Sono convinto della generosità dei giovani: in situazioni emergenziali spesso hanno dimostrato di saper sostenere un amico o un parente in difficoltà. Il salto di qualità è passare dall’eccezionalità alla routine”. E in questa fase di difficoltà Mastroviti chiama a raccolta anche chi, un po’ più avanti negli anni, non ha mai donato “anche chi ha più di 40 o 50 anni può tranquillamente donare per la prima volta. Approfittate di questa fase di emergenza per compiere questo gesto di generosità”. (r.s.)

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