Loris J. Bononi interprete della storia locale di Lunigiana

La lezione di Riccardo Boggi all’Università del Tempo Libero di Fivizzano

47BononiCon il titolo “Un grande fuori dal coro” è stata condotta da Riccardo Boggi, il 21 novembre 2019, una lezione magistrale nell’ambito del Corso Università del tempo libero di Fivizzano. Riccardo Boggi ha voluto da subito sottolineare che la sua lezione non voleva esser un ricordo o un panegirico per Loris J Bononi, ma un omaggio all’uomo di scienza, allo scrittore e al poeta che ha scelto la Lunigiana per investire la sua generosità e esprimere la propria sensibilità umana.
Ha sottolineato gratitudine per il fratello Eugenio, presente alla lezione, che di Jacopo è stato la mano destra nelle sue attività culturali e umanistiche. Partendo da un’esperienza personale, “ho scoperto lo scrittore prima di conoscere l’uomo: avevo diciotto anni e dal libraio Savi di Pontremoli mi comprai Diario Postumo, un libro straordinario e formativo, tra i pochi che ho letto e riletto nel corso degli anni e a sottolineare l’adagio che i libri ti cercano, tramite il prof. Giacomo Devoto l’ho incontrato a Castiglione del Terziere per un confronto di studio storico letterario”.
L’uomo suscitava fascino per la vita, attivava aspettative, illuminava sogni e attutiva le delusioni insite nel limite dell’essere umano. Il confronto con lui maturava in se stessi la sensazione di esser importanti. La sua promettente ricerca in ambito medico scientifico e la sua versatilità creativa mettevano a sua disposizione un patrimonio finanziario fuori dal comune, che poteva indirizzare negli ambiti più svariati dell’economia e farne il moltiplicatore di altra ricchezza; invece rivolge la sua attenzione alla culla che lo ha accolto, alla terra che lo ha formato, alle persone che hanno reso felice la sua giovinezza e investe le sue disponibilità finanziarie nel restaurare castelli, nel raccogliere reperti e cimeli testimoni del passato nobile e glorioso della sua terra, incunaboli, stampe, libri, quadri, sassi per farne un patrimonio volto a dare e sostenere il riscatto della sua terra in una trasformazione sociologica, ammaliata e stregata dalla apparente facilità, sicurezza, abbondanza di reddito rispetto ad un’economia di sopravvivenza di chi ancora coltivava i campi.
47Bononi1Gridava inascoltato ai quattro venti che il più grande castigo per una comunità è perdere e non trovare le proprie radici, scagliandosi contro una politica disgregante campanilistica superficiale al motto: “I campanili di Lunigiana suonino insieme!”
La sua creatività imprenditoriale cresceva e si accompagnava alla sua ispirazione artistico-letteraria tanto da scardinare il modo di scrivere con l’opera Il testamento postumo, della quale Pier Paolo Pasolini scrisse in occasione della sua pubblicazione a novembre del 1969: Non c’è un mancamento in tutto questo piccolo messale sui fasti autobiografici, privi di ogni presunzione e follemente evidenti come cose uniche al mondo. Lo stile di Bononi brucia, come si dice, ogni residuo. Questo libro è senza radici, cioè senza prosa. Potrebbe esser stato scritto sulla Luna. E si badi, esso è concretissimo: il paesaggio italiano splende in tutto il suo vecchio fulgore”.
La lezione è proseguita in forma teatrale alternando la sottolineatura degli aspetti della vita di Bononi: nascita, affetti familiari, condivisione di esperienze con gli amici, sogni, illusioni, delusioni, religiosità e morte con altrettanti brani tratti dalle sue opere e letti magistralmente da Francesco Leonardi; partecipata la recita di un brano poetico da parte del dott. Vittorio Tognari.
Riccardo Boggi ha voluto ricordare quello che considera il testamento spirituale: L’usignolo cantò quella notte / l’ultima sua composizione / Ogni sospiro si fermò / e non vi fu creatura vivente/ che respirasse / per non turbare l’estasi del silenzio / Un poeta lontano dal nostro mondo / doppiò se stesso / e si fece ala notturna in volo / Lieve fu il segno che volle lasciare / in questa vita battagliata / Si dice di creature irreali / a circondarlo di scorta al suo volo / verso il suo disfarsi. (Loris Jacopo Bononi, 27 gennaio 2011).
Il professore se n’è andato nella mattina del 12 novembre 2012 : non riceveremo più le sue poesie, ma le parole che ha scritto e ci ha regalato restano in ognuno di noi, così come a tutti noi resta il dono delle mura antiche fatte tornare a nuova vita, a segnare con eleganza e orgoglio gli orizzonti della nostra terra.

(Corrado Leoni)

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