Slow Food cura il presente e guarda al futuro

A Pontremoli e Podenzana due giornate all’insegna di una alimentazione “lenta” e buona

La bandiera di Slow Food svetta dal Castello del Piagnaro
La bandiera di Slow Food svetta dal Castello del Piagnaro

Una grande giornata di festa ma anche un momento estremamente significativo per indirizzare il futuro di Slow Food. Insomma, è stato un incontro davvero importante quello che si è tenuto sabato 6 luglio a Pontremoli con il primo forum delle comunità di Slow Food nel castello del Piagnaro. E a dimostrazione dell’importanza di questo appuntamento sono arrivati rappresentanti dell’associazione da tutta Italia per indirizzare il cammino della condotta alimentare fondata da Carlin Petrini nel 1986. Da segnalare, quindi, la presenza di Ludovico Roccatello, membro del consiglio internazionale responsabile mondiale del progetto comunità Slow Food; Silvia De Paolis e Gaia Salvatori componenti dell’esecutivo nazionale; Francesca Baldereschi di Slow Food nazionale; Gianrico Fabbri, responsabile di Slow Food Toscana e Barbara Nappini, responsabile del progetto del tavolo di lavoro Slow Food Toscana sulle comunità, ruolo che ricopre con il pontremolese doc Marco Cavellini. A proposito di pontremolesi, è toccato ad Alessio Bocconi, fiduciario della condotta Lunigiana-Apuana, l’onore di portare i saluti a tutti i presenti, unitamente al sindaco Lucia Baracchini e all’assessore Clara Cavellini. Saluti a cui si è unito anche il neo sindaco di Podenzana, Marco Pinelli, che ha ricordato che proprio nel suo comune, il giorno successivo, si sarebbe svolta la prima festa delle comunità slow food, che si è poi dimostrata un grande successo con un’ottima partecipazione.

Foto di gruppo dei partecipanti alla giornata Slow Food al Piagnaro
Foto di gruppo dei partecipanti alla giornata Slow Food al Piagnaro

Ma ritorniamo all’appuntamento di sabato, che ha avuto due momenti clou: il primo prevedeva la consegna dei fondi raccolti per i progetti internazionali Slow Food “10.000 orti in Africa”, università diffusa e presidi. Progetti per cui sono arrivati 1.124 euro dalla cooperativa di Comunità La Guinadese insieme al Coro Acqua in Bocca ed alle Farfalle in Cammino-Lunigiana-Tuscany. C’è stato poi l’altro momento, forse il più delicato e importante, in cui si sono costituiti tre gruppi di lavoro che hanno sintetizzato in un unico documento finale le risultanze dei lavori che tracciano le linee guida di Slow Food per il futuro. Tre domande fondamentali – “come si fa una comunità Slow Food”, “cosa fa” e “come si rapporta con il consiglio internazionale Slow Food” – le cui risposte dovranno essere, ovviamente, ancora vagliate e analizzate, ma che rappresentano un importante punto di riferimento per la corretta gestione del progetto comunità in Italia e nel mondo.

L'incontro a Podenzana con, a destra, Alessio Bocconi, fiduciario della condotta Lunigiana-Apuana
L’incontro a Podenzana con, a destra, Alessio Bocconi, fiduciario della condotta Lunigiana-Apuana

Ma parlando di Slow Food non poteva mancare l’aspetto più propriamente gastronomico, dedicato al buon mangiare e ai piaceri della tavola e della tradizione: uno speciale banchetto con marocca di Casola e lardo di Colonnata, testaroli conditi con ottimo olio della comunità di Caprigliola, pecora in umido su pane di patate di Regnano… e tante altre leccornie, il tutto annaffiato dal vino del podere Benelli. “Possiamo dire – sottolinea Bocconi – che sabato in Lunigiana si è scritta un’importante pagina della storia di Slow Food. Siamo soddisfatti, come Slow Food Lunigiana-Apuana, di aver organizzato con successo, insieme a Slow Food Toscana, queste due importanti giornate”. Infatti, come già ricordato, domenica al parco del Gaggio di Podenzana si è conclusa la due giorni di Slow Food Lunigiana con la prima festa delle comunità dove per la prima volta il testarolo, in un’esibizione di cottura, ha incontrato il panigaccio di Podenzana nel suo santuario, realizzando così un matrimonio storico per il nostro territorio.

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