Il Santo della Settimana

Beato Adilio Daronch

21 maggio

 

Adilio_Daronch

 

Per quanto riguarda Adìlio Daronch purtroppo i fatti esterni sono scarni e senza grande interesse di cronaca come normale per un ragazzo di appena sedici anni; di lui sono rimasti i ricordi di due sue sorelle, di altre persone che l’hanno conosciuto e del suo barbaro assassino.
Sebastiano Daronch e Francesca Schena, nonni del piccolo Adìlio, arrivarono in Brasile con i figli, nel gennaio 1890, con la nave “Europa” all’Isola dei Fiori (Rio de Janeiro). Pietro – il padre del nostro beato – all’età di 18 anni, si trasferì a Dona Francisca. Il 15 gennaio 1905 sposò Judithe (Ida) Segabinazzi. Ebbero tre figli, Herminia, Abílio e il nostro Adilio. Poi si trasferirono in altre località dove vennero alla luce altri figli.
Adílio era una giovane serio, devoto e tranquillo. La sua vita era già stata segnata dalla morte del padre e di conseguenza dall’incombere di quei problemi che investono tutto il nucleo famigliare. La sorella Zolmira ricorda che amava il calcio e andare a cavallo. Ne possedeva uno a cui era molto legato e che gli piaceva molto. Era un giovinetto educato e disciplinato, molto studioso.
Adílio accompagnava volentieri, insieme con gli amici, Don Emanuele Gómez González nelle sue visite, servendo con piacere la santa messa. La famiglia di Adílio sia per la sua onestà che il suo spirito caritatevole era molto stimata. Don Emanuele ricorse spesso ai buoni servigi della famiglia Daronch e Adílio fece con lui la prima comunione.
Dopo la morte del padre di Adílio, lo zelante parroco prese a cuore la situazione non facile della famiglia. Proprio per questa confidenza e per questo affetto, Giuditta acconsentì che il figlio accompagnasse Don Emanuele in quel lungo viaggio durante il quale doveva visitare alcune comunità lontane affidate alla sua cura pastorale.
I Beati Emanuele ed Adílio furono uccisi in odio alla fede in Brasile il 21 maggio 1924. Adílio nella sua semplicità ha esemplificato agli occhi della Chiesa e del mondo un’adolescenza riuscita.

(a cura di don Fabio Arduino)