Il contributo della sezione giovanile Scout per il Sinodo dei Giovani

Una lettera indirizzata al Vescovo Giovanni e a tutti i parroci della Diocesi

24scoutCon una lettera indirizzata al Vescovo Giovanni e a tutti i parroci della Diocesi, la sezione giovanile degli Scout, giovani compresi tra i 16 e i 20 anni, di Massa, offre a tutta la comunità credente un contributo in vista del prossimo “Sinodo dei giovani” che si svolgerà a Roma in autunno.
Inoltre, i giovani chiedono che venga nominato un “assistente ecclesiastico” per accompagnarli nel cammino di approfondimento e discernimento. “Quest’anno – scrivono – nella nostra regione si è svolto un percorso che ha visto coinvolti circa 1300 giovani. L’intero percorso, che prende il nome di Fuoco di Pentecoste, ci ha condotto all’evento conclusivo che si è svolto a Lucca nel maggio scorso. Anche la nostra Comunità è in cammino verso il Sinodo dei giovani e sappiamo che la Chiesa, di cui facciamo parte, ha colto l’invito di Papa Francesco e si è messa in ascolto. Ci siamo chiesti cosa noi giovani sappiamo fare e cosa potremo fare affinché si possa attuare un cambiamento nelle nostre città, ma soprattutto cosa possiamo fare per coinvolgere gli altri giovani. Noi rover e scolte viviamo insieme una forte esperienza di comunità. Cerchiamo di accoglierci, ascoltarci, condividere, creare comunione, essere testimoni di Cristo. Per questo scriviamo questa lettera alla Chiesa, la comunità dei credenti, come contributo per il cammino verso il Sinodo dei giovani. Rivediamo in questo nostro percorso lo stesso mandato che Gesù diede ai suoi apostoli durante il giorno della Pentecoste. Vogliamo che questo dono che ci è stato fatto non resti solo per noi. Come Clan Malaspina del gruppo Massa 2 abbiamo deciso di rivolgere la nostra attenzione sul tema ‘Pochezza culturale: oggi rischia di scadere tutto nella superficialità?’. Dopo averne discusso tra di noi, non senza pochi interrogativi, ci siamo trovarti concordi con il titolo di cui sopra e a definire la pochezza culturale come il preoccupante atteggiamento diffuso nella nostra società per cui si insegue ciò che ci fa stare bene qui e ora, ma non ciò che ci fa bene; che tende a chiuderci in noi stessi senza considerare l’altro e che non ci rende persone responsabili e di valore. Per avvicinare la nostra discussione alla realtà cittadina che ci circonda e in qualche modo trovare delle conferme, abbiamo elaborato un sondaggio online al quale abbiamo sottoposto 319 giovani del nostro territorio. Partendo da questa base, non accontentandoci di risposte a crocette, abbiamo deciso di chiedere direttamente ai nostri coetanei che cosa ne pensassero sull’argomento: il risultato delle nostre interviste è un video pubblicato su YouTube (Video interviste [integrale]- Fuoco di Pentecoste 2018). In questo contesto di superficialità riteniamo che l’annuncio e la messa in pratica del Vangelo possa e debba essere una risposta fondamentale. Le nostre parrocchie e i vari gruppi e comunità che le animano sono una ricchezza importante, in quanto realtà che favoriscono l’incontro e il dialogo. Ma quello della superficialità è un problema che rischia di investire anche la Chiesa, percepita tra i giovani come una realtà vecchia, distante, inattuale, chiusa. Non vogliamo essere testimoni di una Chiesa superficiale che si fossilizzi nella liturgia, ma membra vive e gioiose di una Chiesa che faccia del servizio e della carità il suo centro; desideriamo una Chiesa aperta che non tema di confrontarsi con l’altro soprattutto nella quotidianità. Vogliamo contribuire a costruire questa Chiesa, mettendo a disposizione le nostre forze, le nostre idee, le nostre testimonianze della gioia dell’incontro con Gesù. Per esserne costruttori efficaci, sosteniamo l’importanza della Pastorale Giovanile che già si sforza di promuovere occasioni d’incontro per tutti i giovani della nostra diocesi. Riconosciamo di non esserne stati parte attiva negli ultimi tempi e ci impegniamo a parteciparvi con più entusiasmo e disponibilità in futuro, per coglierne le opportunità e renderle ancora più ricche e intense assieme a giovani provenienti da esperienze diverse dalla nostra. Riteniamo che lo scoutismo AGESCI sia un’importante risorsa per la nostra Chiesa e soprattutto un terreno fertile di crescita come cittadini e come cristiani: perciò avvertiamo il bisogno di un Assistente Ecclesiastico che possa accompagnarci lungo il cammino ed essere un punto di riferimento importante per vivere la fede in maniera più profonda, vera e significativa.

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