Alle Villette di Massa l’apertura della “Porta Santa” e il “Giubileo della Misericordia”

Nella parrocchia del “Corpus Domini” con il Vescovo Giovanni

11Villette_Massa_chiesa_corpus_domini1Con grande solennità e partecipazione è stata aperta la “Porta della Misericordia”, nella parrocchia del “Corpus Domini” a Massa, nel 50° della consacrazione della chiesa. La comunità, guidata da don Roberto Marinelli, ha voluto dare grande importanza alla ricorrenza ed è stato ottenuto dalla Penitenzieria Apostolica l’indulgenza plenaria ai fedeli che, fino al 25 maggio, visiteranno in forma di pellegrinaggio la chiesa parrocchiale e lì “devotamente eserciteranno i riti giubilari” (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Papa).
11Villette_Massa_chiesa_corpus_domini3La celebrazione, presieduta dal Vescovo Giovanni e animata dalla Cappella Musicale della Cattedrale di Massa, è iniziata con una breve processione all’esterno della chiesa e con il rito dell’apertura della “Porta Santa”. Proprio sulla centralità di tale gesto ha insistito mons. Santucci durante l’omelia: “All’inizio le chiese erano aperte, e questo perché – come il catechismo di San Pio X insegna – Dio è in cielo, in terra e in ogni luogo. Le porte sono state messe solo in seguito per necessità pratiche ma esse non hanno maniglie per entrare perché la porta della chiesa non si apre dall’esterno ma solo dall’interno, a significare che è la comunità, la chiesa che accoglie”.
11Villette_Massa_chiesa_corpus_domini2Spiegando ai fedeli che cosa sia l’indulgenza concessa con decreto straordinario, il Vescovo ha voluto, dapprima, marcare ciò che la differenzia dalla confessione: se il sacramento della riconciliazione riguarda il peccato compiuto dall’uomo, l’indulgenza riguarda la pena che si è chiamati a espiare per il male che dal peccato compiuto può derivare.
Mons. Santucci ha poi fatto una riflessione sul tempo quaresimale: “La Quaresima è il tempo di preghiera e di ascolto della parola di Dio. (…) è tempo di digiuno, per imparare a dire sì e no, non per una mortificazione, che sarebbe inutile, ma per conquistare una libertà di decisione sempre più difficile”. Al termine il parroco ha ringraziato quanti hanno partecipato e organizzato una celebrazione così importante per la comunità ed ha voluto ricordare che questo Giubileo vorrebbe lasciare un “segno visibile”: è stato infatti predisposto che vengano completate le strutture parrocchiali con la realizzazione di aule di catechismo e di un centro di aggregazione che possa accogliere la comunità. (I.B.) 

 

(I.B.)

Condividi