A Guinadi e Zeri due cooperative per salvare e rilanciare il territorio

“La Guinadese” e “Valli di Ziri” hanno ricevuto la visita dell’assessore regionale Bugli dopo che le due realtà hanno ottenuto importanti finanziamenti da Firenze

Un momento della visita dell’assessore regionale Bugli a Guinadi, con la presenza del sindaco di Pontremoli, Lucia Baracchini
Un momento della visita dell’assessore regionale Bugli a Guinadi, con la presenza del sindaco di Pontremoli, Lucia Baracchini

Due cooperative, due simboli di due comunità che nonostante le difficoltà vogliono mantenere vivo il loro territorio. Si tratta delle cooperative “Valli di Ziri” a Piagna di Rossano nel comune di Zeri e della Cooperativa “La Guinadese” a Pontremoli, che hanno ricevuto recentemente (lo scorso 26 luglio) la visita dell’assessore regionale Vittorio Bugli e del consigliere regionale Giacomo Bugliani. Un viaggio non puramente simbolico, ma legato al fatto che le due realtà lunigianesi fanno parte delle venticinque cooperative di comunità, in ventitré comuni diversi, che la Regione Toscana lo scorso dicembre ha deciso di finanziare con un milione e duecentomila euro. Per questo Bugli si è messo in viaggio per conoscerle una per una ed il suo cammino si è concluso in Lunigiana. “Lo scopo che ci siamo prefissi finanziando e incentivando queste cooperative è chiaro – spiega Bugli – Vogliamo arrestare lo spopolamento di queste aree, vogliamo invertire anche il trend di impoverimento delle economie di queste aree oggi marginali. Lo vogliamo soprattutto fare con la collaborazione, le idee e l’entusiasmo di chi ci vive: strumento nuovo dunque ma metodo antico, che appartiene alla tradizione della nostra regione”. L’idea della cooperativa “Valli di Ziri” è semplice: sviluppare una filiera corta locale legata alla pecora e alla valorizzazione delle biodiversità locali. Si lavora, in collaborazione con un’altra cooperativa di comunità (quella di San Casciano dei Bagni), al recupero delle lavorazioni tradizionali della lana, che grazie all’e-commerce e a magazzini e marketing digitali potrebbe favorire lo sviluppo di microeconomie locali. La rete aiuterà anche l’erogazione di alcuni servizi pensati per gli anziani e le fasce più bisognose: dalla diagnostica e la tele-medicina alla distruzione dei medicinali alla consegna della posta e della spesa. C’è attenzione anche al recupero della tradizione gastronomica legata all’utilizzo dei prodotti tipici, in chiave turistica in un territorio già ricco di storia e bellezze naturali. Il tutto si lega alla lotta al dissesto dei terreni e al recupero del patrimon io edilizio rurale. A 65 mila euro ammontava il progetto complessivo presentato alla Regione, che l’ha finanziato per 45 mila. A Guinadi, invece, il progetto di una cooperativa di comunità che coinvolge tutto il borgo, costituita da giovani e meno giovani, è nato intorno al progetto di rilancio di un locale di aggregazione. L’unico locale di ritrovo del paese infatti, il bar della antica cooperativa di consumo fondata nel 1919, rischiava qualche anno fa di chiudere. A quello si sommano altre idee, tutte comunque legate al miglioramento dei servizi per i residenti. è stato riaperto da qualche anno un locale balera, all’interno dell’ex ufficio postale, e quello spazio si vorrebbe adesso far diventare polivalente, ristrutturandolo in modo da poter accogliere un presidio ambulatoriale per i medici di base, una palestra per la terza età, un laboratorio di didattica per gli alunni delle scuole, ma anche servizi per la raccolta di ricette e ritiro di farmaci, per l’accesso alla prenotazioni on line di visite specialistiche, pagamenti on line e Pos. E poi c’è l’enogastronomia anche in questo caso, con corsi – per i turisti, ma non solo – di cottura con i tradizionali ‘testi’ di ghisa, su cui la cooperativa ha già maturato ampia esperienza. E’ stata realizzata anche un’area attrezzata nel bosco per il periodo estivo, per eventi e incontri in occasione del ritorno di chi dal paese anni fa è emigrato altrove e dei loro figli. “Tante iniziative insomma – commenta l’assessore Bugli – che attraverso alberghi diffusi, bar e ristorante possono richiamare persone anche dall’esterno”. Costo stimato quasi 70 mila, di cui 48.979 finanziati dalla Regione.

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