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Per una strana coincidenza, nella raccolta dell’annata 1984 del Corriere Apuano nell’ultima pagina del n. 27 (in data 6 luglio) si dava notizia dell’elezione per il quinto mandato consecutivo a sindaco di Villafranca di Pietro Cirelli, avvenuta nel suo giorno onomastico il 29 giugno; nella prima pagina del numero successivo del nostro settimanale, si annunciava la sua morte avvenuta l’8 luglio. Nel discorso di insediamento, che aveva dato vita al primo centro sinistra a guida democristiana con socialisti e repubblicani, aveva riconosciuto che “20 anni sono tanti, 25 tantissimi” ed aveva espresso l’auspicio che gli steccati e le posizioni differenziate crollassero anche con le altre forze politiche con l’umiltà, la generosità e la disponibilità di tutti. Nove giorni dopo era stato stroncato dal male di cui era perfettamente consapevole.
A distanza di 25 anni da quella morte dolorosa, Villafranca (tardivamente è stato ripetuto a più voci) sabato 10 luglio ha dedicato al suo nome una delle più splendide realizzazioni che la Lunigiana gli deve: il Centro Sportivo Villasport “Pietro Cirelli”. Si è commosso il sindaco Pietro Cerutti quando ha ricordato le persone che, alla notizia dell’iniziativa di intitolazione, andavano a testimoniargli la riconoscenza e l’affetto, che ricordavano l’antico maestro che li andava a cercare quando ‘non ne avevano voglia’, che si sono offerte di partecipare alle spese. Si è commosso don Pietro Tarantola, coetaneo e amico di una vita, quando ne ha ricordato la generosa gratuità nell’aiuto e la fede. Presenti i rappresentanti delle istituzioni Loris Rossetti consigliere regionale, Paolo Bissoli presidente della Comunità Montana, sindaci e amministratori attuali e passati, i famigliari, i figli Paolo e Lucia con la mamma, la signora Vanda che con il sindaco ha scoperto la lapide ricordo benedetta dal parroco don Giovanni Barbieri, i tanti amici, la Banda musicale, le associazioni.
Nella lapide commemorativa la testimonianza di ammirazione sincera e di profonda riconoscenza: per l’entusiasmo e la passione di trent’anni di insegnamento del maestro elementare; per la generosità, l’altruismo, il coraggio, l’impegno civile nella Resistenza con la ‘Cento croci’; per l’amore e l’attaccamento esemplare alla famiglia; per la fondazione della Democrazia cristiana villafranchese; per la presidenza per nove anni della Comunità Montana, per l’impegno amministrativo nel servizio a Villafranca come sindaco dal 1965 alla morte. “Nei suoi oltre 20 anni di amministrazione comunale si impegnò non solo in opere pubbliche, quali il complesso sportivo Villasport, ma anche in attività ricreative e culturali con manifestazioni di notevole interesse. Fu sempre mosso da grandi ideali e sostenuto dalla fede. Sempre lo sostennero un grande amore per la sua terra di Lunigiana e un vivo desiderio di servizio alla comunità tutta”.
Un riconoscimento giunto con qualche ritardo, ma con pieno merito.
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