“Geminiano umile servitore di Cristo e della Chiesa”

Nella concattedrale il vescovo di Pescia, mons. Filippini, ha presieduto il solenne pontificale in onore del santo patrono di Pontremoli

06San_Geminiano1La celebrazione del solenne pontificale delle 18 nella concattedrale di Pontremoli ha concluso le celebrazioni liturgiche in onore di San Geminiano patrono della città. Giunto alla conclusione del triduo predicato da don Andrea Forni e delle messe che hanno scandito la giornata di giovedì 31 gennaio, il pontificale è stato presieduto dal vescovo di Pescia, mons. Roberto Filippini, affiancato dal vescovo diocesano, mons. Giovanni Santucci, e dal can. don Pietro Giglio; alla solenne liturgia erano presenti anche numerosi sacerdoti ed alcuni diaconi permanenti.
All’inizio, mons. Santucci ha ringraziato il vescovo Roberto per aver accettato l’invito a rendere più completa la festa patronale ed ha rivolto il suo saluto alle numerose autorità civili e militari presenti in chiesa; tra di esse le rappresentanze del Comune di Modena, del Comune di S. Gimignano, accompagnate dai gonfaloni, i sindaci di Casola, Bagnone, Filattiera, rappresentanti della Confraternita di S. Geminiano di Modena e, naturalmente, il sindaco di Pontremoli, Lucia Baracchini nella veste di ospite ospitante.

Pontremoli, 31 gennaio 2019: l'offerta della delegazione del Comune di Modena
Pontremoli, 31 gennaio 2019: l’offerta della delegazione del Comune di Modena

Il Comune di S. Gimignano e il Comune e la Confraternita di Modena hanno, poi, consegnato i ceri e l’olio nelle mani del celebrante al momento dell’offertorio. L’omelia di mons. Filippini si è sviluppata attorno alla figura di S. Geminiano – “generoso servitore di Cristo e della Chiesa” – e al marcato impegno missionario che lo fa essere in piena sintonia con papa Francesco, instancabile sostenitore di una Chiesa “in uscita”.
“Quasi costretto ad assumere il ministero episcopale a furor di popolo – ha ricordato – Geminiano fu vescovo, pio e devoto, saggio e zelante, non limitandosi a svolgere il suo servizio nella propria città ma promovendo un’intensa opera missionaria nei territori vicini e anche in zone più lontane”.

Mons. Roberto Filippini, vescovo di Pescia
Mons. Roberto Filippini, vescovo di Pescia

Mons. Filippini ha poi sottolineato tre aspetti che caratterizzano la figura del santo modenese. L’umiltà, dimostrata al momento della sua elezione a vescovo: in quel momento “egli fugge ritenendosi non all’altezza. Solo chi è consapevole dei propri limiti e della propria piccolezza potrà fare cose grandi, perché saprà dare spazio al Signore e allora sarà il Signore a compiere meraviglie nella sua vita e attraverso di lui”. Accanto all’umiltà, la responsabilità dell’annuncio del Vangelo, “immenso dono e straordinario compito”.
“Un obbligo che sente dentro, che trabocca da un cuore colmo della gioia che il Vangelo dà e che è necessario comunicare agli altri, come il bene supremo che dà luce e senso alla vita di ogni essere umano”. Infine la missionarietà: “S. Geminiano si è sentito chiamato ad essere come il profeta che deve trasmettere la Parola… Della salvezza o della perdizione degli altri dovrà rispondere a Dio”. Per questo, come Paolo, il santo Vescovo “si è fatto tutto a tutti in una condivisione generosa; pur essendo libero si è messo a servizio di tutti, per guadagnare a Dio il maggior numero possibile”.
Quest’ultimo aspetto è quello che lo rende “modello attualissimo, in un tempo, questo di Papa Francesco, in cui tutta la Chiesa viene interpellata vigorosamente a uscire da sé per riprendere la sua vocazione originaria e fondativa di andare nel mondo e fare discepoli tutti i popoli”. “Oggi, ci ricorda Francesco, in questo ‘andate’ di Gesù, sono presenti gli scenari e le sfide sempre nuovi della missione evangelizzatrice della Chiesa e tutti siamo chiamati a questa nuova ‘uscita’ missionaria… e ad avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo”.
Da una Chiesa immobile e fissa, che aspetta il mondo, siamo rilanciati in una missione centrifuga. “Questo impegno, ha ricordato mons. Filippini, non può che nascere da una profonda tenerezza e misericordia verso un’umanità stanca e sfinita, come un gregge senza pastore: la stessa compassione che Gesù prova di fronte alle folle disorientate e senza guide né valori di riferimento”.
Nella Evangelii Gaudium leggiamo ciò che sogna Papa Francesco: una scelta missionaria capace di trasformare ogni cosa, perché le consuetudini, gli stili, gli orari, il linguaggio e ogni struttura ecclesiale diventino un canale adeguato per l’evangelizzazione del mondo attuale. La riforma delle strutture deve tendere a fare in modo che esse diventino tutte più missionarie, che la pastorale ordinaria in tutte le sue istanze sia più espansiva e aperta e favorisca così la risposta positiva di tutti coloro ai quali Gesù offre la sua amicizia. Rivolgiamoci a S. Geminiano, ha concluso mons. Filippini, “perché questo non rimanga un sogno, ma diventi realtà per la vostra Diocesi, ma anche per tutte le nostre Chiese diocesane e per tutta la Chiesa universale” rinnovate da una fresca e luminosa primavera missionaria. (a.r.)

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