Il Santo della Settimana

San Giovanni Paolo II

22 ottobre

 

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Il 22 ottobre 1978 veniva eletto Papa Karol Józef Wojtyła (Wadowice, Cracovia, 18 maggio 1920 – Città del Vaticano, 2 aprile 2005). In tale anniversario la Chiesa ha scelto di porre la memoria liturgica di San Giovanni Paolo II, canonizzandolo il 27 aprile 2014 insieme a Papa Giovanni XXIII.
Nella Lettera apostolica “Rosarium Virginis Mariae” il Pontefice polacco indicava nel Santo Rosario una preghiera potente per sostenere la vita della famiglia anche nel mondo contemporaneo: “La famiglia che prega unita, resta unita. Il Santo Rosario, per antica tradizione, si presta particolarmente ad essere preghiera in cui la famiglia si ritrova. I singoli membri di essa, proprio gettando lo sguardo su Gesù, recuperano anche la capacità di guardarsi sempre nuovamente negli occhi, per comunicare, per solidarizzare, per perdonarsi scambievolmente, per ripartire con un patto di amore rinnovato dallo Spirito di Dio.
Molti problemi delle famiglie contemporanee, specie nelle società economicamente evolute, dipendono dal fatto che diventa sempre più difficile comunicare. Non si riesce a stare insieme, e magari i rari momenti dello stare insieme sono assorbiti dalle immagini di un televisore. Riprendere a recitare il Rosario in famiglia significa immettere nella vita quotidiana ben altre immagini, quelle del mistero che salva: l’immagine del Redentore, l’immagine della sua Madre Santissima.
La famiglia che recita insieme il Rosario riproduce un po’ il clima della casa di Nazareth: si pone Gesù al centro, si condividono con Lui gioie e dolori, si mettono nelle sue mani bisogni e progetti, si attingono da Lui la speranza e la forza per il cammino. Pregare col Rosario per i figli, e ancor più con i figli, educandoli fin dai teneri anni a questo momento giornaliero di sosta orante della famiglia, non è, certo, la soluzione di ogni problema, ma è un aiuto spirituale da non sottovalutare. Una preghiera così facile, e al tempo stesso così ricca, merita davvero di essere riscoperta”.

(a cura di don Fabio Arduino)