Zeri e la devozione alla Madonna di Caravaggio

Il restauro dell’antico gruppo ligneo conservato nella chiesa di Adelano. 
Una statua di pregevole esecuzione riconducibile ai modi della scultura lignea genovese

La statua della Vergine facente parte del gruppo scultoreo ligneo della Madonna di Caravaggio esposta nella chiesa di Adelano dopo il restauro
La statua della Vergine facente parte del gruppo scultoreo ligneo della Madonna di Caravaggio esposta nella chiesa di Adelano dopo il restauro

La chiesa di S. Maria Maddalena ad Adelano di Zeri conserva un bel gruppo ligneo raffigurante la Madonna di Caravaggio. L’incuria e i danni del tempo hanno reso urgente un delicato intervento di restauro: al momento già eseguito sulla figura della Vergine, è in corso quello relativo alla fanciulla genuflessa; entrambi i restauri grazie all’iniziativa di fra Cristiano Venturi e al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara.
La presenza del gruppo è segno di una devozione attestata ad Adelano già nelle visite pastorali settecentesche che ricordano prima (nel resoconto della visita pastorale del 1722) la presenza di un’immagine in marmo della Vergine venerata sotto questo titolo – immagine poi andata perduta – ma in seguito (1755), fanno riferimento ad un gruppo ligneo, probabilmente proprio questo oggetto di restauro.
Quello alla Madonna di Caravaggio è un culto diffuso peraltro in altre chiese dello zerasco e presente nel Settecento anche a Pontremoli – dove, in San Francesco, si conserva un dipinto del pittore cremonese Giuseppe Bottani – e in molti altri paesi dell’Appennino.
Un culto molto popolare come ricordano anche alcune maestà, i bassorilievi marmorei collocati lungo le strade.
Una devozione che se da un lato rimanda ai culti connessi con i santuari mariani – più o meno vicini al nostro territorio e dove era consuetudine recarsi a piedi in pellegrinaggio – dall’altro ci ricorda periodici spostamenti migratori che già dal Seicento spingevano gli abitanti dell’Appennino ad andare a procurarsi opportunità di lavoro nella “barsana”, nel bresciano e nell’area padana in generale. Spostamenti che possono certamente aver contribuito alla conoscenza e alla diffusione del culto così radicato e diffuso nelle terre lombarde.

Particolare della decorazione della statua restaurata
Particolare della decorazione della statua restaurata

Il gruppo scultoreo di Adelano – che rievoca la miracolosa apparizione del maggio 1432 – è costituito dalla figura della Vergine con i piedi rivestiti da semplici calzari posati su di un cumulo di nubi; è rivestita da una veste bianca sormontata dal drappeggio del manto blu ornato con una ricca decorazione in oro; dal capo le ricade sulle spalle un corto velo.
Si tratta di una figura di pregevole esecuzione riconducibile ai modi della scultura lignea genovese, come attesta anche una iscrizione relativa ad un artigiano di Chiavari che aveva restaurato la scultura, riportata alla luce durante il restauro e tracciata con mano incerta.
Secondo la memoria locale, la Vergine originariamente sorreggeva con la mano sinistra il Bambino purtroppo rubato alcuni anni fa. La presenza del Bambino e l’atteggiarsi della figura ritta e rivolta verso i fedeli fanno ipotizzare che l’immagine potesse in origine rappresentare la Madonna del Rosario e solo in seguito essere adattata alla devozione di Caravaggio.

Anelano: la statua della giovane devota nel gruppo scultoreo della Madonna di Caravaggio: sarà sottoposta a restauro nelle prossime settimane.
Anelano: la statua della giovane devota nel gruppo scultoreo della Madonna di Caravaggio: sarà sottoposta a restauro nelle prossime settimane.

La Vergine infatti, nell’iconografia del santuario lombardo, è raffigurata nell’atto di rivolgersi verso una fanciulla genuflessa. Giovane devota che è presente anche nel gruppo di Adelano: raffigurata inginocchiata, è caratterizzata da un fazzoletto aderente al capo, secondo la consuetudine contadina, il corpo rivestito da una semplice veste sormontata da una stola che ricorda il grembiule da lavoro e con accanto il fascio dell’erba che la giovane donna aveva appena raccolto.
Questa scultura, ancora in fase di restauro, sembra tuttavia evidenziare una qualità di esecuzione meno raffinata di quella della Vergine e potrebbe essere stata eseguita da un artigiano locale in un tempo successivo. Anche Adelano, come tante realtà nei nostri paesi, conserva dunque testimonianza di antiche devozioni tradotte in opere artistiche che non mancano di stupire chi oggi si trova ad entrare nella chiesa. Opere affidate all’attenzione e alla cura di pochi.

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