Con i Patti Lateranensi la Conciliazione del 1929

Con l’elezione di papa Pio XI (1922) si creano le premesse per un accordo con il governo italiano guidato da Mussolini che sette anni dopo, l’11 febbraio, firmerà i Patti con il card. Gasparri. Quell’atto liquida la questione romana che si era aperta nel 1870 e regola i rapporti tra Stato e Chiesa.

La prima pagina con la quale il Corriere della Sera annuncia la firma dei Patti
La prima pagina con la quale il Corriere della Sera annuncia la firma dei Patti

Era ora sul piano storico e politico di chiudere un contrasto formale che durava da quasi sessant’anni. Antica era stata l’alleanza trono-altare, fino all’Illuminismo che portò allo Stato laico separato del tutto dalla Chiesa.
La Restaurazione dopo la caduta dell’impero napoleonico segna un ritorno all’antica “santa alleanza”, ma ben presto nel clima culturale del Romanticismo accanto ai cattolici reazionari si affermano i cattolici liberali (Manzoni, Rosmini, Lamennais, Gioberti) in vario modo aperti agli aspetti sociali e patriottici, favorevoli all’unità e indipendenza dell’Italia. Quando nel 1870 lo Stato italiano pone fine al potere temporale della Chiesa e Roma diventa la capitale del regno, sulle sponde del Tevere ci sono due istituzioni che non si parlano, non si riconoscono legittimate reciprocamente. Il papa Pio IX afferma di aver subito un’usurpazione e teme di diventare “un cappellano di casa Savoia”, controllato e condizionato nel suo magistero universale.

I partecipanti alla cerimonia dell'11 febbraio 1929 per la firma dei Patti Lateranensi: al centro, seduti, il card. Gasparri e Mussolini firmatari dell'accordo
I partecipanti alla cerimonia dell’11 febbraio 1929 per la firma dei Patti Lateranensi: al centro, seduti, il card. Gasparri e Mussolini firmatari dell’accordo

Nelle elezioni politiche del 1871 la Santa Sede proclama che non è conveniente (non expedit) la partecipazione, si afferma l’astensionismo, che diventa obbligo di coscienza, però rimane quasi sempre consentita la partecipazione alle elezioni amministrative. I cattolici in larga parte sono intransigenti, nasce l’Opera dei Congressi che sviluppa una continua protesta, sul piano ideologico ispirata al contrasto tra liberalismo anticlericale e cattolicesimo e su quello politico non ritiene valida l’autorità stessa dello Stato perché il diritto di voto censitario era solo per circa il 2% di italiani ricchi; la spaccatura fra paese reale e paese legale era enorme.
Ma il problema sociale, i valori liberali fanno maturare un clero e un laicato cattolico aperti alla modernità e alla conciliazione fra Chiesa e Stato. La svolta è segnata dal pontificato di Leone XIII, nonostante la rafforzata intransigenza di papa Pio X, il percorso va avanti fino alla formazione del Partito Popolare nel 1919: i cattolici non potevano restar fuori dalla vita politica dopo la guerra, le forti tensioni, la grave crisi sociale ed economica.
Nel 1922 è eletto papa Pio XI, un conservatore diffidente verso la linea dei popolari, che prende le distanze dal liberalismo e dall’anarchismo ma anche da “ogni concezione politica che è portata a semplificare i diritti individuali nel nome dello Stato”. Suo obiettivo è la soluzione della “questione romana”: cominciano trattative, che, dopo 30 mesi, portano l’11 febbraio 1929 Mussolini e il cardinal Gasparri alla firma dei Patti Lateranensi e del Concordato con scambio reciproco di vantaggi.

La Città del Vaticano nel 1922: si noti la futura via della Conciliazione (realizzata a partire dal 1936) ancora occupata dalla "Spina di Borgo"
La Città del Vaticano nel 1922: si noti la futura via della Conciliazione (realizzata a partire dal 1936) ancora occupata dalla “Spina di Borgo”

Lo stato fascista chiede alla Chiesa porsi in maggiore sintonia con il nuovo ordine politico e, come contropartita, assicura alla Chiesa protezione e favori. La soddisfazione è del papa che arriva a definire Mussolini un uomo “che la Provvidenza ci ha fatto incontrare”, invita nelle elezioni plebiscitarie del 24 marzo 1929 a votare “sì” al duce; soddisfatti moltissimi cattolici in consonanza coi principi di disciplina, gerarchia, obbedienza, base della politica dei fascisti, altrettanto soddisfatti.
Ma l’idillio dura poco: già nel 1931 è duro il contrasto per l’Azione cattolica. Non erano contenti i cattolici come Sturzo esule e De Gasperi perché era compromessa la loro speranza di cattolicesimo democratico e di Stato laico.
I Patti comprendono tre parti: Trattato, Convenzione finanziaria, Concordato. Chiudono la Questione romana, la Santa Sede riconosce il regno d’Italia sotto i Savoia e Roma capitale, l’Italia riconosce la Città del Vaticano sotto la sovranità del papa e territorio neutrale e inviolabile, festivi i giorni stabiliti dalla Chiesa, l’assistenza spirituale presso le Forze armate. Sono istituiti rapporti diplomatici con ambasciatore italiano presso la Santa Sede e un nunzio pontificio presso l’Italia. I tesori d’arte e di scienze vaticani aperti a studiosi e visitatori. La convenzione finanziaria dà il pagamento di un miliardo e 750 milioni di lire come indennizzo dei proventi dell’ex Stato pontificio.

Il testo del Concordato: i più importanti dei 45 articoli

“La religione cattolica apostolica romana è la sola religione dello Stato”. L’Italia riconosce il carattere “sacro” di Roma e si impegna a “impedire” tutto ciò che potesse contrastare con tale sacralità, dà protezione al clero nell’esercizio delle sue funzioni. I vescovi dopo il gradimento da parte del governo devono giurare fedeltà allo Stato. Il clero esonerato dal servizio militare. Lo Stato si impegna a non mantenere negli uffici pubblici chi non abbia il nulla osta dell’Ordinario diocesano.
“Sacerdoti apostati o irretiti da censura non potranno essere assunti né conservati in un insegnamento, in un ufficio o in un impiego, nei quali siano a contatto immediato col pubblico”.
“Lo Stato italiano, volendo ridonare all’istituto del matrimonio, che è alla base della famiglia, dignità conforme alle tradizioni cattoliche del suo popolo, riconosce al sacramento del matrimonio, disciplinato dal diritto canonico, gli effetti civili. Le cause concernenti la nullità del matrimonio e la dispensa dal matrimonio rato e non consumato sono riservate alla competenza dei tribunali e dei dicasteri ecclesiastici”.
“L’Italia considera fondamento e coronamento dell’istruzione pubblica l’insegnamento della dottrina cristiana secondo la forma ricevuta dalla dottrina cattolica. E perciò consente che l’insegnamento religioso ora impartito nelle scuole pubbliche elementari abbia un ulteriore sviluppo nelle scuole medie, secondo programmi da stabilirsi d’accordo tra la Santa Sede e lo Stato”.
“Lo Stato italiano riconosce le organizzazioni dipendenti dall’Azione Cattolica Italiana, in quanto esse, come la Santa Sede ha disposto, svolgano la loro attività al di fuori di ogni partito politico e sotto la immediata dipendenza della gerarchia della Chiesa per la diffusione e l’attuazione dei principi cattolici. La Santa Sede prende occasione dalla stipula del presente Concordato per rinnovare a tutti gli ecclesiastici e religiosi d’Italia il divieto di iscriversi e militare in qualsiasi partito politico”.

Maria Luisa Simoncelli

Condividi