Poesie dedicate a Cavezzana Gordana

è uscita la raccolta “Vivi il bosco. Imparane il respiro” di Fabrizio Rosi

La copertina della raccolta di poesie “Vivi il bosco. Imparane il respiro” di Fabrizio Rosi
La copertina della raccolta di poesie “Vivi il bosco. Imparane il respiro” di Fabrizio Rosi
Alcune delle poesie di Fabrizio Rosi esposte lungo il sentiero che da Cavezzana porta al fiume Gordana
Alcune delle poesie di Fabrizio Rosi esposte lungo il sentiero che da Cavezzana porta al fiume Gordana

“Vivi il bosco. Imparane il respiro”. Oltre che il titolo di un libro (edizioni Il Fiorino), sembra un consiglio quello che l’autore, Fabrizio Rosi, ex dirigente scolastico in pensione ci affida. E lo fa coinvolgendoci in un percorso di ricerca e di incanto, alla scoperta dei suoni del bosco in venti poesie scritte, verrebbe da immaginare sotto l’ombra degli alberi quando cala la sera, a Cavezzana Gordana, frazione del pontremolese dove Rosi divide la sua vita con il capoluogo. Qui si occupa fra l’altro del bosco e del castagneto, scrive di musica, racconti e poesie, alcune di queste esposte lungo il sentiero che da Cavezzana porta al fiume Gordana, risalendo il quale si giunge sino all’imbocco degli Stretti di Giaredo. Con la lente della sue parole, Rosi riesce a bucare l’anima degli elementi che ritrae. Concentrando i suoi sforzi sulla ricerca della bellezza nei piccoli dettagli, che si tratti di pietre, fiori, alberi, acque o fiumi, Rosi trova sempre la poeticità e la composizione astratta della natura di cui raramente ci accorgiamo. Ci mostra la bellezza intrinseca in quei dettagli nascosti che solo un occhio attento e sensibile riesce a cogliere e, attraverso la sua sensibilità e il suo grande amore per la natura, riesce a distillare, in poche scarne frasi, una bellezza inaspettata e emozionante. Qui tutto sollecita la poesia perché nel bosco, fra i castagni, sul fiume, nel rinnovarsi della festa delle stagioni, nascono immagini, affiorano ricordi ed emozioni che si fanno parole, istantanee di momenti irripetibili. Una natura, quindi, che diviene simbolo dell’interiorità dell’uomo ed il suono del fiume che scorre sembra divenire, allo stesso modo, memoria dell’inesorabilità del tempo ma anche dell’incapacità di accogliere in noi stessi la forza e la bellezza della natura che ci sfiora quasi insensibile del nostro passaggio. Ma che, nonostante ciò, non smette di suscitarci brividi di emozioni e di gioia. Per informazioni sul volume contattare l’autore rosi.fabrizio@gmail.com. (r.s.)

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