Bagnone: Carletto Marconi si ripropone come candidato a sindaco

Nel PD, diviso, si dimette il segretario comunale Antonio Crescini

Il sindaco di Bagnone Carletto Marconi
Il sindaco di Bagnone Carletto Marconi

Con l’arrivo del mese di aprile si fanno sempre più stretti i tempi per i comuni che andranno alle urne domenica 26 maggio, dato che il Viminale ha concesso l’ok per l’accorpamento con le elezioni europee. Come accade da sempre, dappertutto fervono incontri, dibattiti, scontri per la preparazione delle liste. A Bagnone è ormai certa, dopo l’ultima assemblea del PD di qualche sera fa, la candidatura bis a sindaco di Carletto Marconi. Ferrea la sua determinazione di proseguire l’iter che, nel primo mandato che si sta concludendo, ha permesso la realizzazione di progetti già avviati dalla precedente amministrazione e anche di nuovi con l’arrivo, a Bagnone, di numerosi finanziamenti impiegati per realizzare importanti opere. Fiore all’occhiello il modernissimo, funzionale Istituto Alberghiero Pacinotti. Ai nastri di partenza ulteriori lavori da concludersi entro la fine di maggio per un importo di oltre 100 mila euro: 46 mila erogati dal Ministero degli Interni, 50 mila dalla Regione Toscana, 10mila impegnati dal Comune di Bagnone. Gli interventi riguardano le frazioni di Nezzana, Pieve, Leugio, Jera, Mochignano Sopra e il capoluogo.

Un panorama del castello di Bagnone
Un panorama del castello di Bagnone

In tale situazione, però, non tutte le campane del PD suonano all’unisono. La conferma è data dall’annuncio delle dimissioni dello storico segretario comunale di quel partito, Antonio Crescini, che ha lavorato con competenza e passione per trovare il nuovo candidato all’interno della squadra del sindaco uscente. Una persona capace di dar vita ad un tangibile rinnovamento, come richiesto dai rapidi contesti in cui operiamo. “Le mie dimissioni, ci dice Crescini, non sono causate da motivi personali nei confronti di Carletto Marconi, anzi esprimo giudizio positivo per ciò che è stato fatto. I miei sono motivi politici, nella consapevolezza che la coerenza sia un valore troppo alto per essere sacrificato ‘sulle poltrone’. Non posso tacere l’accordo di cinque anni fa, sulla cui base il PD di Bagnone aveva candidato a sindaco Marconi per un solo mandato. Non è così e nemmeno è stata valorizzata la squadra da lui guidata, limitando spazi d’azione e non assegnando responsabilità che fanno crescere. Infatti della ‘vecchia guardia’ ne rimane uno, forse due. Marconi deve porsi domande e darsi risposte”. Non facile, anche per il segretario provinciale, Enzo Manenti ricompattare una lista vincente. Nei piccoli comuni la differenza fra vittoria e sconfitta la fanno i candidati capaci di portare ‘acqua al mulino’ in termini di voti di preferenza. Stesse perplessità per Gloria Leoncini, che attualmente fa le veci del segretario dimissionario: “Non possiamo non prendere atto della spaccatura del partito: il direttivo si è espresso al 70% per il ‘no’ a Marconi primo cittadino. Il PD non presenterà altro candidato, ma il clima è pesante con inevitabili ripercussioni sulla campagna elettorale”. Il primo impegno per Marconi, dunque, sarà quello di superare le difficoltà che la sua candidatura fa emergere. Intanto, nel bagnonese si vocifera di due liste da parte del centrodestra. Vedremo come si evolveranno gli eventi. Ivana Fornesi

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