Il Santo della Settimana

Beata Teresa Manetti

23 aprile

 

16beatabettinaTeresa Manetti nacque il 2 marzo 1846 a San Martino, frazione di Campi Bisenzio (Firenze), da un’umile famiglia. L’infanzia di ‘Bettina’, come veniva chiamata la piccola, fu assai difficile per le precarie condizioni economiche della famiglia dopo la prematura morte del padre.
Bella ragazza, attenta alla cura della sua persona, a 19 anni scoprì la sua vocazione, scegliendo quale modello Santa Teresa d’Avila. Nel 1872 iniziò con alcune compagne la convivenza religiosa e due anni dopo si iscrissero al Terz’Ordine Teresiano, trasferendosi nel Conventino, che divenne la prima sede delle Suore Carmelitane di Santa Teresa.
La Madre non si limitava ad una vita religiosa puramente contemplativa bensì scelse di impegnarsi nel mondo, iniziando una grande attività caritatevole, in particolare nell’assistenza alle orfanelle. Il successo della Congregazione rese presto necessaria l’edificazione di un nuova grande convento, per poi espandersi ancora oltre il piccolo paese d’origine in Toscana, poi in Italia ed in altre parti del mondo.
Nel 1904 giunse l’approvazione dal Papa San Pio X e negli anni seguenti si aprirono case in Siria e Palestina. Nel 1908 la Madre venne colpita da un terribile male, che nonostante le cure e la sua lotta, da toscana battagliera quale era sempre stata, la portò alla morte il 23 aprile 1910.
La sua fama di santità venne confermata da numerose attestazioni di grazie e miracoli attribuiti alla sua intercessione, tanto che nel 1930 si diede inizio al processo di beatificazione, che trovò ulteriore spinta nel 1938, in seguito alla miracolosa guarigione di una consorella veneta.
Il 19 ottobre 1986, in occasione della sua visita pastorale a Firenze, Papa Giovanni Paolo II proclamò Beata suor Teresa Maria della Croce, iscrivendo la sua festa nel Martirologio Romano nell’anniversario della morte. Il 7 dicembre 1999 il Consiglio Comunale di Campi Bisenzio la proclamò patrona della città, accogliendo le istanze della popolazione..

(a cura di don Fabio Arduino)