Per la famiglia servono riforme strutturali e un patto per la natalità

Parla Gigi De Palo, presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari

02famiglia“I bonus non bastano. Le famiglie chiedono riforme strutturali”. Non usa giri di parole il presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari Gigi De Palo, parlando in una intervista al SIR delle misure a sostegno di maternità e famiglia contenute nella Legge di bilancio 2019 varata a fine dicembre dal Parlamento. “In una manovra di 31 miliardi di euro, alla famiglia viene destinato solo mezzo miliardo, meno di un sessantesimo”, premette.
“Alcune misure sono state confermate – spiega – ci sono state alcune migliorie e un cambiamento di linguaggio. Finalmente si parla di natalità in modo chiaro ma è mancato il coraggio di fare riforme strutturali. Purtroppo si continua a perpetrare la logica del bonus con la quale non si va da nessuna parte”. Di fronte all’allarme natalità “lanciato dall’Istat, secondo il quale nel nostro Paese gli ottantenni superano i neonati, con le gravi conseguenze che ne deriveranno nel breve periodo” – avverte – “in Italia mettere al mondo un figlio rimane una delle prime cause di povertà” mentre “per non essere licenziate molte donne sono ancora costrette a nascondere il pancione”.

Le misure previste nella Legge di bilancio

08famiglia_coppiaCongedo maternità e paternità. Il “pacchetto famiglia” prevede che le future mamme possano scegliere di lavorare fino al nono mese di gravidanza per poter usufruire dei cinque mesi congedo di maternità interamente dopo la nascita del bebè. Entro cinque mesi dalla nascita, i neopapà potranno usufruire del “5+1”, ossia cinque giorni ai quali, a determinate condizioni, se ne potrà aggiungere un sesto.
Bonus bebè. Confermato il bonus bebè che varia a seconda dell’Isee e del numero dei figli.
Bonus asilo nido. Nel triennio 2019-2021 passa da 1.000 a 1.500 euro l’anno, per tre anni, il bonus per la retta degli asili nido o per spese legate all’assistenza di piccoli affetti da disabilità gravi.
Incentivi per seggiolini auto “sicuri”. La manovra prevede lo stanziamento di un fondo di un milione per il 2019 e di un altro milione per il 2020.
Smart working. Si dà la precedenza alle domande delle mamme nei tre anni che seguono il congedo di maternità o dei genitori (mamme e papà) di figli con disabilità.
Carta famiglia. È previsto lo stanziamento di 1 milione per ogni anno per la carta tessera alle famiglie con un minimo di tre figli entro i 26 anni per ottenere sconti sull’acquisto di determinati beni, servizi e tariffe.
Fondo per conciliare famiglia e lavoro. Cento milioni annui per incentivare il welfare aziendale per permettere ai lavoratori e alle lavoratrici dipendenti di conciliare al meglio vita privata e lavoro.
Caregiver familiari. Incrementato di 5 milioni l’anno per il triennio 2019-2021 il fondo per sostenere coloro che assistono familiari non autosufficienti.

Gigi de Palo, presidente del Forum delle associazioni familiari
Gigi de Palo, presidente del Forum delle associazioni familiari

Facendo un confronto con l’andamento delle nascite degli anni precedenti, il presidente del Forum ne evidenzia il progressivo calo, a dimostrazione che “i bonus si sono dimostrati inefficaci per far ripartire la natalità”. Inoltre, aggiunge, “sono difficili da esigere per la complessità delle procedure richieste, tanto che molti vi rinunciano. Alla famiglia bisogna semplificare la vita, non complicarla”.
Tra i segnali di attenzione del governo giallo-verde, evidenzia il presidente del Forum, “il rifinanziamento di 100 milioni, su nostra sollecitazione, del fondo per le politiche familiari istituito nel 2007, allora pari a 250 milioni, ridotti progressivamente all’osso fino a 4 milioni”. “Ma 100 milioni sono nulla”, osserva definendo “pari a nulla anche il milione previsto per la Carta famiglia per la quale”, aggiunge, “non è giusto averne escluso dall’accesso le famiglie immigrate regolari”.
Per De Palo, il grosso della manovra si è concentrato sulle pensioni con quota 100 e sul reddito di cittadinanza per i quali, “in base alle promesse elettorali, i soldi sono stati trovati”. Nonostante qualcuno affermi il contrario, il presidente del Forum precisa che il reddito di cittadinanza non ha nulla a che fare con la famiglia. “Non si tratta di politiche familiari ma assistenzialiste.
02famiglia_PapaPotremmo rivedere la nostra posizione qualora si riuscisse a calibrarlo con maggiore equità in base ai carichi familiari. C’è ancora un po’ di margine e a questo stiamo lavorando”. E assicura: “Continueremo a essere un pungolo, non polemico, ma costruttivo e dialogante, con il governo Conte al quale chiediamo di ragionare in termini di lungo periodo, anche se ci rendiamo conto che l’instabilità politica e la scarsa durata degli esecutivi non aiutano”. Per De Palo è urgente un patto per la natalità che metta tutti intorno a un tavolo.
Quali allora, secondo il Forum, gli interventi strutturali necessari? “Da tempo – la replica del presidente – chiediamo una riforma fiscale che tenga contro dei carichi familiari, il cosiddetto fattore famiglia, ma ci siamo resi conto che in questa fase è di fatto poco comprensibile sia per i cittadini sia per la politica”. Pertanto, “sulla scorta di quanto si verifica in diversi Paesi europei, chiediamo, in alternativa al fattore famiglia, di ragionare sull’eventualità di un assegno mensile per ogni figlio da zero a 26 anni. Dobbiamo fare un salto di qualità – conclude – andando oltre l’Isee che si è rivelato iniquo e ingiusto perché non tiene conto in maniera seria della composizione familiare. I figli sono un bene comune. Per questo è urgente un progetto di futuro che faccia sentire alle famiglie l’attenzione, la fiducia e la volontà dello Stato di investire su di loro. Stiamo ancora aspettando che arrivi l’anno della famiglia. Ogni anno è il prossimo”.

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