Tourday: un trionfo tra gastronomia e Carnevale

1.387 persone hanno partecipato alla due giorni di allegria all’ombra del Campanone

Gli organizzatori che di fronte al Campanone festeggiano il traguardo di 1.387 di partecipanti al Tourday
Gli organizzatori che di fronte al Campanone festeggiano il traguardo di 1.387 di partecipanti al Tourday

Bastava osservare piazza della Repubblica di Pontremoli sabato pomeriggio per capire subito che il Tourday era (e sarebbe stato) ancora una volta un grande successo. Sono state due giornate di festa, travolti dalla tradizione enogastronomica lunigianese e dall’allegria del Carnevale. Sembra davvero che sia passato un “benefico uragano” che come un vento capriccioso in due giornate fresche ma comunque baciate dal sole, ha sconvolto ma reso felice tante persone che si sono affacciate tra sabato e domenica scorsa nelle vie del centro storico pontremolese. Alla fine sono state 1.387 le persone che con al collo il cartellino del Tourday hanno partecipato alla manifestazione (882 il sabato, 505 la domenica) stracciando il precedente record di 967 e più che doppiando la scorsa edizione carnevalesca quando i presenti furono “solo” 602. Insomma questo goliardico tour enogastronomico nato quasi per gioco nel 2015 è giunto alla sua settima edizione (si disputano infatti due edizioni annuali quella invernale e quella estiva/autunnale) e sta dimostrando di richiamare sempre più visitatori ed appassionati, ed anche i commercianti locali stanno aderendo con passione.

Toruday, la partecipazione, nella giornata di sabato di Silvio Barbero (a destra) vicepresidente di Slow Food Italia
Tourday, la partecipazione, nella giornata di sabato di Silvio Barbero (a destra) vicepresidente di Slow Food Italia

La febbre del Tourday è salita anche fuori dal territorio pontremolese come ci conferma Geminiano Bertocchi, un componente del comitato organizzatore della manifestazione “tante le partecipazioni da Massa, Carrara, La Spezia. Ma anche dall’Emilia, dalla Lombardia, dal Veneto, dal Piemonte. Persone che si sono fatte ore di viaggio solo per venire al Tourday”. E il peso della presenza a livello nazionale, anche a livello numerico, si è sentito con gli organizzatori che hanno stimato in circa 200 le presenze degli “autoctoni” dimostrando che la partecipazione “da fuori Lunigiana” rappresenta la vera spina dorsale dell’iniziativa. “In quest’ottica si è rilevata molto importante la pubblicità fatta sui social network, sui giornali ma anche il passaparola”. La grande partecipazione, sottolinea Bertocchi, non ha creato grosse problematiche quando i partecipanti dovevano andare alla tappa prescelta “c’è stato qualche momento di inevitabile coda ma è tutto scorso via liscio anche perché c’era un clima di grande allegria e spensieratezza”. Il tutto pensando che i quattordici esercizi coinvolti nell’iniziativa nell’arco della due giorni “hanno servito mediamente tra le 700 e le 1.000 persone”.

Un gruppo di partecipanti al Tourday che ha messo in maschera i personaggi della fiaba di Pinocchio
Un gruppo di partecipanti al Tourday che ha messo in maschera i personaggi della fiaba di Pinocchio

E c’è stato un altro indubbio protagonista della manifestazione ovvero il carnevale con i tanti partecipanti al Tourday hanno dato sfoggio di creatività e fantasia con maschere e costumi, anche di gruppo, che hanno colorato di allegria le vie del centro storico. Hanno poi funzionato alla grande le varie iniziative collaterali che hanno aggiunto gioia e ricchezza alla manifestazione. Tra queste da segnalare in particolare quella dello Slow Food Lunigiana (non a caso sabato era presente il vice presidente nazionale Silvio Barbero) infatti la condotta lunigianese guidata da Marco Cavellini sta portando avanti un progetto di creare a Pontremoli una sede distaccata dell’università gastronomica di Pollenzo gestita dallo Slow Food nazionale. Tornando al Tourday gli organizzatori sono già con lo sguardo verso il prossimo appuntamento che si terrà in autunno “sicuramente ci saranno delle novità perché la voglia di stupire e andare sempre avanti c’è ancora”, anche per scoprire quali “limiti” può toccare il Tourday “noi pensavamo già l’anno scorso, con 600 partecipanti, di aver raggiunto il massimo possibile. Ed invece questa manifestazione cresce ancora. E noi proviamo a crescere con lei”. (r.s.)

 

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