“La speranza dei poveri non sarà mai delusa”

Si celebra il 17 novembre la terza Giornata Mondiale dedicata agli ultimi. Sabato 9 concerto in Vaticano

42giornata_poveriDomenica 17 novembre, quando si celebrerà la terza Giornata mondiale dei poveri, papa Francesco pranzerà con 1.500 persone in difficoltà. Mentre altri 1.500 poveri saranno contemporaneamente ospiti a pranzo in altre strutture di Roma. Lo ha annunciato l’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione, presentando il Messaggio del Pontefice per la Giornata.
Anche quest’anno, poi, per tutta la settimana precedente si aprirà un presidio sanitario in Piazza San Pietro per visite mediche gratuite. “L’anno scorso sono stati effettuati 3mila interventi e in alcuni casi, gente arrivata con infarto in corso, sono state salvate delle vite”, ha riferito Fisichella.
“La novità di quest’anno – ha aggiunto – è il concerto di sabato 9 novembre per i poveri e con i poveri”, che sarà tenuto nell’Aula Paolo VI in Vaticano dal maestro premio Oscar Nicola Piovani con monsignor Marco Frisina. “La speranza dei poveri non sarà mai delusa” è la fede contenuta nelle parole del Salmo 9 che costituiscono il tema centrale di questa III Giornata mondiale e che orientano uno sguardo e un’azione di speranza, perché soprattutto i poveri possano vivere questo momento con la certezza che deriva dalla fiducia nell’intervento del Signore.
Nel suo Messaggio Papa Francesco offre, attraverso le parole del Salmista – che presentano un’impressionante affinità con i nostri tempi nonostante la distanza temporale – una bella definizione del povero: “È l’uomo della fiducia” (n. 3). Colui, cioè, che “confida nel Signore” perché lo conosce; vale a dire, ha un “rapporto personale di affetto e di amore” con Dio. La speranza del povero non resta delusa e Dio interviene a suo favore per donargli nuovamente la dignità perduta e liberarlo dalla schiavitù della precarietà e della emarginazione.
15mensa_poveriDa qui nasce la riflessione sull’impegno concreto che i cristiani – e con loro quanti hanno a cuore la solidarietà e vivono per il riscatto dei poveri, della loro dignità e a favore della giustizia – sono chiamati a esprimere “nella vita ordinaria di ogni giorno”. Un impegno che “non consiste solo in iniziative di assistenza che, pur lodevoli e necessarie, devono mirare ad accrescere in ognuno l’attenzione piena che è dovuta ad ogni persona che si trova nel disagio” (n. 7).
Papa Francesco ritorna su un tema che gli è particolarmente caro: “I poveri prima di tutto hanno bisogno di Dio, del suo amore reso visibile da persone sante che vivono accanto a loro, le quali nella semplicità della loro vita esprimono e fanno emergere la forza dell’amore cristiano. Dio si serve di tante strade e di infiniti strumenti per raggiungere il cuore delle persone. Certo, i poveri si avvicinano a noi anche perché stiamo distribuendo loro il cibo o il vestiario, ma ciò di cui hanno veramente bisogno va oltre le cose che offriamo. I poveri hanno bisogno delle nostre mani per essere risollevati, dei nostri cuori per sentire di nuovo il calore dell’affetto, della nostra presenza per superare la solitudine. Hanno bisogno di amore, semplicemente” (n. 8).
Una sfida, quindi, a saper guardare all’essenziale e a vivere le parole di Gesù “tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40).
Questo è un sussidio pastorale che intende essere un semplice strumento offerto alle diocesi, alle parrocchie e a tutte le varie realtà ecclesiali, per prepararsi e per celebrare la III Giornata Mondiale dei Poveri, perché possa rappresentare un’occasione nuova per restituire speranza a quanti il mondo vorrebbe relegare ad una vita di solitudine, di infelicità e discriminazione, un’occasione per non far mancare loro il nostro aiuto e la nostra vicinanza e per renderli protagonisti della loro vita e di quella di tanti che si dedicano a loro.
La Chiesa non può chiudere gli occhi davanti a chi è nel bisogno né tantomeno essere afona. Si è provocati, dunque, a uscire dall’individualismo che rinchiude solo in se stessi e nelle proprie esigenze, per operare un cambiamento di mentalità per ogni cristiano e ogni comunità chiamati ad essere strumenti di Dio per la liberazione e la promozione dei poveri.

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