Teatro che passione! Cristina Sarti e “Il bar delle Folies”

Cristina Sarti
Cristina Sarti

Erano in sei sul palcoscenico del Teatro Cabrini a Pontremoli sabato 15 giugno, attori per diletto, ma non si sarebbe detto tanto erano spontanei, disinvolti nell’uscire dalla norma di vita quotidiana ed entrare in un’altra dimensione, farsi persona, mettersi alla latina la maschera e presentarsi in veste di personaggio; la passione per il teatro della brava attrice professionista Cristina Sarti li ha diretti nel laboratorio teatrale “Sotto la pelle” da lei ideato e condotto; lo spettacolo conclusivo “Il bar delle folies” è stato molto gradito dal pieno di pubblico, che si è divertito.
Ecco il nome dei sei, in ordine alfabetico: Francesca Bertocchi, Gaia Casciari, Simona Chiappini, Angelo Pompei, Gianni Sgarbi, Giovanna Transitano, tutti lunigianesi come la regista. Roberto Mazzini ha lavorato molto bene nella conduzione delle luci e del suono, ottima la scelta delle canzoni; di buon effetto anche le foto di scena di Chiara Petriccioli.
Cristina Sarti ha elaborato un testo intelligente, ben modulato nel ritmo, con sorridenti richiami ironici, lieve, ma che induce a importanti riflessioni esistenziali e sociali. Sono stati integrati con originalità alcuni monologhi da grandi scrittori (Goldoni, Rostand, Strindberg). In una locanda tre donne (interpretate da Gaia, Simona, Francesca) si muovono assorte nella loro visione del mondo, si fermano a comunicare le loro esperienze e si confidano emozioni e pensieri.
Difendono la dignità della donna, la cultura, sono di diversa estrazione sociale, c’è l’intellettuale che in posa di Statua della Libertà grida che la filosofia sarà la salvezza del mondo. Tutte insieme vogliono amore vero, rispetto, non essere strumento di piacere e poi dimenticate da uomini con tante amanti ma incapaci di costruire l’amore fedele che unisce due persone.
Nella parte di una sguattera una splendida Giovanna Transitano entra in scena per quarta a dichiarare ciò che ama e ciò che odia: le sue antinomie le grida con forza e le accompagna con le trascinanti movenze di un “mambo italiano”.
Arriva il signor G (Giorgio Gaber) che scrive e canta di mali del nostro tempo, di ignoranza, di mediocri politicanti, di differenze sociali inaccettabili, di cronache amare e di insensate paure: Gianni Sgarbi recita la scenetta di una persona che in un crescendo di ansia in piena notte a Milano vede in lontananza delle ombre, ma “era solo un uomo” del tutto innocuo quando è visto da vicino.
Entra in scena Cyrano de Bergerac (Angelo Pompei) che chiede alle donne tanti aggettivi per definire il suo naso orribilmente lungo, sembra riderci su, invece quello scherzo di natura gli nega per sempre l’amore di Rossana con una sofferenza che lo farà morire. (m.l.s.)

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