Consacrato il nuovo altare della chiesa di Pallerone

Una cerimonia partecipata, presieduta dal vescovo diocesano mons. Giovanni Santucci, che si è svolta nell’ambito della festa del patrono S. Tommaso Becket

01Pallerone_altareLa comunità di Pallerone, in un gioioso pomeriggio di festa, insieme al proprio pastore don Francesco Sordi e al sindaco Roberto Valettini, si è riunita attorno al Vescovo Giovanni, chiamato a presiedere la solenne dedicazione del nuovo altar maggiore della chiesa parrocchiale, in occasione della festa del patrono s. Tommaso Becket.
Nell’omelia il Vescovo Giovanni ha illustrato il triplice motivo che ha convocato il popolo attorno alla mensa eucaristica. Il primo motivo è la festa del Natale: il mistero profondo di Dio che si fa uomo, che assume la nostra condizione umana perché l’uomo possa diventare Dio. La preghiera del Padre nostro ci aiuta ad approfondire questo mistero, svelandoci che con la sua venuta Gesù ci ha resi suoi fratelli e pertanto figli di Dio, come del resto era nel progetto iniziale della creazione. Il secondo motivo si collega a questo tramite la figura di s. Tommaso Becket che con il martirio ha testimoniato la sua fedeltà a Gesù anteponendo agli onori umani la totale e costante offerta di sé a Cristo e l’amore per i poveri. Il terzo motivo è rappresentato dalla dedicazione del nuovo altare.
La preghiera che viene recitata dopo l’invocazione ai santi illustra chiaramente la funzione che l’altare consacrato riveste nella liturgia eucaristica. Noè, Abramo, Mosè hanno costruito altari per offrire sacrifici a Dio; questi altari sono l’annuncio profetico del vero altare, rappresentato dall’albero della croce, dove Gesù è salito come sacerdote e vittima per distruggere i peccati del mondo e farci riconciliare con Dio: per cui, veramente, come figli possiamo invocarlo come Padre così come ci ha insegnato Gesù. Significativa ed emozionante è stata poi la cerimonia di consacrazione attraverso l’unzione della mensa col Crisma e la collocazione sull’altare di un braciere per farvi ardere l’incenso.
L’altare è stato poi ricoperto con la tovaglia e adornato con fiori e candelieri che sono stati accesi con l’invocazione a Dio che i commensali alla cena del Signore, illuminati dalla luce di Cristo che rifulge sull’altare, siano luce del mondo. I diversi momenti della liturgia eucaristica sono stati allietati dalla corale interparrocchiale Pallerone e Serricciolo, guidata dal maestro Saverio Crocetti, che con l’esecuzione dei canti ha favorito il raccoglimento dei fedeli.
Al termine della cerimonia numerosi fedeli si sono recati a visitare il famoso presepe, gloria e vanto del paese, che viene visitato ogni anno da numerosissime persone provenienti anche da fuori regione. L’altare, che corona l’impegno profuso dal parroco don Francesco Sordi, è stato generosamente donato insieme all’ambone da Lucio Barani.
È arricchito, nella parte anteriore, con l’immagine in bassorilievo del Cristo Risorto, realizzato da Diego Bocelli e nel lato del celebrante da una Croce opera di Marianna Quintiliani; i due artisti hanno eseguito queste opere quando erano ancora studenti dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, con la supervisione dei professori Franco Franchi e Pier Giorgio Balocchi.

W.F.

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