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A lui, nella sua città natale, è intitolato il ponte che attraversa il Magra fino a Porta Parma dove ci introduce alla strada che porta il nome dell’uomo al quale dedicò tutta la vita: Garibaldi.
Pompeo Spagnoli nasce a Pontremoli l’8 ottobre del 1829 da Giovanni e Margherita Ceppellini; famiglia di materassai, lui stesso viene ben presto avviato ad imparare un mestiere, quello di barbiere; tuttavia l’arrivo in città dei volontari guidati da Nino Bixio e Goffredo Mameli, in marcia per ricongiungersi con Garibaldi, fa cambiare improvvisamente il corso della sua vita: è il 1848 e Pompeo Spagnoli lascia Pontremoli per seguire il Battaglione dei Volontari Toscani. Pochi giorni dopo, il 13 maggio, è già alle prese con la sua prima battaglia, sul campo di Curtatone dove si distingue a tal punto da meritare la medaglia d’argento al valor militare. Qualche giorno dopo, nel secondo scontro di Curtatone, viene tuttavia ferito e fatto prigioniero dagli Austriaci.
Torna in Italia l’anno successivo e si arruola nella Legione di Garibaldi impegnata a Roma. Ferito a Porta San Pancrazio, assieme ai concittadini Dani e Focacci, segue la colonna garibaldina in ritirata.
Cerca riparo ad Arezzo, ma viene arrestato; è ricondotto a Pontremoli in catene e costretto ad arruolarsi in servizio di leva nel piccolo esercito del Duca di Parma. Terminata la ferma, rientra a Pontremoli dove tuttavia è vittima della persecuzione della polizia borbonica per sfuggire alla quale decide di riparare alla Spezia dove si impegna nel suo vecchio mestiere di barbiere.
Gli anni spezzini trascorrono nell’attesa della nuova scintilla che scocca puntuale: nel 1860 la partenza di Garibaldi per la Sicilia sembra però coglierlo di sorpresa; riesce tuttavia a raggiungere il Generale con la terza spedizione garibaldina, quella che salpa per la Sicilia due mesi dopo la partenza dei Mille, guidata da Enrico Cosenz. Combatte e si distingue a Milazzo, segue Garibaldi fino a Capua. Tornato a Pontremoli, lo raggiunge la notizia del ferimento del Generale sull’Aspromonte; cerca convulsamente un nuovo imbarco a Genova, dove tuttavia viene arrestato.
Ma nel 1866 lo troviamo ancora con Garibaldi, in Trentino; l’anno successivo è quello dell’ultima, tragica battaglia a Mentana dove, il 3 novembre, Garibaldi in marcia verso Roma si scontra con le truppe del Papa e con i Francesi. Centinaia di Garibaldini restano sul campo; lo stesso Pompeo Spagnoli è ferito gravemente.
Deve rientrare definitivamente a Pontremoli dove per anni gestirà la sua bottega di barbiere tra le due piazze del centro; qui negli anni successivi lo raggiungono le notizie della breccia di Porta Pia e di Roma finalmente capitale.
È il più noto dei pontremolesi che, in momenti diversi, combatterono tra i garibaldini.
Muore il 3 dicembre 1897. |