Zeri ha ricordato il terribile rastrellamento di 75 anni fa

Dal 21 gennaio 1945 lo zerasco e la Val di Vara furono investite da un vasto rastrellamento: nell’anniversario si è svolta a Patigno una cerimonia in ricordo

La cerimonia di martedì 21 gennaio a Patigno in ricordo del rastrellamento nazifascista di 75 anni fa
La cerimonia di martedì 21 gennaio a Patigno in ricordo del rastrellamento nazifascista di 75 anni fa

Sono passati 75 anni, ma Zeri non dimentica e martedì 21 gennaio la locale sezione dell’ANPI con l’Amministrazione Comunale ha organizzato la cerimonia in ricordo del rastrellamento nazifascista messo in atto dal 21 gennaio 1945 nello zerasco e in parte della Val di Vara.
Alla cerimonia che si è svolta a Patigno davanti alle lapidi che ricordano i Caduti per la Libertà hanno partecipato le sezioni ANPI di Pontremoli, di Genova Staglieno e di Carrara, ma anche la Croce Verde di Zeri, il Gruppo Alpini di Zeri, l’Ass. Naz. Carabinieri in Congedo e l’Ass. “Le Nostre Valli” e il Gonfalone della Provincia di Massa Carrara. Presenti il sindaco Cristian Petacchi, l’assessore di Pontremoli Clara Cavellini e il Comandante della Stazione Carabinieri di Zeri, M.llo Giuseppe Cossu.
Il parroco, don Marino, ha ricordato durante la benedizione alle lapidi il sacrificio compiuto da così tante persone.

Quante vittime in quel gennaio di guerra
tra il gelo, la neve e la fame

Il cippo che ricorda i sei giovani fucilati a Merzò (Val di Vara) nel gennaio 1945
Il cippo che ricorda i sei giovani fucilati a Merzò (Val di Vara) nel gennaio 1945

Come ha ricordato la prof. Caterina Rapetti nel suo intervento commemorativo, furono decine le vittime di quel rastrellamento, soprattutto partigiani delle tante formazioni che presidiavano questa parte dell’Appennino tra Toscana, Liguria ed Emilia, sfidando – oltre ai tedeschi e i fascisti – il rigore di uno degli inverni più freddi che si ricordino.
Tra questi i 12 “ribelli” di Vernazza sorpresi e fucilati in loc. Frandalini, e la medaglia d’oro al valor militare Nino Sililgato caduto a Codolo.
Ma ci furono anche civili, come i 6 passati per le armi in loc. Merzò, nell’alta Val di Vara; tra loro anche Alfredo e Pellegrino Filippelli e Battista Guerisoli catturati nello zerasco e uccisi il 22 gennaio.

 

Gli interventi degli alunni delle scuole di Zeri
Gli interventi degli alunni delle scuole di Zeri

Di particolare significato la presenza degli alunni del locale plesso scolastico dell’Istituto “Tifoni”: accompagnati dall’insegnante di storia, prof.ssa Lucia Mancini, e da quello di musica, prof. Aleksei Iaropolov, hanno animato la commemorazione con canti della Resistenza ed esponendo i risultati delle loro ricerche compiute nelle settimane precedenti e che hanno suscitato il sincero apprezzamento dei tanti presenti.
05zeri_rastrellamento_2020cCiascun alunno è stato protagonista di un intervento che ha permesso al gruppo di illustrare i diversi aspetti della guerra emersi nella ricerca svolta.
Si sono soffermati sul significato dell’essere partigiani o ribelli, e di questi hanno ricordato due figure che hanno operato a Zeri pur non essendo del territorio, Nino Siligato (caduto a Codolo proprio nei giorni del rastrellamento) e “Facio” Dante Castellucci, il comandante del “Picelli”. Hanno spiegato il rastrellamento messo in atto dai tedeschi a cui si affiancavano i fascisti e che era stato preceduto da quello dell’agosto 1944 che tanti danni e vittime aveva provocato.
Gli alunni si sono soffermati sul ruolo delle donne anche impiegate come staffette partigiane e dei più giovani ai quali era affidato il rischioso ruolo di collaboratori, esperienze che hanno potuto ascoltare dalla viva voce di chi all’epoca era ragazzo. E sono stati loro a chiudere la cerimonia al suono di “Bella Ciao”. (p. biss.)

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