Le evoluzioni dell’architettura religiosa del 18° secolo a Casola

Una lezione magistrale dell’architetto Stefano Calabretta all’interno delle Serate Lunigianesi

La Pieve di Codiponte
La Pieve di Codiponte

Presso la sede del nuovo centro sociale di Casola, lunedì 21 agosto, l’architetto Stefano Calabretta ha tenuto una lezione magistrale incentrata sulle trasformazioni avvenute nelle chiese di Casola nei secoli seguenti la controriforma. All’incontro, coordinato da Rita Usai, hanno partecipato appassionati provenienti dalla Spezia, Villafranca e Fivizzano, il consigliere comunale Antonio Folegnani e alcuni (pochi) abitanti del comune di Casola, a triste riprova che la cultura, anche di interesse locale, appartiene, come direbbe Jacopo Loris Bononi, a una piccola cerchia di “aristocratici”. Il sindaco Riccardo Ballerini ha porto un cordiale saluto e ha espresso il suo ringraziamento per l’iniziativa. L’esposizione dell’architetto, che ha indicato quale sua fonte di ricerca storica e archeologica Cesare Augusto Ambrosi, è stata coinvolgente. Ha focalizzato il campo del suo intervento sulla trasformazione di edifici già esistenti nel tardo medioevo, oggetto di restauri e ristrutturazioni a seguito di un rinnovato spirito di fede e anche dei frequenti eventi sismici che hanno colpito il territorio: ultimo quello del 2013, che gli ha dato la possibilità di studiare, rivisitare e riprogettare la ristrutturazione di tutte le chiese del Comune di Casola. La Pieve di Codiponte non ha avuto danni perché più vicina nella struttura all’edificio originale e per recenti ristrutturazioni poco invasive. Tutte le altre chiese del territorio hanno avuto nel corso dei secoli interventi miranti al loro innalzamento per renderle più magnificenti con conseguente indebolimento strutturale; fa eccezione la chiesa di san Martino di Luscignano, dove l’intervento con capriate in legno dopo il sisma del 1920, che aveva distrutta la cupola, è di una qualità eccellente.

La chiesa di Argigliano a Casola in Lunigiana
La chiesa di Argigliano a Casola in Lunigiana

La chiesa di Argigliano, ampliata in modo eccessivo anche in altezza dopo il diciassettesimo secolo, si basa su una struttura medievale ed è stata consolidata anche con dei contrafforti e opere in legno sul tetto; ha un equilibrio instabile, evidenziato dall’ultimo terremoto, perché fondata su un terreno percorso da falde acquifere. La chiesa di Santa Felicita in Casola presenta la struttura più complessa e dagli studi è emersa una sua storia particolare. In origine era molto bassa, all’interno delle mura del borgo, più ridotta nelle dimensioni, affiancata da una canonica; è stata ampliata e innalzata a partire dal sedicesimo secolo e dopo la ristrutturazione del terremoto del 1920 ha evidenziato delle criticità che hanno prodotto il disastro verificatosi nel 2013. Nella ristrutturazione le capriate in legno sono state sistemate in contatto diretto con le volte, per cui le oscillazioni sussultorie di quest’ultimo terremoto hanno fatto battere le travi sulle volte stesse martellandole fino a frantumarle e riducendo la chiesa in uno stato molto precario; per la sua ristrutturazione sono preventivati interventi superiori a 400mila euro messi a disposizione per il 75% dalla Conferenza Episcopale Italiana. Di Santa Margherita di Regnano Castello si sono potuti risistemare i resti perché di recente documentati pietra per pietra. La Pieve di Offiano è stata rinnovata nel XVIII secolo sulla precedente struttura medievale; contiene un organo del XVI secolo ritenuto il più antico della Lunigiana. Nel dibattito è intervenuto Germano Cavalli con un contributo storico prezioso. Ha ricordato la visione illuminata di Ambrosi che, dopo aver raccolto e dato valore alle statue stele, ha contribuito a progettare la ristrutturazione del castello del Piagnaro a Pontremoli per una loro consona collocazione. Ha anche ricordato che si può documentare la presenza a Casola, verso il 1549, di un grande personaggio: il gesuita padre Silvestro Landini, inviato direttamente da San Ignazio di Loyola come missionario a baluardo contro l’avanzare del protestantesimo, presente già nei domini di Lucca e persino a Fivizzano; alla sua presenza viene attribuito il progetto di ampliare la chiesa di Santa Felicita sull’onda di uno spirito innovativo volto alla creazione delle Compagnie del SS. Sacramento e di un rilancio della spiritualità.

Corrado Leoni

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