Tendi la tua mano al povero

10poveroParla di sapienza il Papa nel citare il versetto del Siracide Tendi la mano al povero, che continua con “perché sia perfetta la tua benedizione”. “La sapienza antica, dice Francesco, ha posto queste parole come un codice sacro da seguire nella vita”. E sono parole che non perdono il loro significato con il cambiare dei tempi. A cambiare è la povertà che “assume sempre volti diversi” in ognuno dei quali, comunque, possiamo incontrare il Signore Gesù: “Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
Inizia così il messaggio diffuso lo scorso 13 giugno in riferimento alla IV Giornata mondiale dei Poveri che si celebrerà domenica 15 novembre. Una ricorrenza voluta fortemente dallo stesso Pontefice, che non perde occasione per mettere al centro la condizione delle persone che vivono in condizioni miserevoli.
“La preghiera a Dio e la solidarietà con i poveri e i sofferenti sono inseparabili”, avverte Francesco, e “la generosità praticata nei confronti del povero” attira il dono della benedizione divina perché in tal modo si dimostra di riconoscere che “ogni persona, anche quella più indigente e disprezzata, porta impressa in sé l’immagine di Dio”. È impensabile, quindi, che “il tempo da dedicare alla preghiera” possa “diventare un alibi per trascurare il prossimo in difficoltà”.
Perché una vita è pienamente umana solo se dà spazio alla “generosità che sostiene il debole, consola l’afflitto, lenisce le sofferenze, restituisce dignità a chi ne è privato”. Non c’è bisogno “di spendere tante parole, ma piuttosto di impegnare concretamente la vita”. Questa è una “realtà fondamentale per la vita della Chiesa” sulla quale il Papa torna appena può “perché i poveri sono e saranno sempre con noi”.
Incontrando un povero, i cristiani non possono fare a meno di domandarsi come “contribuire ad eliminare o almeno alleviare la sua emarginazione e la sua sofferenza”. Questa esperienza di condivisione non può essere delegata ad altri. Nei confronti dei poveri, il popolo di Dio deve trovarsi in prima linea “sempre e dovunque, per dare loro voce, per difenderli e solidarizzare con essi davanti a tanta ipocrisia e a tante promesse disattese e per invitarli a partecipare alla vita della comunità”.
“Tendere la mano, prosegue Francesco, fa scoprire, prima di tutto a chi lo fa, che dentro di noi esiste la capacità di compiere gesti che danno senso alla vita”; gesti di generosità che compensano il male presente nel mondo. “Tendi la mano al povero”, dunque, afferma il Papa verso la conclusione del messaggio: è un invito alla responsabilità come impegno diretto di chiunque si sente partecipe della stessa sorte. È un incitamento a farsi carico dei pesi dei più deboli, come ricorda San Paolo: “Mediante l’amore siate a servizio gli uni degli altri”.

Antonio Ricci

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