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Il Corriere Apuano
 Anno CIII n. 31 Pontremoli 7 Agosto 2010
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Nonostante le delusioni dell’ultima ora
Alla Terza compete l’impegno di continuare a costruire
di Luciano Bertocchi
 
L’exploit dell’Aullese non ha trovato il dovuto conforto per la delusione del Real Filetto. L’obiettivo però resta quello di continuare ad essere protagonisti nel torneo grazie a squadre di realtà non solo periferiche che hanno il dovere di provare a crescere per dare un senso a tutto il settore.

 

Una volta di più torna a suonare strano, ma se andiamo a guardare i risultati d’immagine dobbiamo prendere atto che la più bella soddisfazione della stagione ha continuato a venire dal torneo di Terza categoria. Il merito, nell’occasione, è andato all’Aullese che ha gestito il campionato da protagonista indiscussa, denunciando finalmente la voglia di tornare ad essere la squadra d’altri tempi, desiderosa di riproporsi a livelli più consoni. Eppure, in prima battuta non era facile pronosticarlo, perché al solito la Terza viene a proporsi con un panorama di squadre che, in qualche modo, hanno scritto, nel tempo, molta parte della storia del nostro calcio minore. Dietro ogni formazione potremmo trovare il racconto di tante vicende gloriose, per le quali la voglia di ripartire si fa presupposto naturale per eludere qualsiasi previsione, proprio per come viene ad imbastirsi il desiderio di esserci nel modo migliore.

Perché in realtà è proprio questo il valore della Terza categoria, di necessità l’ultimo gradino dell’intero panorama, ma vero e proprio contenitore di entusiasmi che in altri ambiti ormai diventa difficile individuare, anche se appena appena superiori.

Non a caso il torneo è sempre adeguatamente dimensionato e scorrendone le protagoniste ci si rende conto che, alla base c’è soprattutto la voglia di partecipare, di competere, per mettere in campo quanto di nuovo il panorama locale è in grado di proporre e, in particolare, se è nella possibilità di rivelarsi competitivo.

Il discorso vale a tutto campo, sia per la Lunigiana che per la zona di Costa e non meraviglia mai che i toni agonistici salgano subito alle stelle, anche se le variabili possibili impongono che il campionato assuma una sua fisionomia solo dopo un non breve frangente.

Al di là del tasso tecnico, comunque, resta vero che se si vuole vedere una partita giocata senza infingimenti, bisogna andare su un campo di Terza. Allora scopri che a fianco a vecchie glorie, riesumate per dare sostanza a tutto l’insieme, si esibisce una bella pattuglia di giovani speranze, alla ricerca di quell’esperienza che potrebbe farsi volano per il salto di qualità, meglio se realizzato proprio in casa. Allora non ti stupisci se, a fianco di interpreti consueti, vedi allinearsi squadre di realtà da tanto tempo lontane dai tappeti verdi che, d’improvviso, hanno ritrovato la voglia di tornare al passato. Il fenomeno, in questo senso, è soprattutto nostro, perché a fianco della rinata Aullese, nella passata stagione sono tornate ad allinearsi il Barbarasco, il Gassano e il Val Taverone, ognuna forte di un proprio palmares che può valere la candela della nuova esperienza. Certo, c’erano anche Real Filetto e Soliera, oltre una Pontremolese 2008, a sua volta sorta sugli esiti di antichi desideri rionali, ognuna però con un senso nuovo, da collegare tanto alla tradizione, quanto dalla volontà di non spegnere una luce da sempre accesa e, talvolta, accecata da presunzioni di altra natura di cui si è dovuto pagare lo scotto, più spesso per mancanza di coraggio. La novità di stagione è stata il Vallicisa, o meglio il Succisa, memoria di un passato tanto remoto che per molti è difficile riesumare, ma che tanto ha significato nella storia del GS Pontremolese.

Un contesto nel quale nessuno parte senza una qualche ambizione, talora poco significativa, come quella di arrivare almeno in fondo, altrimenti di scommettere su un talento comune tutto da scoprire e che solo i fatti potranno consacrare.

Come siano andate le cose, lo abbiamo già detto, anche se pesa non poco la delusione del Real Filetto di non avere raccolto quanto seminato, perché alla fine avremmo davvero meritato anche la seconda promozione. Però è il momento di guardare avanti e, pur senza le dovute certezze, andiamo ad ipotizzare che la famiglia nostrana si arricchirà di qualità per il mesto ritorno del Fosdinovo, e potrà farsi forte di una rinnovata partecipazione di tutte le vecchie protagoniste, ad eccezione forse del Val Taverone. Ma anche questo resta un interrogativo, come speriamo non lo sia quello che pende proprio sul Real Filetto, di cui si paventa una defezione inattesa per l’abbandono corale della barca dopo l’imprevisto affondamento.

Prospettiva alla quale neppure vogliamo pensare perché priverebbe il comune di Villafranca della sua unica rappresentante in campo calcistico dopo tanti anni di vacche grasse che avevano fatto gridare al miracolo.

Se ci saremo tutti, siamo certi che anche la prossima stagione non sarà dammeno delle ultime e potremo contare su interpreti ideali del nostro calcio in un panorama tutto da definire, ma sicuramente allettante. Lo chiedono per altro tanti giovani che vogliono continuare a giocare a calcio senza l’assillo ineludibile del risultato e tanti meno giovani che hanno soprattutto voglia di insegnare qualcosa alle nuove leve, cui stranamente è affidato il futuro di un calcio solo nostrale di cui sentiamo tanto la nostalgia.

 


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