Il rispetto e la cura dei bambini contro ogni violenza

14bambini1“I bambini lavano più bianco” scriveva in un suo libro lo psichiatra Vittorino Andreoli. Ma spesso, aggiungiamo noi, tingono le pagine più nere della nostra cronaca.
Non bastano sgomento e sconcerto per tacitare le coscienze di fronte alla violenza sui minori. Serve a poco, o a niente, commuoversi e stupirsi nel leggere di avvenimenti che, a ritmi sempre più frequenti, giungono all’attenzione della cronaca. Urge debellare il turpe e triste fenomeno che dilaga laddove i bambini e i ragazzi dovrebbero essere maggiormente tutelati: in famiglia, a scuola, nelle comunità di recupero.
Invece, quasi ogni giorno, si ripetono copioni di film visti e rivisti, che disgustano e fanno inorridire, come fanno inorridire le attenzioni morbose, chat, foto, messaggi e quant’altro nei confronti di adolescenti da parte di docenti che non meritano un ruolo così importante.
Le mele marce vanno tolte dalle nostre scuole dove, quotidianamente, operano schiere di insegnanti che vivono la professione con alto senso del dovere, con abnegazione, competenza, intelligenza a garanzia della crescita armonica dei giovanissimi.
Tutti d’accordo nel riconoscere ai bambini il fascino dell’innocenza; la trasparenza attrattiva della tenerezza; la forza fragilissima dell’intangibilità; la preziosità del loro esistere. E allora basta rimandare: chi sbaglia deve pagare, mentre cresce l’urgenza di rilanciare un forte segnale che miri alla formazione di comportamenti corretti e sani, come leva essenziale di investimento umano e civile, risvegliando la coscienza collettiva intorno ai bambini quale bene immenso alla cui cura tutti siamo chiamati.
Certamente la famiglia, certamente la scuola, ma non solo. Il tessuto sociale, nella sua globalità, deve riappropriarsi di un dovere adulto nei confronti dei piccoli: dovere di rispetto, di attenzione costruttiva, di cura e protezione.
Modalità tutte per esprimere maternità e paternità sociali. I bambini hanno bisogno di un mondo, di luoghi, di città vivibili, di conoscenze, di esempi positivi, di modelli di riferimento solidi, validi e credibili.
Neppure i mezzi di stampa possono tirarsi indietro: lungi dal perbenismo farisaico o dal fare spettacolo di situazioni gravi e delicate, devono avere ben chiaro che quando si parla di vite umane tradite nei loro sacrosanti diritti, espropriate, frantumate da traumi irreversibili l’unico atteggiamento legittimo è impegnarsi per interrompere la spirale degli orrori, imparando a scrivere, nella coscienza di ogni adulto, il valore della “persona con la sua irripetibile dignità”.
Amiamoli, i bambini, con il cuore ed aiutiamoli a crescere, a volare nel cielo della vita con la ragione senza scordare le parole dell’unico Maestro: “Ogni volta che avete fatto qualcosa a questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.

Ivana Fornesi

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