Burrasche d’autunno al via

36meteoNon trabocca di eventi la cronaca meteo dei sette giorni dal 15 al 21: la stabilità atmosferica, finora tratto dominante del settembre 2020 e di questo avvio di autunno, ha garantito un cielo per lo più sereno o poco nuvoloso, salvo qualche blanda sfumatura di variabilità, mentre i toni grigi del cielo coperto si sono rivisti un paio di volte solo negli ultimissimi giorni.
La vasta area anticiclonica, ormai invecchiata, è riuscita a contenere fino all’equinozio le mattane delle tempeste equinoziali su gran parte dello Stivale, concedendo ancora un clima caldo e tempo tranquillo, senza però poter più nulla sul fronte della limpidezza, compromessa da un paio di settimane quando da foschia e quando da aerosol.
36METEO_TABELLALa configurazione barica, infatti, pur favorendo la persistenza di ventilazione da Nord fino al 18, non ha certo permesso il ricambio d’aria, se si pensa che, da tre settimane, non sono più transitati sistemi frontali in grado di rinnovare una radicale pulizia.
Una situazione piuttosto pericolosa, invece, si è andata a creare poco oltre i confini nazionali e alla periferia della Penisola coinvolgendo il sud della Francia (le Cevennes in particolare), le nostre isole maggiori, la Calabria e le isole e le coste greche lungo lo Jonio. Nubifragi, piene, inondazioni hanno spopolato nei video scambiati sui social e apparsi su web e TV; addirittura, non sono mancati i timori di un possibile evento ai limiti dell’uragano (area jonica compresa fra coste calabro-sicule e greche) atteso nello scorso fine settimana.
Il 20, una domenica in gran parte nuvolosa – eccetto una parentesi di schiarita in tarda mattinata – e appena bagnata da qualche breve pioggia tra le 7 e le 8 e alle 13,30, ha concluso la seconda decade, cuore di settembre di cui si è sperimentata l’anomalia termica.
Ora, numeri alla mano, se ne possono precisare i connotati pienamente estivi: la temperatura media diurna, superiore alla norma di ben 5°C, consegna alle statistiche un nuovo primato (imponendo un distacco superiore a 1°C rispetto ai record precedenti del 2018, 1987 e 1943), che è valido anche per le temperature minime. Anzi, queste, ultime, complice l’effetto favonico, hanno surclassato i primati del 1932 e del 1970 di oltre 2°C e non erano mai state così mediamente elevate, a Pontremoli, neppure in nessuna prima decade di settembre risalendo fino al 1929!
Le temperature massime, benché mediamente elevate, non hanno invece scalfito i corrispondenti record delle decadi centrali del 1987 e del 2018, solo sfiorati. La terza decade, al contrario, si annuncia più fresca e lo sarà decisamente nel finale; tuttavia, il settembre 2020 è prevedibile che vada ad assestarsi nella parte alta della classifica fra i mesi di settembre più caldi, anche se, da qui al 30, perderà la posizione di vertice che detiene attualmente.
Oltre al calo delle temperature, sono attese abbondanti precipitazioni che potrebbero ribaltare la situazione idrometeorica di settembre, mese le cui esagerazioni in tale campo sono ben conosciute.

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni

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